Ian Dury avrebbe saputo raccontarlo

La stronzaggine un tempo era più naif e selvaggia, ma, nondimeno, sempre stronzaggine era. Ai miei tempi la si viveva in strada e ci sbattevi la faccia praticamente ogni giorno.

Il mondo, pieno di bande sgarrupate e di piccoli eroi, pullulava anche di fottuti bastardi.

Gentaglia in preda a una stupida e parodistica idea di virilità e con tanta (ma proprio tanta) voglia di menar le mani.

Mai avuto problemi io, mai preso per il culo da nessuno, ma, insomma, ho visto cose. E nitido ho il ricordo di tutta una serie di gentiluomini.

Sbaraccani, ad esempio, uno che aveva la perniciosa abitudine di spingere la propria morosa addosso al malcapitato di turno per poi, in rapidissima sequenza, (UNO) berciare un “che cazzo fai, tocchi la mia morosa?” (DUE) far partire un terrificante pugno in piena faccia.

O “Danilo la merda e la sua banda di cerebrolesi”, che, si, detta così sembra il nome di un gruppo punk e invece era soltanto un gruppo di stronzi. Se ne andavano in giro di notte con un paio di gatti morti sul cofano della macchina cercando qualsiasi pretesto per sfogarsi. E quando dico qualsiasi intendo proprio qualsiasi.

Oppure gli amici di Ugo, che il povero Ugo se lo tenevano in gruppo solo per menarlo da mattina a sera, menarlo con calci nello stomaco intendo. Bastava un momento di noia, un ghiribizzo di qualcuno e partiva la scarica di botte. E il giorno dopo Ugo era di nuovo li

O Marcellino che quando doveva menare la morosa lo faceva sempre in pubblico di modo che tutti potessero godere dello spettacolo. E qui finisco, anche se di esempi ne avrei ancora tanti altri...

E comunque i suddetti gentiluomini ogni tanto mi capita ancora di incontrarli.

Hanno mogli, figli, lavori e fanno schifo esattamente come ieri. Solo che l'antica violenza si è trasformata in una specie di orrenda normalità di cui sono i più fieri rappresentanti.

Ma il mondo, un tempo, era anche un posto che offriva cose:gli interminabili giri in bicicletta, i pomeriggi pallonari, le chiacchierate con gli amici.

Poi c'era il favoloso Bar Arena, luogo dove tutto (dalle smargiassate alle bizzarrie, dal racconto piccante fino alle strampalate massime di vita) entrava direttamente nella leggenda.

Non so se sia la memoria a ingentilire i ricordi, un po' magari si, chi lo nega, Però credo anche che allora la vita fosse meno influenzata dalla gabbia di cose tutte uguali per persone più uguali ancora.

C'era insomma, a meno che non sia, il mio, un vaneggiamento d'anziano, un pochino più di spazio per l'autenticità.

Penso al Conte, venti caffè al giorno, mai un soldo in tasca e mai un'idea meno che assurda.

Penso a Bruno, ladro di mezza tacca (e gentiluomo dal cuore d'oro) morto in un incidente mentre lo inseguiva la polizia.

Oppure a quando, la domenica, un manipolo di desperados prendeva il pulman per seguire la Patrizia che andava al mare a mostrare le sue grazie.

Alla pazza che lavava la sua biancheria intima nell'acquasantiera.

Al ciclista filosofo che a tutti sussurrava “il mondo non esiste, ma la figa si”,

Al mio amico Vampiro, quello che camminava sui tetti della scuola e una volta si bendò la faccia tipo mummia che, insomma, “tutte quelle facce da cazzo come si permettono di guardarmi?”

E, tra l'altro, ciclista filosofo, Vampiro, più una gattara, più una specie di poeta abitavano tutti in una strada che si chiamava via Spaventa...

Gran bel nome via Spaventa...

Ecco perché Ian Dury...

Che Ian Dury (con quella faccia/con quelle parole/con quella voce) un posto così lo avrebbe saputo raccontare.

Che, per raccontarlo, non ci vogliono cantautorini pallidi dalla faccia pulita e nemmeno vocette querule, oh no, quel che serve è un eloquio pieno di pepe con corollario di faccia da schiaffi e rospi in gola.

Non serve la lingua del paradiso, anzi la lingua deve essere sgarbata...

E ci vuole una faccia da cazzo, lubrica, irriverente, claunesca...un occhio vivo guizzante, spermatico...

E comunque, nella mia memoria, il nostro Ian è legato a doppio filo a un mio vecchio compagno di scuola, uno della genia dei gentiluomini che ho elencato all'inizio.

