Frida...

Beh, quando ho visto questo fotomontaggio, ho sorriso.

Patti Smith, che questa è la copertina di "Horses", il suo capolavoro.

E Frida Khalo che presta il suo bel faccino alla poetessa rock, alla fanciulla maschiaccio, a colei che in gioventù ci insegnò tante cose.

Un'assurdità? Oh, no...

Che, in fondo, questo freak un pochetto inquietante saltato fuori mischiando le carte la sua ragion d'essere ce l'ha,

Ce l'ha eccome...

Che anche Frida era una fanciulla maschiaccio,...

E entrambe hanno imparato la poesia (o lo specifico artistico) da malattie infantili che ne avevano modificato lo stato percettivo....

Per non parlare della abilità nel creare da sole la propria leggenda...

Però ora Patti lasciamola da parte...

Qui si parla di Frida...

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Io sono nata due volte...

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La storia di Frida Khalo la conoscete tutti, vero?

La poliomelite a sei anni, il terribile incidente che da ragazza la costrinse per molto tempo a letto e la rese poi invalida per sempre...

L'impegno politico, l'amicizia con Tina Modotti, l'amour fou con Diego Rivera, la storia con Trotsky, la bisessualità....

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Ma quando penso a Frida, la prima cosa che mi viene in mente è “Alice nel paese delle meraviglie”.

Con Alice/Frida che alita sul vetro della finestra del salotto e che sul vapore disegna una piccola porta.

E che da quella porta si ritrova sottoterra dove incontra una bambina che sorride e fluttua leggera nell'aria...

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Ecco, a una storia di questo genere potremmo anche non credere, oppure non prenderla troppo sul serio..

Ma come si fa, è quel tipo di storia che è il mio pane!!!

E poi qui siamo di fronte all'origine della immaginazione figlia di mancanza.

A quel luogo dove questa immensa artista incontrava se stessa e dove noi oggi incontriamo lei...

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"Per quanto tempo restavo con quella bambina? Non so. Forse un secondo, forse mille anni. Quel che so è che al ritorno ero sempre felice. Cancellavo la “porta” con la mano e, col mio segreto, correvo sotto un albero di cedro. E, sorpresa di essere sola con la mia gran felicità, gridavo...gridavo e ridevo...

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Poi un giorno il nostro maestro ci diede quel tema. "Raccontate la vita della famosa pittrice messicana Frida Khalo"

Giannino scrisse:

"Aveva gli occhi neri,...

Di quegli occhi che se li guardi nelle foto ti sembra che la foto stia parlando con te...,

Ciao io mi chiamo Frida e tu...tu come ti chiami?"

Bortolo scrisse:

"Il maestro ci ha detto che Frida non era una sola tante...Io non lo so mica bene cosa vuol dire...però se davvero le Fride erano tante a me quella che mi piace è la “Frida bambina”...

Quella che il suo babbo diceva alla mamma “tu vuoi che le tue figlie sian dei soldatini, ma Frida è diversa”

Merdina scrisse:

"Frida era sfortunata, da bambina camminava male...poi da ragazza si fece ancora più male...

Era in autobus col suo fidanzato...e quell'autobus andò a sbattere...

Allora Frida fece un urlo, un urlo che una volta l'ho fatto anch'io...che quando mi son svegliato c'era la mamma...

Accanto a Frida invece c'era la morte...

Ma la morte fece esattamente quel che fece la mia mamma...

Accarezzò la sua bimba...poi...poi se andò via scodinzolando."

Non era ancora il momento...

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E quindi Frida si ritrovò col corpo spezzato, ricucita e ricomposta come un puzzle i cui pezzi non coincidono mai...

Conobbe l'immobilità e le notti insonni, il tormento di un anima quando il tempo scorre a vuoto...

Quando ogni cosa appare uguale e diversa, più grande più piccola più questo più quello più tutto più niente...

Quando non puoi far altro che venire a patti col cane scodinzolante che in ogni momento ti abbaia in faccia la tua inadeguatezza...

