Copertina di Litfiba El Diablo
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Per fan dei litfiba, appassionati di rock italiano, critici musicali, collezionisti di musica anni '90
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LA RECENSIONE

Quando inizia il declino di una band ?

Forse quando i componenti iniziano a disertare, forse quando le idee iniziano a venire meno, forse quando si vira verso un sound più commerciale o forse quando si ha voglia di fare quattrini mettendo il cervello in soffitta.

D'accordo, per i Litfiba i prima segnali si erano già avvertiti in "3" e "Pirata" non è sicuramente un capolavoro ma è con "El Diablo" che i nostri fiorentini iniziano una vera e propria discesa che li vedrà sprofondare nel baratro (artistico non economico). L'album in questione rappresenta un vero e proprio trattato che si potrebbe intitolare "Lo sputtanamento di un gruppo" perchè racchiude in se tutte le ragioni sopracitate che lo portano a essere il tradimento verso tutto ciò che di buono avevano fatto negli anni 80'.

Gianni Maroccolo (unico vero genio musicale della formazione) e Ringo de Palma (che morirà prima dell'uscita del disco) vanno via, al loro posto mediocri musicisti (anche se il batterista Daniele Trambusti non è malaccio). Ghigo Renzulli decide di cambiare stile: non più suoni cupi e avvolgenti, ma velocità e inutili assoli di chitarra (quanto è stato felice dell'abbandono di Maroccolo che musicalmente lo distruggeva nettamente), Piero Pelù tranne qualche episodio felice propone la caricatura di se stesso urlando come un cretino e poco, più per i testi se la vedono entrambi (con risultati che fanno rabbrividire), alle tastire rimane Aiazzi ma è come se non ci fosse.

Analizzando il disco in sè si trova la Title Track ad aprire le danze; per molti un capolavoro, per me una schifezza: testo banale, cantato grottesco e musica che si adegua come può alla mancanza di un grande bassista. "Proibito" è la seconda traccia, il livello si alza per la buona ironia del testo ma niente a che vedere con un'ironia come quella di "Tango" (17 re) per fare un esempio.
"Il Volo" è l'unico grande pezzo dell'album, dedicato allo scomparso De Palma si muove tra delicatezza e liriche sentite (come si fà ad amare lo sai soltanto tu, potevi avere il mondo, ma l'hai lasciato), ma è solo un caso isolato. Infatti ora inizia l'oblio: "Siamo Umani", "Woda Woda" e poi tre le tre perle finali di "Ragazzo", "Gioconda" e "Resisti", il commento di queste?: "Senza Parole".

Anzi no, può bastare una citazione da "Ragazzo" (Vorrei sapere perchè non è reato, fare la puttana di stato ed abusare ogni potere): agghiacciante.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza con durezza l'album 'El Diablo' dei Litfiba, ritenuto il punto di inizio della loro discesa artistica. La perdita di membri chiave e la svolta verso un sound più commerciale sono evidenziati come cause principali. Solo poche tracce salvano l'album, con 'Il Volo' come unica eccezione apprezzabile. L'autore considera l'album un tradimento verso il valore storico della band.

Litfiba

Litfiba è una band rock italiana nata a Firenze all'inizio degli anni Ottanta. Con Piero Pelù (voce) e Ghigo Renzulli (chitarra) come figure centrali, la band è stata tra le realtà più influenti della new wave/post‑punk italiana e ha pubblicato album storici come Desaparecido, 17 Re e Litfiba 3. Negli anni Novanta il gruppo ha virato verso sonorità più rock/hard; in periodi successivi sono state effettuate reunion e tour celebrativi.
87 Recensioni

Altre recensioni

Di  stargazer

 La title-track non è molto potente ma il testo e l'interpretazione la rendono una indimenticabile pietra miliare.

 Un album con alcune delle migliori canzoni dei Litfiba dei '70 ma che risulta oggi abbastanza invecchiato.