è Sempre bello rispolverare album d'esordio un pò ''datati'' (dal mio punto di vista neanche tanto) di cantanti che ora vanno per la maggiore. Infatti Lykke Li, con questo suo primo album, non riuscì ad arrivare, come ha fatto ora (grazie anche al remix di ''I Follow Rivers''), in Europa e America; riuscì però a vendere moltissimo e farsi conoscere nella sua madre patria, la Svezia.
Su di lei c'è sicuramente da dire che è una ragazza molto giovane (all'epoca 22enne) con una bella voce, molto ''scandinava'' (qui mi ricorda spessissimo Robyn, sopratutto in "Let It Fall"); non il massimo della particolarità, quindi, ma che sicuramente auspica a qualcosa di buono.
Per quanto riguarda le canzoni, principalmente pop, troviamo inaspettati, ottimi arrangiamenti; cori molto sofisticati che supportano e rendono meravigliose molte canzoni (la dolce "Hanging High", l'esuberante "Breaking It Up"), dolci "sussurati" (come il particolare inizio, un po' azzardato, "Melodies & Desires", la breve "This Trumpet in My Head"), massime di percussioni (la sobria e sensuale "Little Bit", che adoro su tutte; "Dance, Dance, Dance" con quel caldo sassofono) ballate elettriche ("Complaint Department").
(Da ricordare in ogni caso anche il singolo "I'm Good, I'm Gone", la bellissima "Tonight" e lo stupendo finale di "Everybody But Me", sintesi, veramente ben fatta e ben cantata, di tutti gli elementi principali dell'album).
Tutto si basa, quindi, su un insieme di: pop, elettriconica, folklore (dato dalle ricche percussioni, elemento che sapientemente fuso alla sua voce, più amo) e saldi cori. Elementi che, in realtà, prevedono un qualcosa di banale e di già sentito ma che invece rendono questo disco di esordio un vero calderone di influenze, si, ma di un'artista fresca e particolare che risulta anche innovativa; vuoi anche per quel Björn Yttling dei Peter Björn and Jonh alla produzione (facilmente riconoscibile).
Parliamo di un disco d'esordio molto ''timido'' e anche ''discreto'', di un'artista che è ancora insicura. Un disco che è senz'altro, però, un'ottima premessa a quella che sarà l' esuberanza esplosiva di Wounded Rhymes.
Da ascoltare, molto piacevole e ''inaspettato''.
Ps: è la mia prima recensione; grazie a chi si è cimentato a leggere e grazie in anticipo a tutte le critiche volte a migliorarmi.