E il patto di Frida fu guardarsi allo specchio e raccontare il dolore facendolo diventare qualcosa di grandioso...

Qualcosa di potente...

Così dipinse gabbie, corone di spine e piccoli chiodi su ogni parte del corpo...

La terra riarsa e secca con le radici che chissà come uscivano dal suo stesso corpo. (Il corpo di Frida)

E un cerbiatto ferito, una bimba sperduta allattata da una balia col volto lontano di maschera...

E l'amore...il suo piccolo uomo rospo...il suo piccolo uomo bambino...

Poi, in un certo senso, diventò quasi una principessa. Una bambolina dai mille colori e dagli occhi di fuoco...

Diventò Frida Khalo...

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Frida Khalo, la madonna messicana con le scimmiette al posto degli angeli...

O forse (chissà?), forse semplicemente prese in prestito gli occhi di una delle sue dee messicane, una di quelle che con un battito di ciglia spostano le montagne...

Un trucchetto niente male se ci pensate, una piccola ragazza messicana con gli occhi di una dea...

Ma quelle scimmiette, oh quelle scimmiette ci ricordano che, appunto, era solo una ragazza...e son tristi come lei..o forse no...forse non son tristi per niente e son solo come devono essere...

Perché c'è una Frida che soffre e una Frida che ti guarda...

E quella che ti guarda ha gli occhi di una dea ed è esattamente come deve essere, persa com'è in un abbraccio che la notte concede sempre a chi, nel chiuso di una stanza, è sola con se stessa...

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Frida è famosissima, essere una bambolina paga sempre...

Frida è un gadget, un pupazzetto e il mio lato snob un po' se ne dispiace...

E però...però...

La sua è un'arte popolare e raffinatissima a un tempo...e non è strano che piaccia un po' a tutti

Un'arte intima e raccolta, ma esplosiva.

Istintiva, ma anche capace di cogliere quanto di meglio offrivano le avanguardie europee.

Imbevuta di mitologia centroamericana, di filosofia orientale, di pittura religiosa (Ex voto).

Il tutto piegato però a un linguaggio che risulta essere sempre personalissimo oltre che immediatamente riconoscibile...

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Frida in fondo é come Emily Dcikinson, il lupetto impazzito che canta con voce di vetro nel chiuso di una stanza...

Tra Frida e il muralista Diego Rivera, passa la stessa differenza che c'è tra la Dickinson e Walt Whitman....ovvero l'arte della notte e l'arte del giorno...

Ma finito il chiasso, finito lo strepito (in questo caso il novecento e le sue rivoluzioni) l'arte della notte ridicolizza quella del giorno...

E quel che è intimo e raccolto (anche se comunque pieno di colore) continua a spaccare l'anima...

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Alla rivoluzione però Frida aveva creduto...

Al punto che diceva di essere nata nel 1910 e non nel 1907...e mica per calarsi gli anni...

Ma perché nel 1910 scoppiò la rivoluzione messicana

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Io sono nata due volte: la prima volta con la rivoluzione, la seconda con un grido...

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Sarebbe finito, ma aggiungo ancora qualcosa...

Frida era affmata di vita, Frida mordeva la vita...e, forse, da quanto scritto finora questa cosa non si capisce abbastanza...

Nonostante le sofferenze indicibili Frida era allegra...

Si, era allegra e chiamava se stessa la grande ocultadora...

Nascondeva il dolore e la morte col suo essere una intensa fanciulla messicana...

Con una energia che era una specie di miracolo....

