Copertina di Lou Reed Magic and Loss
Night87

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Per amanti della musica d'autore, appassionati di liriche poetiche e temi esistenziali, fan di lou reed, cultori di musica folk e rock introspettiva
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LA RECENSIONE

Dopo aver dato alla luce il capolavoro metropolitano degli anni Ottanta e essersi riunito con John Cale per l'epitaffio di Andy Warhol, Lou Reed pubblica un disco incentrato sulla fragilità dell'esistenza e sulla perdita dedicandolo alla memoria di due persone (il musicista Doc Pomus e l'amica Rita) morte nel giro di due anni in seguito a mali incurabili.

L'importanza dei temi trattati è indicata dalla traduzione in varie lingue dei testi. Le liriche affrontano la tematica della morte senza alcun pudore e sono accompagnate da arrangiamenti scarni che hanno l'intento di renderci partecipi delle sensazioni dell'artista (che fra l'altro decise di eseguire questi pezzi principalmente nei teatri). Il disco inizia con la spettrale "Dorita" e prosegue con una riflessione sulla vita nella ritmica "What's Good"; l'artista descrive la sua esperienza in "Power and Glory" in cui le voci e gli echi descrivono perfettamente la drammaticità che porta a "Magician", un pezzo straordinario che ci riporta a certe atmosfere di "Berlin". "Sword Of Damocles" descrive la consapevolezza da parte di Reed di aver superato momenti in cui la morte era ormai prossima e avrebbe introdotto l'andamento funereo di "Goodby Mass" e la voce sofferta e "ciclica" di "Cremation e Dreamin'". L'andamento folk di "No Chance" e quello rock di "Warrior King" sono in perfetta simbiosi con i testi e anticipano la assoluta disperazione che traspare in "Harry's Circumcision", mentre ascoltando "Gassed and Stocked" sembra di assistere allo scoppio dei fili del telefono.

Il disco trova la sua degna conclusione (dopo la trasfigurazione elettrica di "Power and Glory, Pt. 2") nella stupenda title-track che entra a pieno titolo tra le migliori canzoni-poesia della storia della musica popolare (stupenda soprattutto la frase finale che racchiude tutta l'opera: "There is a bit of magic in everything and then some loss to even things out"). In definitiva questo disco va a concludere una ideale trilogia della morte che dimostra una volta di più come Lou Reed sia uno dei poeti più raffinati della storia americana.

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Riassunto del Bot

Magic and Loss è un album di Lou Reed dedicato alla memoria di due cari amici scomparsi, che esplora con profonda intensità il tema della morte. Il disco si caratterizza per arrangiamenti scarni e liriche poetiche che trasmettono dolore e riflessione. Ogni traccia contribuisce a creare un'atmosfera suggestiva e intimista, culminando nella title-track considerata una canzone-poesia fondamentale. Questa opera completa idealmente una trilogia dedicata alla morte, confermando Reed come uno dei più raffinati poeti americani.

Tracce testi

01   Dorita (The Spirit) (01:07)

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02   What's Good (The Thesis) (03:22)

03   Power and Glory (The Situation) (04:23)

04   Magician (Internally) (06:23)

05   Sword of Damocles (Externally) (03:42)

06   Goodby Mass (In a Chapel Bodily Termination) (04:25)

07   Cremation (Ashes to Ashes) (02:54)

08   Dreamin' (Escape) (05:09)

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09   No Chance (Regret) (03:15)

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10   Warrior King (Revenge) (04:27)

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11   Harry's Circumcision (Reverie Gone Astray) (05:29)

12   Gassed and Stoked (Loss) (04:18)

13   Power and Glory, Part II (Magic Transformation) (02:57)

14   Magic and Loss (The Summation) (06:39)

Lou Reed

Lou Reed (1942–2013) è stato un influente cantautore e chitarrista statunitense, voce guida dei Velvet Underground e tra i più acclamati poeti urbani della musica rock. Ha attraversato decenni tra l’avanguardia, il glam, ballate dolenti e rumorismi radicali.
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