Ma prima devo parlarvi di un altro personaggio straordinario...

Il professor Cosentino...

Il professor Cosentino non insegnava storia, non dava voti, faceva leggere Kafka al posto dei promessi sposi e con lui si ascoltava Gaber in classe.

Da spento era un tizio trasandato, dimesso, ma una volta acceso ecco che veniva fuori una faccia da cazzo, lubrica, irriverente, claunesca...un occhio vivo, guizzante, spermatico..

Il primo giorno, all'inizio, lo scambiai per un bidello. E' che se ne stava seduto dietro la cattedra con l'aria di chi davvero non c'entrava niente. Poi suonò la campanella...

“Sono il vostro professore di italiano e storia, anche se...”

Come sarebbe “anche se”?

“Anche se mi scoccia...”

Come sarebbe “mi scoccia”?

“Cioè mica mi scoccia essere con voi, mi scoccia essere un professore”

E sorrise...

Poi partì con un monologo, “io non insegno storia, perché non è possibile insegnarla in modo serio” “e Topolino non lo sopporto e Prevert diceva padre nostro che sei nei cieli, restaci”...

Ma ora beccatevi un bel un/due/tre...

(Uno) Il nostro eroe, con aria assai poco convinta, passeggia per l'aula leggendo “I Sepolcri”. “Basta, è troppo retorico”. Poi, per rendere più chiaro il concetto, chiude il libro e lo scaglia lontano....

(Due) Ingresso dell'istituto. Il preside sta aspettando il professor Cosentino che finalmente arriva. “Professore, siamo di nuovo in ritardo!!!” E il professore, di rimando: “Tutto ciò è irrilevante nella genesi storica”.

(Tre) Scrutinio di fine anno. “Professore, che voto diamo in condotta all'alunno X” “Dieci” “Ma come dieci!!!” “Ah, dieci non va bene, facciamo nove” “Nove e perché nove?” “Non va bene neanche nove, facciamo otto allora” “Ma come otto!!!” “Fate un po' come vi pare, io vado a bere un caffè”...

Ok, questo per quanto riguarda il prof...

In quella classe c'erano poi Lorenza e Luca...

Lorenza il mio sogno (e questo vi basti) e Luca una specie di paracarro.

Ecco, io e questo Luca, da paradigmi antropologici piuttosto diversi quali eravamo, non ci cagavamo pari. Però in due occasioni ci scontrammo...

La prima fu un giorno che insieme ai suoi due luogotenenti (tipi simili han sempre dei luogotenenti) stava martoriando un ragazzetto indifeso. Il giochino andava avanti da un po'...

“Ma perché cazzo non la smetti?”

“Se no?”

“Smettila e basta”

“Vuoi prenderle?”

“Voglio solo che la smetti”

Si stava mettendo male, poi, per fortuna, intervenne Lorenza che era insieme alle sue due luogotenenti (ragazze simili hanno sempre delle luogotenenti)...

“Dai Luca, ha ragione lui, non è divertente”

E finì li...

La seconda riguardò solo noi due. Non so come, ma noi che non parlavamo mai, ci ritrovammo a discutere di musica...

“Ti piace Renato Zero?”

“No.”

“Eh, figurati se a te piace una cosa che piace a tutti!!!”

“.....................................”

“Chi ti piace, allora?”

E io, che non potevo certo parlargli dei miei ascolti stravaganti, gli risposi:

“Mi piace quella canzoncina, quella che fa -e cominciai a canticchiare- Sex and drugs and rok''roll”

“Ma fa schifo!!!”

“Il fatto che ti faccia schifo è la prova che invece è davvero notevole”

E lo lasciai li...

Ecco, forse, in quell'occasione fui un pochino rigido io, non mi aveva parlato in tono di sfida, anzi e le sue parole sembravano quasi dettate da una specie di simpatia.

Però, che volete, lo detestavo...

Qualche giorno dopo il professor Cosentino, appena entrato in classe, se ne uscì con questa inaspettata affermazione “ma dico, non è fantastico l'ultimo di Renato Zero?”. Poi si mise a cantare il triangolo no...

“No prof, anche tu”...

Del resto nessuno è perfetto. E forse nessuno, ok facciamo quasi nessuno, fa totalmente schifo,

Infatti, dopo il siparietto del prof, Luca il paracarro cercò il mio sguardo e dopo averlo trovato sorrise. E non era un sorriso di vittoria, era una specie di alzata di spalle o, se preferite, di “che vuoi farci?”.