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Ecco, adesso, ho davvero finito...

luludia , Il 3 marzo — DeRango: 21.54

BËL (09)
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I commenti che questo editoriale ha voluto ricevere

Pinhead
"La storia di Frida Khalo la conoscete tutti, vero?" No.
BËL (01)
BRÜ (01)

Pinhead: Adesso la conosco pure io, grazie lulu'.
luludia: in realtà io non ho detto molto, appena appena l'essenziale...per esempio non ho detto che Frida era allegra, affamata di vita...comunque c'è un bel libriccino di Pino Cacucci "Viva la vida", composto da un monologo teatrale che si legge in un'oretta e da una breve biografia...credo sia il modo migliore per approcciare questa artista straordinaria...
Pinhead: Grazie mille pure per questo!
luludia: ma grazie a te...
sotomayor
sotomayor Divèrs
Grande, Michael Jackson!
BËL (01)
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heartshapedbox
perchè questa foto?
BËL (00)
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sotomayor: Perché la domanda? Non è Frida Khalo nella foto? Premetto che non so niente di lei (manco mi interessa più di tanto, rispettosamente), ho letto solo ora la pagina di Luludia.
heartshapedbox: è un fotomontaggio fatto su una foto di Patti Smith, che fra l'altro è la copertina del suo album Horses.
sotomayor: E infatti all'inizio avevo "scorso" la pagina e pensato che era Patti Smith, poi ho visto che però ci stava su la testa di Michael Jackson e mi sono un po' impressionato.
heartshapedbox: Mi sa che Lulu è un po' confuso..
sotomayor: Mica solo lui...

Questa è una battuta sottile, solo Salvini potrebbe capirla veramente nel suo significato.
heartshapedbox: basta elezioni -.-
sotomayor: Ma che c'entra, qui si parla di orientamenti di natura sessuale.
heartshapedbox: ma dove? o_O io parlavo del fotomontaggio...
luludia: perché "horses" è uno dei miei dischi preferiti e con una delle copertine più belle di sempre...perché la patti e la frida sono due mie eroine...perché vedo sottili anologie tra loro (ad esempio il modo in cui in loro è nato il fuoco)...e perché, quando cercando una foto per il mio scritto ho visto questa,aqualcosa in me ha gioito...
heartshapedbox: sarei curiosa di conoscerle queste sottili analogie
luludia: soprattutto tre aspetti: 1) l'immobilità forzata per una malattia infantile (poliomelite la Frida, scarlattina la pattii) e quindi l'abitudine a una diversa percezione della realtà 2)l'incredibile volontà nel crearsi una sorta di leggenda personale che è poi un modo di rispondere alla mancanza e al disagio 3) erano entrambe due fanciulle maschiaccio...può bastare?
heartshapedbox: ça suffit.
luludia: comunque grazie heart, la scelta della foto effettivamente andava spiegata, così ho aggiunto un paragrafo per farlo...
IlConte
La mia memoria è più cotta di palle e cervello, già messi malissimo, ma mi sembra di aver letto tempo fa che la Smith rese in qualche modo omaggio a Frida e Rivera andando a visitare quella che fu la loro casa... c’era la storia di un libro regalato è un fotografo che forse fece questi fotomontaggi (anche al contrario)
Se ricordo male cancellate tutto ahahahah
BËL (01)
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IlConte: Che sfiga Frida, bravo Lulu...
luludia: E anche un grande esempio di come si reagisce...che donna!!!
lector
Bentornato Lulù.
Tutto molto bello.
As usual.
BËL (01)
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luludia: Grazie carissimo....
luludia
Modifica all'editoriale: «Aggiunto un paragrafetto iniziale e uno finale...». Vedi la vecchia versione Frida...
BËL (00)
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RinaldiACHTUNG
Trovo anche interessante l'analogia con Emily Dickinson; quando penso a Frida un'altra copertina che mi viene in mente è quella di Debut di Björk: quell'album è pieno di testi che trattano emozioni forti e difficili da spiegare con razionalità e ho sempre collegato il tutto all'arte umana di Frida. Bellissimo scritto, cioè soprattutto la frase sulla morte che ti accarezza e se ne va perché non è ancora il momento. Grande davvero.
BËL (01)
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luludia: molto gentile...grazie...
Carlos
Scusate ma mi ha rotto il cazzo Frida. La sua arte mai piaciuta. In Messico, per quel che mi riguarda, Siqueiros tutta la vita: meglio pure di Rivera.
BËL (02)
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luludia: si, va un po' troppo di moda, ma non è colpa sua...ma perché non ti piace?
Carlos: Intimismo e simbolismo miscelati: brrrrr per non parlare dello stile che da un punto di vista meramente formale, inoltre, non mi è mai piaciuto.
luludia: intimismo e simbolismo, ok...esatto...ma che c'è che non va? nel simbolismo? nell'intimismo? e anche nel fatto che siano intrecciati?...poi, certo, se non ti piace formalmente ok, è un fatto di gusto, ci mancherebbe...
Carlos: Non sono un amante né dell'intimismo né del simbolismo. Figuriamoci insieme. Questo intendo.
Carlos: Mi sembra che nel culto della sua personalità artistica e della sua opera (e qui parlo di altri, non di lei) si riconoscano i soliti termini cristiani della sofferenza e della forza individuale interiore capace di opporsi a una vita fantastica ma di merda. Un po' di tragedia e un'eroina è sempre quello che ci vuole: questo piace, questo vende.
luludia: si, santa frida sarebbe un problema...ed è un rischio che si corre sempre...ma non abbiamo anche santo Jim, santo nick, e via dicendo?...certo, io non sono un critico d'arte, ma solo un semplice appassionato...e rimane il fatto, per me, che aldilà di tutte le possibili agiografie, l'arte della Khalo rimane (per le caratteristiche che tu deprechi, ma anche per altre) una delle più potenti del secolo scorso...
Stanlio
è tardi e me ne stavo andando a letto quando mi son detto vediamo che succede nel deb et voilà leggo le prime e le ultima quattro righe in quattro e quattr'otto più gli otto commentatori e sapendo pochissimo d'arte e ancor meno di psicologia dirò la mia ugualmente come viene richiesto in fondo alla pagina ed è questa in breve: la morte non la si può nascondere tuttalpiù la si può mascherare, Frida Khalo non nascondeva il dolore anzi lo esternava nelle sue opere probabilmente per arrivare ad una catarsi, ecco questo intanto per quanto riguarda l'editoriale (che mi leggerò per intero domani se trovo il tempo), invece per quanto concerne i commenti mi vien da dire la mia così: chi non ha provato personalmente forti situazioni dolorose difficilmente riesce ad apprezzare un'artista simile credo che per entrare in sintonia o avere un certo feeling con la sua arte bisogna aver vissuto sulla propria pelle determinate situazioni che son molto lontane dal benessere o meglio dal lo stare bene... e niente per ora mi fermo qui, buonanotte, ah a me tra le varie foto che girano, piace questa "Frida Kahlo Pistol" Stickers by edleon | Redbubble
BËL (02)
BRÜ (00)

