Copertina di Live Skull Bringing Home the Bait
kloo

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Per appassionati di musica alternative, cult anni '80, fan del dark-punk, art-noise e scene punk newyorkesi
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LA RECENSIONE

Dischi dello sgabuzzino di Carlo (Parte 2)

Seriamente non c'é nessuna recensione dei Live Skull nel debasio? Sono veramente insoddisfatto della fauna che mi ha preceduto.

Bringing Home The Bait è un disco del 1985 che ha tantissimo da dire per l'epoca, ma è stato sommerso dai più famosi e similari colleghi art-noise (Sonic Youth) e hardcore punk (Husker Du), mantenendo una base dark-punk (Joy Division) che equilibra il tutto; canzoni in bilico tra epicità, tormento ed ansia. Basso profondo e giri ipnotici, distorsioni laceranti ed una voce esausta; una batteria che sembra suonata da un percussionista. Sebbene in certi momenti potrebbe sembrare una band inglese, provengono da New York.

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Riassunto del Bot

Bringing Home The Bait (1985) dei Live Skull è un album carico di tensione e ansia, capace di fondere dark-punk con art-noise e hardcore. Nonostante la sua grande qualità, è rimasto spesso nell’ombra di colleghi più famosi come Sonic Youth e Husker Du. L'album si distingue per bassi ipnotici, distorsioni taglienti e una voce esausta, creando atmosfere intense ed epiche. La recensione celebra questo disco sottovalutato e ne rimarca l’importanza storica nella scena newyorkese.

Tracce video

01   Sparky (03:49)

02   Brains Big Enough (05:18)

03   Glee Product (01:24)

04   Ha Ha Ditch (03:11)

05   Four (02:46)

06   Houseboy (03:04)

07   Wisdom and Gravy (03:48)

08   Common Cruelty (03:52)

09   Skin Job (03:10)

10   Jerking the Light (04:22)

11   Goodbye to the Uninvited Guests (00:36)

12   Flake Out (03:15)

Live Skull

Live Skull è un gruppo noise rock/post-punk di New York attivo principalmente negli anni '80.
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