Così, anche se era una testa di cazzo, sorrisi anch'io...

Trallallà...

luludia , VentiSette giorni fa — DeRango: 35.37

BËL (13)
BRÜ (00)

I commenti che questo editoriale ha voluto ricevere

Pinhead
Comunque hai un gran talento.
BËL (02)
BRÜ (00)

luludia: ah no, quello che ha talento è Pjaca...
Pinhead: Ah beh.
luludia: mamma mia che pacco
Pinhead: Peggio di quando alla Juve gli sbolognammo Felipe Melo.
luludia: la verità è che non dovremmo prendere ex juventin...i
Pinhead: Oddio Di Livio e Torricelli fecero un gran bene alla Fiorentina, vabbè che erano i tempi di Toldo, Rui Costa e Batistuta.
luludia: sono un po' integralista...
spiritello_s: Vi quoto di cuore. Mai tanta tristezza legata al colore viola...speriamo in una scossa tellurica a casette d'ete...
CosmicJocker
Eppure, eppure..se tu capitassi al bar Italia in quel di Pavia in alcune sere di alcuni giorni feriali di determinati periodi dell'anno..insomma, di folli veraci ne vedresti a iosa..forse mi sembrano tanti perché qualche anno fa c'erano più posti che li accoglievano mentre ora sono concentrati..
BËL (01)
BRÜ (00)

luludia: ah certo, ma in questo caso niente polvere dei ricordi...sono un po' troppo sentimentale, mi sa...
lector
“E adesso levatevi tutti dai coglioni. Siete licenziati. Andate e siate magnifici”.
BËL (01)
BRÜ (00)

luludia: pensa che volevo citarti e proprio con questa idea dell'essere magnifici...in realtà doveva essere una rece su "Sex", ma poi alla fine ho messo troppi ricordi e, al momento di parlare del disco, mi sono reso reso conto che sarebbe venuta di una lunghezza sterminata...
lector: Prima la scrivi e poi la tagli e, se viene lunga lo stesso, fregatene se questa è la qualità. Al limite le pubblichi altrove, io lo leggerei un blog dove tu scrivi tutto quello che ti pare
luludia: mah, in fondo, stare dentro qualche limite forse conviene, specie per uno un po troppo svolazzante come me...e poi su ian siamo a posto, quella che hai scritto tu è meravigliosa...
lector: I limiti sono per chi vuole limitarsi, secondo me tu il meglio lo dai dalle 10 pagine in su.....
luludia: ok, la prossima rece sarà un romanzo breve....
imasoulman
ecco si...pur nell’affastellamento totale, hai un gran talento. Parti per la tangente come Holderlin, poi plani al suolo come Stefano Benni, un po’ Quenau, un po’ Moravia dei Racconti Romani eppure tutto si tiene, incredibilmente. Diciamo, un po’ Luludia?
BËL (01)
BRÜ (00)

luludia: mamma mia, troppo buono...
dsalva: A me come scritto pareva un Luludia....bravo...pero' ti chiedo....na Imola è come il paradiso....a Faenza capitava di molto peggio....ahahah
luludia: ah ah ah lo so, lo so... Faenza è una città di criminali... l'ho frequentata ogni tanto, anche se più qualche anno dopo (posti tipo osteria del mercato, il clandestino)...poi c'era anche quel bel negozio di dischi, come si chiamava? Mephisto?...
dsalva: Ahahahah... Ma no dai, 2 cittadine carine e vivibili, non certo il bronx
llawyer
Tutti che leggono e nessuno mette ascolti. Ho letto tutto anche io...
BËL (01)
BRÜ (00)

luludia: spero non sia stato uno sforzo eccessivo...
spiritello_s: Ora sta a posto per un annetto bono.
sfascia carrozze
E' esattamente la sistematica, reiterata, sdoganata oltre che platealmente accettata, orrenda normalità che ha ucciso il mondo.
Ottimo DeEditorialaensis.
Sè lo lasci dire da un (noto) reietto che il mitologico "Triangolo" l'ha apprezzato eccome.
UH!
BËL (01)
BRÜ (00)

luludia: ma guardi, col tempo, il mitologico triangolo ha finito per star simpatico pure a me, ma, all'epoca, ero un giovanotto piuttosto snob...
sfascia carrozze: C'è anche da sotto________lineare ché il DeTriangolo io l'avevo considerato eccome.
Diversamente dal cantante.
Ecco.
luludia: se è per questo pure il quadrato, il pentagono e via via) su fino al dodecaedro...
sfascia carrozze: Il dodecaedro non mi stà benissimo indosso: troppo lungo per uno alto un metrequaranta (oggiùdiquì).
luludia: sarebbe comunque tutto amore...
perfect element
Toute la vie garçons.....
BËL (02)
BRÜ (00)

