Copertina di Luca Turilli The infinite wonders of creation
the panzer1

• Voto:

Per appassionati di metal sinfonico, fan di luca turilli, amanti della musica epica e orchestrale.
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LA RECENSIONE

Peccato!!

La prima cosa che sento nell’ascoltare il nuovo cd del Luchino è puro rammarico. Da Fan incallito del virtuoso delle 6 corde (anche se non è tanto virtuoso) il disco non mi sembra Turilloide al 100%: ritmi lenti e malinconici, niente refrain “da zecchino d’oro”, cori presenti ma non iper pompati, chitarra non in rilievo. Lo scarto e vedo che c’è qualcosa che non va… neanche la copertina è molto turilloide… niente draghi, niente “mighty warrior”, niente spade, niente “dark tower of ayss”, niente di tutto questo (c’è da dire che però è tamarra lo stesso). È importante fare alcune essenziali premesse comunque:

  1. Innanzitutto il Lucone non solo ha suonato e composto tutte la parti di chitarra, ma ha suonato anche ogni linea di piano, strumento che aveva iniziato a studiare diversi anni fa ma che solo ultimamente aveva ripreso. Il problema è che, concentrandosi troppo sulle tastiere, il dott. Turilli ha dedicato molta meno importanza alla chitarra, così che i riff risultano monotoni e giocati sempre sulle pause e gli assoli si contano sulle dita di una mano. Sempre il vecchio Luca ha composto ogni partitura strumentale, lavoro che nei Rhapsody è spettato per lo più a Manuel Staropoli, fratello del tastierista. Anche quest’ultimo lavoretto gli è riuscito seppur bene, non eccellentemente. Per lo più le parti orchestrali, nonostante siano fondamentali e sempre azzeccate, risultano ridondanti e prolisse.
  2. In secondo luogo è poi da constatare la presenza (quasi onnisciente) della bravissima singer Bridget Fogle. Sebbene molto preparata ed emozionante ogni composizione dell’Illirut (Turilli al contrario..) era stata pensata per il vecchio amico Olaf, che già cantò nei precendenti capolavori. Durante le registrazione infatti lo stesso Olaf non riusciva a cantare le melodie più alte, finchè si ammalò di psicosomatica (ansia da studio) e Luchino, disperato, poiché aveva delle scandenze da rispettare, ingaggiò la comunque validissima cantate femmina. Si sente subito però la sua mancanza, e se anche la mirabile voce di Bridget calza a pennello in alcuni brani (la prima “Mother Nature” su tutte), le atmosfere risultano totalmente diverse, più giocate sulla malinconia e la drammaticità. Sicuramente un’impostazione più solare e potente come quella di Olaf, che proprio in questo cd raggiunge la massima carica emotiva del suo curriculum, avrebbe reso il clima un po’ (molto) più epico e brillante. Eccellenti brani come “The Miracle Of Life” o “Angels Of The Winter Dawn” (dove canta appunto Olaf) sono la palese dimostrazione. A livello di testi il concept, ambientato nel presente (e completamento della trilogia iniziata nel lontano 1997 con “King Of The Nordic Twilght” e proseguita nel 2002 con “Prophet Of The Last Eclipse”) esalta la natura e la terra, minacciate dall’avidità e dalla prepotenza umana.
    Il Cd, comunque, scorre via veloce e senza troppe pretese, alternando ottimi brani come “Cosmic Revelation” (classico titolo alla Turilli) e ad altri assai più noiosi “Mystic And Divine” (altro titolone alla Turilli).
  3. E si giunge infine alla title track, che come tradizione è sempre ottima, ricca di pathos e di cori curatissimi, e che dimostra Turo come un artista oggettivamente creativo e a volte geniale. Un cd certamente curato, perfino elegante in alcune trovate, ma che si discosta, per me troppo, dal clima più fastoso, veloce e tecnico dei precendeti lavori. Un cd che piacerà a molti, che troveranno nel nuovo Turillino un artista più maturo e più versatile del vecchio, ma che sarà meno apprezzato dai fan incalliti (come il sottoscritto) che vedranno invece un artista che non è riuscito a esprimersi al 100%. Un 4 di stima al proprio artista preferito ci può stare comunque, nella sicurezza che il prossimo disquo sarà veramente ultra tamarro. Ci sarebbe poi da considerare l’edizione con dei magnifici estratti (veramente magnifici) di “Luca Turilli’s Dreamquest – Lost Horizons”, in uscita in questi giorni,  ma questa è un’altra storia, per un’altra notte, per un’altra era…
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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia una svolta nel sound di Luca Turilli con un album più lento e malinconico, in cui le tastiere prendono spazio sulla chitarra. L'assenza di Olaf come cantante modifica l'atmosfera, più drammatica. Il concept esalta la natura, ma il disco risulta meno epico e veloce rispetto ai precedenti lavori. Pur apprezzato, l'album può non soddisfare i fan più affezionati del virtuosismo di Turilli.

Tracce testi video

01   Secrets of Forgotten Ages (03:32)

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03   Angels of the Winter Dawn (04:16)

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05   The Miracle of Life (04:24)

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07   Cosmic Revelation (04:48)

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08   Pyramids and Stargates (06:07)

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09   Mystic and Divine (04:21)

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10   The Infinite Wonders of Creation (08:39)

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Luca Turilli

Chitarrista e compositore italiano, cofondatore dei Rhapsody (poi Rhapsody of Fire) e guida dei progetti solisti Luca Turilli e Luca Turilli’s Rhapsody, tra i riferimenti del power metal sinfonico.
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