Ritratto di ragazzo

Quando sentivo che stavo per venire, prima ancora di godere fino in fondo dell'orgasmo, già la mano cercava il telecomando sul comodino, volevo vedere almeno la fine del documentario su Giulio Cesare. L'avevo già visto, ma non riuscivo a mantenere costante l'attenzione neanche guardando la televisione, così, quando una cosa mi interessava guardavo anche la replica. Questo era il cazzo di vita che facevo. Tutti i giorni. Sempre uguale. Ma da quando l'avevo conosciuta, sempre più spesso pensavo con tenerezza ad Isabella, il tempo scorreva veloce quando fantasticavo sulle cose che avrei voluto fare con lei. Mi faceva stare bene. Un piacere legato solo al pensiero di una persona, non l'avevo mai provato. Bastavano due parole per farglielo capire: ti amo. Ma non l'avevo mai detto a nessuno, e nessuno mai l'aveva detto a me. Ti amo. Bastava quello. Due parole ti cambiano la vita e non hai il coraggio di dirle. Era che, avevo una grandissima paura della relazione, temevo di essere inadeguato, che sarebbe finita presto se ci fossimo frequentati regolarmente, se ci fossimo conosciuti meglio. Dio mio che insicurezza. Ero così, lo ero diventato negli anni. Il mio percorso. Forse era meglio lasciare le cose come stavano, era tutto più facile se la relazione rimaneva in quella sorta di limbo dov'era adesso e tenere Isabella lì, come un santino da guardare ogni tanto, e magari ogni tanto farsi anche una sega pensando a lei. Così, era molto più semplice che amarla, dimostrandolo giorno dopo giorno. L'amore chiede la rinuncia a occuparsi solo di sé stessi, dedizione, lealtà, tante cose impegnative che non ero abituato a fare. Quindi, era giusto amarla? Era un bene farglielo capire? Naturale che era un bene ed era anche giusto, così come era chiaro che le domande che mi stavo ponendo, erano generate dalla paura, da quell'ansia congenita che mi accompagnava fin da bambino. Siccome ero abituato a fare tutto lentamente, anche questa questione andava affrontata con calma, non si può cambiare in fretta, bisogna farlo gradualmente e, da sobri. Certo che volevo cambiare il mio destino, sapevo benissimo che la forza di volontà non serve a niente, quindi senza troppi sforzi, senza sofferenza, magari senza cambiare proprio un bel niente! Cambiare tutto, ma senza fare niente, senza lottare o soffrire, non ne avevo la forza, ma soprattutto me ne mancava la voglia, e questa, mi mancava per qualsiasi cosa dovessi o volessi fare. C'era un solo modo, doveva accadere come per magia, uno schiocco di dita e ti ritrovi ad avere la vita che vorresti, la donna, il rispetto, cos'altro? Nient'altro, quelle due cose bastavano... Dovevo soltanto smettere di bere, solo quello. Soltanto smettere di bere, solo quello, era il "solo quello" che stonava. Perché mentivo a me stesso pensando che era facile? Non era facile, era difficilissimo, e poi, nel profondo, ero consapevole che i miei problemi andavano molto al di là del bere. Dio mio basta! Pensai. Ma perché dovevo torturarmi da solo con queste domande e tutti questi dubbi del cazzo? Non bastava quello che stavo vivendo? Questa vita insulsa senza mai una gioia vera? La felicità l'avevo cercata a Ketama a Chiang Mei, sempre nei posti sbagliati, forse era molto più vicina, sapeva sorridere e aveva anche un nome. Era quasi mezzanotte, tra poche ore si faceva l'alba, non mi ero mosso dal letto da almeno quindici ore. Domani è un altro giorno, è meglio rimandare, domani ci penserò bene, aspettare un po', si domani da sobrio avrò le idee più chiare. Pensai. Sul comodino, vicino al telecomando, era appoggiata una bottiglia di Sambuca la afferrai e diedi un lungo sorso, mi girai su un fianco e mi addormentai.

Bubi , Il 20 agosto — DeRango: 8.29

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I commenti che questo editoriale ha voluto ricevere

spiritello_s
Insomma un breve trattato sulle celeberrime seghe mentali.
BËL (01)
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Bubi: È un ritratto di un ragazzo. Sono più di quelli che pensi i giovani che che vivono così.
spiritello_s: Ma in realtà chavrei gia pensato un circa trentennio fa...nulla di nuovo sotto il sole.
Bubi: In realtà c'è moltissimo di nuovo, soprattutto da quando c'è internet. La gente è sempre più sola e situazioni come quelle che ho descritto, è un pannello caldo. Non c'è mai stata tanta solitudine come al giorno d'oggi. E di questo parlo nell'editoriale
spiritello_s: Perché quando non c'era Internet si usciva di casa e si faceva esperienza diretta per la strada. In questo aspetto la mia infanzia senza iper tecnologie (avevamo i primi computer da casa) è stata più concreta.
Marco Orsi
Anch'io , pur non essendo palestrato come il tizio ignudo, ho vissuto una situazione simile. E anche la mia "lei" si chiamava Isabella. Scoperto quanto tempo ho sprecato, ho mandato a quel paese sia Isabella che i superalcolici.
BËL (01)
BRÜ (00)

Bubi: E hai fatto benissimo, gli alcolici vanno mandati a quel paese. E anche quella Isabella che pare averti procurato tutti questi problemi...
Marco Orsi: Intendiamoci: la "mia" Isabella non me l'ha mai data. Fatta annusare sì. Queste donnicciole, per quanto suadenti e angeliche, sono molto più false e ipocrite delle meretrici di professione.
Bubi: Ma almeno se la lavava prima di fartela annusare? Va beh, ci sono anche quelli che gli piace l'odore naturale... io la preferisco lavata...
Stanlio: Presente! Son di quelli (come Napoleone che poco prima di tornare a casa dalle battaglie mandava un messo a cavallo per dire a sua moglie di non lavarsi assolutamente, chè stava arrivando...) che gli piace l'odore naturale... ma in mancanza di meglio non disdegno anche quella lavata... ecco questo solo per non far sapere in giro i fatti miei... XD
IlConte
Ma io mi chiedo Bubi o chiunque...
Ma perché considerate brutta la solitudine?!
Per me è la cosa più bella del mondo anche perché tra le più vere. Ho avuto tantissimi “amici”, tantissime “amiche” ... ma alla fine era forzato. Ovvio che vuoi vivere “la vita”, la gioventù a tutti i costi, scopare, bere, divertirti, essere uno avanti, magari pure soldi e potere...
Io mi sono rotto il cazzo e da qualche anno esigo stare da solo... se ho voglia di andare in mezzo alla gente (quasi mai) lo faccio a mio modo. Ebbasta con ste bisogna avere una donna, bisogna avere amici... se ci sono bene altrimenti ciccia... poi io odio la gente, è stupida, vive sui social, va ai centri commerciali, parla di Corona o Renzi o Di Maio.... ma che stiamo scherzando?! Pure la tele mi da fastidio ormai... film, sport (senza telecronaca) e qualche documentario ... ma vaffaculo va (mica te eh ahahahahah)
BËL (02)
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Bubi: Questo ritratto l'ho scritto perché fa parte di un racconto più lungo, l'ho messo qui perché rappresenta gran parte di noi. chi non ha tremende insicurezze e magari non beve ma sta tutto il giorno su fb vedendo scorrere la vita degli altri.
Per quanto dici te, concordo in parte, c'è chi la solitudine la cerca perché sta bene, ma di solito capita a chi ha anche una vita sociale vera, non quella dei social. C'è solitudine e solitudine, quella cercata ma anche quella costretta... magari perché non hai ricevuto un'educazione adeguata e a una certa età ti ritrovi con problemi e pian piano ti isoli. Io queste cose le ho passate e ne sono uscito dopo molti anni e tanta sofferenza e anche l'aiuto di uno dei pochi psichiatri bravi che ho conosciuto nelle varie comunità dove sono stato. C'è voluto più di vent'anni di autoanalisi (che ancora continua, perché non c'è un momento in cui finisce... ) a questo punto, posso considerare le esperienze passate come un arricchimento perché mi hanno dato modo di conoscere persone e situazioni che possono solo essere fonte di crescita. Per concludere, aggiungo che i miei guai erano dovuti a un padre padrone che menava come un fabbro e denigrava ogni cosa che facevamo mio fratello e io. Ormai mi è chiaro che era lui il malato e che faceva tutto questo a causa di una profonda insicurezza... ma le conseguenze le abbiamo scontate noi figli perché per tanti anni abbiamo fatto una vita di merda passando da una comunità all'altra. Comunque si dice è bene tutto quel che finisce bene e adesso sono completamente fuori da tutto, ho una casa e una compagna, che posso volere di più?
IlConte: Ma questa è la società che l’uomo ha creato. Quando potere soldi e fama sono i maggiori “valori” è ovvio che i famosi “mali di vivere” diventano la normalità. Io mi sorprende di chi si sorprende. Depressione, ansie, fobie, suicidi, omicidi e follie varie aumenteranno sempre di più, ripeto, sono la naturale conseguenza. Poi ognuno ha i suoi trascorsi di vita. Ma è così, inutili stare lì a menarsela (non dico a te)... fare ciò che si riesce... io per dire non colpevolizzo chi si suicida. Perché se non ho voglia di stare qui devo starci?!
Non è una provocazione è libertà di scegliere, almeno questa lasciatela. Ciao Bubi.
Stanlio: msg prv x IlConte & altri/e aspiranti: è severamente vietato ai/alle membri/e di DeBasio di suicidarsi ehm, in una volta, se proprio ci tenete lo potete fare ma e ripeto ma diluito nel tempo, a piacere con alcools (vedi vini & liquori & super alcoolici), droghe varie pasticche di ogni tipo e qualità comprese, e tanta ma tanta figa (per i maschi e le femmine che l'apprezzano) e tanti cazzi (per le femmine ed i maschi che li apprezzano) e niente, poi fate vobis...
Bubi
Non so se lo sai, ma le stesse cose le dice anche il papa riguardo potere e soldi.
BËL (00)
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IlConte: Si ma il papa è una “mossa” poi non fa un cazzo che potrebbe sfamare il mondo con tutti i soldi che hanno quei viscidi, falsi e infami. Io lo dico da 25 anni circa perché ci ho vissuto in mezzo pure a quello ed ho visto la merda che è... non puzza ma fa molto peggio.
Infatti siamo messi così.
Bubi: La chiesa ha fatto cose innominabili per tanti secoli, ora pian piano sta cercando di cambiare, non può farlo neanche il Papa con uno schiocco di dita, nel Vaticano ci sono anche forze che si oppongo perché godono di privilegi, super attici da favola (ma che se ne faranno poi, dico io) comunque ne so troppo poco della chiesa attuale per parlarne con cognizione di causa. Però sono certo che il Papa vuole cambiare lo schifo che c'è stato fino a pochi anni fa. Ma deve farlo avvedutamente, con saggezza. Io auguro lunga vita a a questo Papa anche se non sono credente, lui è la guida spirituale di più di un miliardo di persone, mica pizza e fichi...
IlConte: Si vabbè mica ce l’avevo con questo in particolare dai ci siamo capiti... poi se vogliamo allargare a dismisura non ne ho voglia. Sono secoli che è uno dei mali totali e assoluti... (non c’entra la merda della chiesa con “se uno crede in qualcosa”)...
IlConte: Scusa millenni ahahahahah
spiritello_s: Si vai ci mancava solo il papa....
spiritello_s: Sua Eccellenza Meritocratica alias Conte eletto capo popolo per acclamazione.
P.S. _ Cloroaiclero.
IlConte: Ahahahahahahahah, i nobili spiritelli sempre sul pezzo!!!
Stanlio: "IlConte for Presid... ehm, for Papa!"
Bubi: Forse questa può mettere tutti d'accordo, tra qualche decennio ci sarà una sola religione e non avrà bisogno di un Papa "La maggior parte delle persone nasce cristiana, crede in Dio e fa del bene. Però nell'arco della vita, moltissimi si convertono al narcisismo" 😂
Bubi
Modifica all'editoriale: «Ho cambiato qualche parola ». Vedi la vecchia versione Ritratto di ragazzo
BËL (00)
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Bubi
Modifica all'editoriale: «Ho cambiato ancora qualcosa ». Vedi la vecchia versione Ritratto di ragazzo
BËL (00)
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Stanlio
della serie: Frasi che (al di là di tutto) mi potrei benissimo cucire addosso:
- Questo era il cazzo di vita che facevo. Tutti i giorni. Sempre uguale. Ma da quando l'avevo conosciuta, sempre più spesso pensavo con tenerezza ad...
- Mi faceva stare bene. Un piacere legato solo al pensiero di una persona, non l'avevo mai provato. Bastavano due parole per farglielo capire: ti amo. Ma non l'avevo mai detto a nessuno,
- L'amore chiede la rinuncia a occuparsi solo di sé stessi, dedizione, lealtà, tante cose impegnative che non ero abituato a fare. Quindi, era giusto amarla? Era un bene farglielo capire? Naturale che era un bene ed era anche giusto, così come era chiaro che le domande che mi stavo ponendo, erano generate dalla paura, da quell'ansia congenita che mi accompagnava fin da bambino.
- Certo che volevo cambiare il mio destino...
- C'era un solo modo, doveva accadere come per magia, uno schiocco di dita e ti ritrovi ad avere la vita che vorresti, la donna, il rispetto, cos'altro? Nient'altro, quelle due cose bastavano...
- ...solo quello, era il "solo quello" che stonava. Perché mentivo a me stesso pensando che era facile? Non era facile, era difficilissimo, e poi, nel profondo, ero consapevole che i miei problemi andavano molto al di là del bere. Dio mio basta! Pensai. Ma perché dovevo torturarmi da solo con queste domande e tutti questi dubbi del cazzo? Non bastava quello che stavo vivendo? Questa vita insulsa senza mai una gioia vera?
- ...tra poche ore si faceva l'alba, non mi ero mosso dal letto da almeno quindici ore. Domani è un altro giorno, è meglio rimandare, domani ci penserò bene, aspettare un po', si domani da sobrio avrò le idee più chiare. Pensai.
- ...mi girai su un fianco e mi addormentai.

Beh, il tutto in un contesto ovviamente differente ça va sans dir...

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Bubi: Certo il contesto è differente, Valentino ancora ha appena conosciuto Isabella e fa quella vita come ho descritto, poi, un po' alla volta le cose cambiano. Lentamente, molto lentamente... Ca va sans dir... significa, che lo dico a fare?
Stanlio: Yes, già l'hai capito, e che te lo dico a fà?

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