Ho sempre pensato che viaggiare non fosse solo un semplice modo per abbandonare la sistematica consuetudine giornaliera per gettarsi in nuove esperienze, a contatto con nuove culture e nuove società, ma anche un cammino introspettivo grazie al quale l'uomo può scoprire ed attraversare nuove strade per il suo spirito; la scoperta non è esclusivamente empirica, ma può riflettersi nel cuore e nella mente di colui che la sperimenta, la vive come una parte di sè, la fa sua, e questa scoperta diventa così l'uomo stesso, perchè alle volte non è necessario scoprire cercando, ma cercare scoprendo.
Ben pochi riescono a scavare a fondo nelle proprie radici e in quelle dell'uomo. Ancora più difficile è esprimerlo a parole. Figuriamoci con la musica.
Loreena McKennitt ci è sempre riuscita e questo dono ha voluto offrirlo a noi, immortalando i frutti delle sue esperienze di vita con ogni sua nuova uscita ed in particolare con questo cd/dvd girato dal vivo all'Alhambra (Granada, Spagna). Un'ora e mezza di concerto dove Loreena e circa altri dieci musicisti danno veramente il meglio del meglio. L'esibizione è perfetta ed immacolata, praticamente identica alla produzione in studio. La scaletta comprende tutti i brani più importanti (e ovviamente più belli) della discografia dell'artista e può essere definita come una completa sintesi della sua carriera, dal 1985 fino ad oggi.
Non mancano certo i brani più tradizionali ripescati dal passato, come l'indimenticabile "Stolen Child" e la celeberrima "She Moved through the Fair", eseguiti subito dopo la magistrale 'ouverture' di "The Mystic's Dream": preziose melodie senza tempo eseguite brillantemente si susseguono fino ad arrivare alla solare "The Mummer's Dance", ed in certi frangenti si può notare come i dieci musicisti non siano lì solo per suonare, ma anche per divertirsi, quasi come se stessero giocando tra loro in uno spensierato girotondo di note e ritmiche incalzanti. Loreena gironzola per il palco a ritmo di musica, sorride timidamente, gli sguardi dei musicisti si incrociano di tanto in tanto e si scambiano cenni d'intesa, strimpellano con disinvoltura i loro strumenti e ridono -come ad esempio nell'eccellente "Marco Polo" o, meglio ancora, durante l'esecuzione di "Santiago" dove Loreena saltella tutta arzilla, contenta come non mai.
E così prosegue il resto del concerto, alternando parti più movimentate ed irresistibili a momenti strappalacrime: "Penelope's Song", "Never Ending Road" e "Dante's Prayer" sono eseguiti da una Loreena rannicchiata al pianoforte e coperta dalla sua cascata di capelli rossi, persa nei suoi pensieri, con un volto stanco ed affaticato e dagli occhi lucidi per le lacrime a stento trattenute. Altre canzoni sono ben più impegnative, seppur di minore carica emotiva: "The Bonny Swans" lascia di stucco per gli acuti toccati dalla cristallina voce di Loreena e "Bonny Portmore" mescola lirismo e veemenza risultando decisamente intenso e mozzafiato. L'austerità si diffonde nell'aria con "The Lady of Shalott" e "Caravanserai" regala ancora brividi di emozione con la sua mistica e fatata armonia dal sapore orientale.
Tra cambi d'atmosfera e di ritmi, tra i sorrisi dei musicisti e la tenera commozione della nostra Musa e dopo alcuni suggestivi scorci della città di Granada, il concerto si conclude immancabilmente con la limpida "Cymbeline": triste ed angelica, si dissolve gradualmente per chiudere con grazia uno dei concerti più belli che abbia mai visto (senza contare che sia dal vivo o no). Il pubblico si leva in piedi, applaude ed acclama, alcuni portano mazzi di fiori a Loreena. Sicuramente quello qui descritto è stato molto più di un semplice concerto: è la storia di una donna, un'artista che racconta di gioie e di dolori, di curiose scoperte e di profonde riflessioni attraverso la magia di una musica tutta sua che non ha e che non avrà mai rivali. E il viaggio continua...
"When the dark night seems endless,
please, remember me..."
Grazie Loreena. Non ti dimenticheremo.