luludia: si, esatto...anche se non necessariamente occorre aver subito il dissesto (diciamo così) non solo simbolico del proprio corpo)...che anche il nostro corpo, apparentemente sano, è stretto da gabbie e cosparso di chiodi...
Almotasim
Ohhh, molto bene. Bella pagina. I suoi quadri non mi piacciono molto, a parte l'Autobus.
BËL (01)
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luludia: che a me invece è uno di quelli che piace meno...gusti...
Almotasim : Mondo naif...
algol
Un giro al Mudec me lo faccio lo stesso
BËL (01)
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luludia: anch'io, se intendi la mostra di Milano
algol: quella. Conviene prenotare, è talmente pieno che conoscenti recatisi fiduciosi nel fine settimana sono stati rimbalzati.
algol: "lo stesso" perchè non è tra i miei artisti preferiti. Però insomma, c'è contenuto.
luludia: grazie di avermelo detto, sarei andato senza prenotare...
algol: immaginavo :-)
Stanlio
Bell'editoriale, di quelli che piacciono a me, su un'artista che strapiace a me, dispiace che "adesso, hai davvero finito..." ne avrei letto ancora e ancora, bravo!
BËL (01)
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luludia: grazie stan...
ygmarchi2
ygmarchi2 Divèrs
Ho visto la mostra a Bologna un po' più di un anno fa. Gli autoritratti sono molto belli e intensi, il resto non l'ho trovato particolarmente interessante.
BËL (01)
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luludia: in effetti sono soprattutto gli autoritratti a emozionare...
BortoloCecchi
Comunque il Bortolo del tuo testo potevi specificare che non ero io!!! Se no, mi fai fare figure!
Bella pagina Lulù
BËL (01)
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luludia: ma Bortolo sei proprio tu!!!
Marco Orsi
Proprio non mi piace. E poi lei e Rivera erano trotskisti.
BËL (02)
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Carlos: :DDD
luludia: Frida era follemente libera e più che trotzista era l'amante di trotsky...io però non sono abituato ad anteporre gli ismi al valore artistico, cosa che trovo odiosa...tra l'altro io non ero presente all'epoca dei fatti e neanche tu...magari allora essere trotzkisti aveva un significato diverso rispetto a oggi, no?...che cazzo ne sai tu? sei messicano? hai partecipato a qualche rivoluzione?...questo tipo di commenti fa davvero pena...chi giudica gli artisti seguendo i propri schemini politici del cazzo a me fa davvero pena...ma davvero, davvero....poi se non ti piace e basta, ok e stra ok...
luludia: poi chiedo subito scusa....solo che alcune cose mi fanno incazzare...ma quel che è scritto è scritto e amici come prima...
Marco Orsi: Ma vattene affanculo cretino. Io gli "ismi" ce li metto prima dell'arte. Anche davanti a quell'arte che mi spacca le palle, come quella di Frida Kalo. Impiccati demente.
Marco Orsi: poi chiedo subito scusa....solo che alcune cose mi fanno incazzare...ma quel che è scritto è scritto e stammi alla larga più di prima.
luludia: fossi in te gli ismi io li metterei da qualche altra parte...tutti quelli a disposizione, non uno solo...
Marco Orsi: Battuta scontata, riprovaci imbecille da circo.
luludia: scontata, ma sempre efficace,,,io poi avevo detto amici come prima...tu fai come vuoi...non sei tu, personalmente, a farmi pena, è l'atteggiamento iper politicizzato...atteggiamento che odio...e che mi ha fatto saltare il boccino...a te non salta mai il boccino?...ti ho pure chiesto immediatamente scusa...che vuoi di più?
Marco Orsi: Non sono iper-politicizzato , ho le mie idee certo, e posso apprezzare anche autori come Cioran o Mishima, piuttosto che Célie o le prime cose di quell'imbecille nazi-nordicista di Burzum (se parliamo di musica). Ribadisco: l'arte di Frida Kalo non mi ha mai colpito particolarmente e i motivi, qualche rigo sopra, sono stati ben espressi e sintetizzati da Carlos. La citazione sul trotskismo dei due pittori era ironica. Per questo mi sono un po' inalberato dinnanzi alla tua risposta. Ma ripeto: non è il trotskismo che mi preclude di apprezzare le sue opere. Altrimenti dovrei buttare dalla finestra "No More Heroes" degli Stranglers proprio per la citazione del nemico di Stalin che viene fatta sul retro-copertina. Per me va bene: mettiamoci una pietra sopra.
luludia: non avevo colto l'ironia...mea culpa...ovvio poi che se non ti piace la Khalo mica è un problema, lo hanno detto anche altri nei commenti, gust diversi, tutto quii...ciao e scusa ancora se ti ho frainteso... cioran e celine li apprezzo anch'io...
kosmogabri
kosmogabri Divèrs
Ma perché tutti quei puntini di sospensione? Che fatica leggere.
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BRÜ (00)

sotomayor: Kosmo je t'aime.
luludia: è che i puntini mi piacciono...è una cosa un po' infantile...

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