Stanlio
a sto punto credo che dovressimo tutti scrivere qualcosa inerente al luogo/personaggi dove/con cui vivemmo, viviamo o preferiberemmo vivercici...
BËL (01)
BRÜ (00)

sfascia carrozze: Se si ha qualcosa di bello (o anche di brutto), ma d'interessante da dire, anche sì.
Almotasim
Il triangolo no, non l'avevo considerato. Sara' nella Fenomenologia dello spirito...
BËL (01)
BRÜ (00)

luludia: o nello spirito della fenomenologia...
Cialtronius
bello

e comunque il triangolo è bella aveva ragione cosentino ...e il paracarro
BËL (01)
BRÜ (00)

luludia: oh si, aveva ragione lui...che vuoi, ero giovane e snob...
Cialtronius: io sono stato tante cose brutte o meglio "sciatte" però (che bello) non sono MAI stato snob
anzi forse lo sono più ora che un tempo
luludia: io una volta parecchio e adesso solo un pochino...
Cialtronius: un pochino ci sta... io ad esempio qua al lavoro, ebbene, accanto a me ci sono colleghi/e sui 40-45 gossippari e grandifratellisti ma di brutto... vedono il gf temptation island uomini e donne parlano di barbara d'urso di fabrizio corona eccetera... solo di questo. a me sta cosa dai e dai mi sta facendo andare ai matti vorrei fucilarli ucciderli... sono troppo severo?
luludia: beh, bisogna distinguere tra cultura popolare e merda, quindi non sei assolutamente troppo severo...
Cialtronius: eppure da questo spunto andando in profondità vedo che così facendo dai da mangiare merda al tuo cervello

poi però si tenga presente questa è gente che fa la dieta e va in palestra quindi al fisico dà da mangiare la cioccolata (il footing la dieta lo yogurt... una vita da malati per morire sani diceva qualcuno) ma al cervello la merda della peggior specie

è questa immane sproporxzione che mi fa scapocciare
lo stesso Aristotele avrebbe qualcosa da ridire in proposito
luludia: mi sa che viviamo in un mondo di coprofagi...
perfect element
Una delle compagnie che frequentavo da ragazzotto, formata da ragazzi più grandi di me, aveva al proprio interno un mio amico del Liceo che scagliavano contro le compagnie 'avversarie' senza neanche crearsi un alibi. Morale: il Max riusciva a risultare talmente credibile ed incazzoso che la maggior parte delle volte finiva che quelli dell'altra compagnia chiedevano scusa senza neanche sapere perché.... :))
BËL (01)
BRÜ (00)

sfascia carrozze: Noi invece ci azzuffavamo per i cavoli nostri.
Così, senza un perchè.
Stanlio
ok, quando avevo 14/15 con gli amici di scuola quell'estate organizzammo una vacanzina in tenda (gentilmente prestataci dall'insegnante di educazione fisica) facendo campeggio libero (per scarsità di quattrini) a Marina di Massa, a quel tempo andava per la maggiore questo brano , e in breve nella nostra banda c'era Claudio un ragazzo colpito dalla poliomelite sia alle gambe che alle braccia che si muoveva con gli apparecchi e le stampelle, era appassionato di Neil Young, Area, Perigeo, Stormy Six... ah sì per farla breve era il nostro bersaglio preferito e lui stava quasi sempre al gioco tranne quando gli facevamo girare roppo i coglioni e allora ci mandava tutti affanculo e per qualche giorno non si faceva vedere ma poi tornava in compagnia a sfasciarsi di risate che non facevamo altro a parte suonare una che forse era proprio la sua chitarra, la mia l'avevo scambiata per qualche pacchetto di emmeesse... beh per rifarla davvero breve al mare quella volte oltre a scherzi di ogni sorta (anche cattivi) che ci facevammo vicendevolmente, decidemmo in gran segreto di farne uno divertentissimo (per noi) a Claudio che non sapeva nuotare, lo invitammo ad andare su una barriera di scogli a una cinquantina di metri dalla spiaggia in pedalò e a metà del percorso senza dir ne a ne bah lo buttammo in acqua e mentre lui annaspava strepitando e ingollando gran sorsi d'aqcua noi ci sbellicavamo fino alle lacrime di risate, ovviamente appena la facenda si stava facendo troppo pericolosa (per lui) lo issammo di nuovo sul pedalò e nonostante fosse mezzo asfisiato trovò il modo di scaricarci addosso una raffica di bestemmioni irripetibili, da quella volta non volle più salire a bordo di un pedalò in nostra compagnia... diversi anni dopo per caso lo incontrai in provincia di Como, si era fatto intrappolare dalla setta degli Hare Krishna dove navigava anche il suo omonimo Claudio Rocchi (rip) e gnente... che tempi ziocane!

