Gocce di pioggia nel mare

Si, lo so che siamo in piena estate, e l’estate è fatta di sole, allegria, di spiagge, di culi a mandolino da ammirare nel loro splendore, di nuovi amori da pedinare.

Oh, quanto mi piacerebbe crederci ancora.

Di discoteche all’aperto, di ferie, di morale alle stelle.

Prima o poi, giuro, ci riuscirò.

Ma c’è sempre una prima volta nella vita, o almeno quella che si ricorda come tale, e, quando capita, importante è prenderne nota.

Già in passato mi era capitato di trovarmi in mare durante un temporale, ma sempre con i piedi che potevano saldamente toccare un fondo sabbioso, sempre più o meno indice di un mare addomesticato.

Oggi, anzi proprio stamattina, mi sono immerso, volontariamente all'inizio di un temporale, fino alla testa in un mare scoglioso, sempre più o meno indice di un mare selvaggio, anche se a due passi dalla riva.

Da quella posizione, ad altezza pelo dell’acqua, mi sono ritrovato, mia moglie poco lontana, ad osservare tutto intorno a me il tuffarsi vorticoso nel mare di un numero innumerevole di gocce di pioggia.

Ed e stato uno spettacolo bellissimo.

Erano tutte simili e profondamente diverse.

Illuminate da quella pallidissima luce del sole che filtrava dalle nuvole.

Allegre, alcune, precipitavano nel mare quasi abbracciate.

Altre solitarie con un plin sordo, una dopo l’altra.

Proprio ieri (che sfortuna, in piena estate...) ho ripreso fra i miei ascolti un brano di quel depresso cronico (oltre che leader dei fu Beach Boys) di Brian Wilson.

'Til I Die.

Strana coincidenza che Wilson abbia scritto/ispirato versi per quella canzone che sarebbero stati molto bene come colonna sonora di quel precipitare di gocce di pioggia.

Dall’indefinito delle nuvole da cui provenivano all’indefinito del mare.

Ed io li ad osservarle alla fine del loro viaggio, dalla posizione di Dio.

Qualunque cosa ciò significhi.

zaireeka , Il 4 agosto — DeRango: 9.00

BËL (03)
BRÜ (00)

I commenti che questo editoriale ha voluto ricevere

lector
Si, però stai attento, ché le correnti sono pericolose col maltempo.
BËL (00)
BRÜ (00)

lector: Brian Wilson è un amore che ci accomuna
zaireeka
@[lector] e @llawyer: quando scrivo qualcosa, di solito ci credo.. Mi piace condividere sensazioni e piccoli episodi. Sono spesso alla ricerca di ritrovare quella meraviglia del mondo perduta tanti anni fa. Ma oggigiorno sono anche una persona alquanto cervellotica.. Per cui infetto tutto con metafore spericolate e difficili da capire. Qui ho ripreso quel pensiero solipsista già nella canzone di Wilson (I’m a leaf in a windy day... how long will the wind blow, until I die..) e mi sono fatto Dio (a qualcuno mi debbo pure ispirare, come direbbe Woody Allen) nel mare in questo mondo di precipitanti (nel mare) gocce di pioggia. Il tutto nella convinzione che anche il mare un giorno dovrà evaporare, non c'è niente di eterno in questo mondo. Detto questo un grazie tardivo per l’apprezzamento.
BËL (01)
BRÜ (00)

algol
Solitamente non apprezzo particolarmente esibizioni troppo intime. Ma ho fatto la stessa cosa. Senza Wilson, e senza nessuna umana astrazione divina. Ma mi sono sentito bene.
BËL (00)
BRÜ (00)

zaireeka
Ecco, sono doppiamente contento, anche perché questo ed (in verità troppo intriso di brumosa filosofia esistenzialista per essere estivo..) è piaciuto a quanto pare a pochi, ma buoni 🙂
BËL (00)
BRÜ (00)

Geo@Geo
Geo@Geo Divèrs
Oggi mi sento ispirata pure io e ritorno a curiosare (io ritorno sempre, anche dopo mesi...) e mi accorgo che leggere cose "ispirate" mi piace, mi piace sempre...
BËL (00)
BRÜ (00)

zaireeka: Grazie Geo, ben ritrovata, da quanto tempo!

Dì la tua! (Se proprio devi)

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

Per vivere con pienezza la vera esperienza dello stare sul DeBaser è bello esserci registrati. Quindi: