Con "ËMËHNTËHTT-RÉ", i Magma consolidano la conclusione di una seconda trilogia, avviata negli anni '70 con la precedente denominata "Theusz Hamtaak". In quegli anni, l'unica realizzazione in studio era stata "Kohntarkosz". Il nuovo secolo ha visto la necessità di portare a termine questa trilogia, con l'uscita di "K.A" nel 2004 e, ora, di "Ëmëhntëtt-Ré".
Il concept, attraverso le note oscuramente evocative, ci trasporta nelle vette visionarie del faraone Ëmëhntëhtt-Rê, un essere rischiarato dal desiderio di riscatto del mondo, cui la profezia fu recisa dalla lama assassina prima di poter sbocciare. L'apertura della tomba da parte di Köhntarkösz diviene il crocevia in cui il faraone, come uno spirito errante, si fonde con il corpo del suo liberatore, plasmando la sua visione profetica attraverso questa nuova incarnazione.

"ËMËHNTËHTT-RÉ" si manifesta come un racconto fluido, un continuum sonico che si dispiega come un sogno senza soluzione di continuità. Le quattro epiche tracce intitolate "Ëmëhntëhtt-Ré I-IV" si ergono come pilastri portanti, ricordando ai seguaci dei Magma come la genesi di questo lavoro (“Ëmëhntëtt-Ré 1”, “Rindö”, “Ëmëhntëtt-Ré 2”, “Hhai” e “Zombies” sono brani noti) si ritrovi in "Live" del 1975, in vari bootleg, nonché in alcuni album in studio quali "Attahk" e "Udu Wudu". L'apertura della prima traccia evoca un canto minaccioso, accompagnato dal riverbero di pianoforte e tamburi, inaugurando un viaggio impressionistico. La musica avvolge e cresce, mantenendo un'aura di imprevedibilità, mentre il basso e il pianoforte sollevano la melodia nella seconda parte, rivelando fugaci influenze soul prima di immergersi in un vortice veloce e vivace. Il vibrafono, in un balletto astrale di prog-jazz, aggiunge leggerezza alla trama sonora, culminando con l'essenza di "Hhaï", precedentemente eseguita solo dal vivo. La terza parte sorge con un coro ossessionante, anticipando uno dei momenti più memorabili nella storia del gruppo. La sottigliezza domina questa sezione, giocando con la calma nei primi minuti, coltivando un senso di imminente sventura. La quarta parte, al contrario, si manifesta come un'esperienza più morbida e delicata, con "Funëhrarïum Kanht" che evoca un'atmosfera inquietante, perfetta per le dimore stregate. Infine, "Sêhë" chiude il cerchio con una composizione di tasti dissonanti e il linguaggio Kobaïano parlato, un epilogo che si dissolve in una sinfonia di sogni strani e visioni profetiche.

I Magma danno vita a un nuovo album straordinario, superando addirittura i vertici precedentemente toccati con "K.A". "ËMËHNTËHTT-RÉ" si erge come una pietra miliare ancor più significativa nell'universo Zeuhl, conferendo alla discografia di questa straordinaria band un ruolo di assoluta eccellenza e confermando la loro capacità di sorprendere costantemente.

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