BËL (03)
BRÜ (00)

llawyer: Non è divertente.
Stanlio: Non voleva esserlo.
A volte si era un filino crudeli... tra noi malmessi ci prendevamo per il culo da mane a sera, era il nostro passatempo preferito e nessuno si lamentava più di tanto quando veniva il suo turno di essere bersagliato dagli altri con scherzi di quel tipo o a parole, ci volevamo bene e appena possibile non ci negavamo mai l'aiuto reciproco in qualsiasi momento.
nes: te mi stai simpatico, ma in gruppo a ridicolizzare un handicappato... e raccontarlo in giro... Dai, facciamo finta che non abbia letto.
Stanlio: ma no dai nes non è come potreste supporre tu e llawyer che giustamente vi siete risentiti ad un episodio come questo, ho capito, qui urge una piccola precisazione ecco il fatto è che nel gruppo non ce ne stava uno che non fosse handicappato forse io ero l'unico che allora si reggeva sulle proprie gambe senza incespicare, cosa che adesso mi riesce a fatica e non aggiungo altro se non che tutto è relativo come insegnava il buon Albert...
De...Marga...
"Lulu la luce è vuota senza colori senza più vita. Lulù ogni ora persa è una ferita che si apre in volto a noi" Mentre ti leggevo stavo ascoltando "Desaparecido" dei Litfiba...Pagine così intense e belle si possono leggere soltanto qui da noi. Ecco perchè Debaser deve vivere, e vivrà sempre. Grazie Lulù, un abbraccio.
BËL (02)
BRÜ (00)

luludia: grazie a te, anche per la targhettina...
zaireeka
Non vorrei diventare impopolare... Ma al di là della simpatia che possono fare certi professori sarebbe meglio rimanessero nei film.. A meno di non trovarsi di fronte una classe di adolescenti iper-responsabilizzati. Sicuramente non di quelli che buttano le sedie in testa ai professori...
BËL (00)
BRÜ (00)

zaireeka: Io ne avevo uno alle medie, di educazione tecnica, che prendeva la sedia e la metteva sulla cattedra per tenere la classe sotto controllo, e non solo. Era un folle, che detestavo abbastanza. Poi ho capito negli anni che era davvero appassionato della sua materia e credeva nel suo ruolo di educatore. Oggi lo ricordo con affetto..
luludia: ti assicuro che dal professor Cosentino ho imparato proprio tanto...
luludia: e comunque, stiamo parlando di storie piuttosto vecchie, di un epoca in cui nessuno tirava le sedie in testa ai professori...poi, si, magari leggendo può venire in mente l'attimo fuggente, ma quel che ho raccontato non è un film...quel tipo non faceva un sacco di cose, ma ne faceva altre e, ripeto, io da lui ho imparato tanto...non erano solo numeri da circo, c'era anche tanta conoscenza offerta (offerta e non imposta) in un modo semplicemente diverso, oltre che piuttosto efficace...trovamelo tu un tizio che riesce a far appassionare una masnada di quindicenni a Kafka...
Alexander77
Bello bello. Bravo.
BËL (01)
BRÜ (00)

iside
iside Divèrs
non è che la teppaglia che girava dalle mie parti cambiando nome frequentava anche la tua città?
BËL (01)
BRÜ (00)

luludia: ah ah ah, mi sa che tutto il mondo è paese...
sfascia carrozze: Ovvero tutte le fogn(i)e puzzano.
luludia: all'incirca e pressapoco...
aleradio
Bravo, io certe cose ho fatto prima a dimenticarle.
BËL (02)
BRÜ (00)

odradek: ciao.
aleradio: Amico, quando v(p)uoi
Bubi
Scrivi bene. Complimenti...
BËL (01)
BRÜ (00)

luludia: grazie...

Dì la tua! (Se proprio devi)

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

Per vivere con pienezza la vera esperienza dello stare sul DeBaser è bello esserci registrati. Quindi: