Bambini

Se nei primi tre anni di vita i bambini non sono accuditi e ascoltati nel modo giusto rischiano di diventare degli analfabeti emotivi, privi di orientamento. I giovani soffrono di una sorta di analfabetismo emotivo. I sentimenti, infatti, non sono una dote naturale e non si trasmettono geneticamente. I sentimenti si apprendono: e soltanto attraverso la costruzione di mappe emotive si possono costruire relazioni e legami. Le mappe emotive si formano attraverso la cura che i bambini ricevono nei primi tre anni di vita e servono a sentire il mondo e a reagire agli eventi in modo proporzionato. Se nei primi tre anni di vita i bambini non sono seguiti, accuditi, ascoltati allora ci si trova di fronte ad un misconoscimento che crea in loro la sensazione di non essere interessanti, di non valere niente. Crescono rimanendo a un livello d’impulso. Gli impulsi sono fisiologici, biologici, naturali. Il passo successivo dovrebbe essere di passare dagli impulsi alle emozioni ovvero a una forma più emancipata rispetto all’impulso. Poi si arriva al sentimento che è una forma evoluta, perché non solo è una faccenda emotiva, ma anche cognitiva. Il sentimento si apprende, è cognitivo e consente di percepire il mondo esterno e gli altri in maniera adeguata, con capacità di accoglienza e di risposta adeguate alle circostanze. Dove e quando si apprendono i sentimenti? Dobbiamo convincerci che il sentimento non è una dote naturale, è una dote che si acquisisce. Li impariamo anche attraverso la letteratura, che è il luogo dove si apprende che cosa sono il dolore, la noia, l’amore, la disperazione, il suicidio, la passione, il romanticismo. I bambini hanno bisogno di tempo-quantità. Hanno bisogno di essere riconosciuti passo dopo passo, non basta fare quattro week end giocosi per avere una relazione con i figli. E se non si ha questo tempo, dobbiamo rassegnarci a avere dei figli in cui le mappe emotive e cognitive non si formano. Queste mappe però sono fondamentali perché diventano la modalità con cui si fa esperienza, se le mappe non sono formate questa esperienza avviene a caso e non viene mai del tutto elaborata.

Questo è il riassunto di un lungo articolo di Umberto Galimberti. Ho deciso di pubblicarlo dopo aver letto l'editoriale di Lector : Padri

Bubi , Il 28 dicembre 2018 — DeRango: 3,53

BËL (02)
BRÜ (00)

I commenti che questo editoriale ha voluto ricevere

mrbluesky


scusasse Bubi ma mi è venuto in mente questo qui,maledetto amme che mi ricordo tutto...

BËL (00)
BRÜ (00)

Bubi: Insomma, metto la foto di Trump e ti viene in mente Emilio Fede, parlo di bambini e ti vengono in mente i biscotti. Ti stimolano di più le foto degli scritti. Comunque importante è che qualcosa ti è venuto in mente. Io sono cresciuto a wurstel e crauti... 😀😀
mrbluesky: e piu forte di me perdonami,comunque non i biscotti ma proprio il presentatore mi ha sempre fatto ridere
Bubi: Quello proprio non me lo ricordo, ma nemmeno i biscotti a me i biscotti non mi piacciono e non mi piacevano nemmeno da piccino. Preferivo una fetta di pane con un filo di olio d'oliva e un pizzico di sale. Le mie zie mi chiamavano ÖlBrötchen, che è tutto dire.
mrbluesky: no a me piacciono ancora,inizio adesso a schifare un po la roba troppo dolce, che è poi quella industriale,del resto quelli artigianali costano un botto
mrbluesky: vorrei farli in casa magari con la farina gialla ma sono una schiappa in cucina
Bubi: Se si parla di roba dolce allora cannoli siciliani oppure la cassata sempre siciliana. Ma più di tutto spaghetti con sughi di mare, preferibilmente granchi. E ora dimmi qualcosa sull editoriale...
mrbluesky: e che ti devo dire,io figli non ne ho e inoltre penso di non essere stato molto desiderato infatti quelche segno me lo porto dietro quindi qualcosa di vero il prof.la dice
Bubi: Ok, mi basta. La prossima volta parliamo di topa... 😀😀
lector
Ho conosciuto Galimberti: riuscimmo ad invitarlo nella nostra scuola a parlare ai ragazzi. Aveva la faccia triste, fu gentile, ma sentiva tutta l'inutilità delle parole, sue e degli altri.
Io non so cosa accada nella mente di un bambino: è un luogo inaccessibile, un antro, una fucina di futuro.
Ma so che l'amore assorbito in quei primi anni è la benzina che li farà camminare per tutto il resto della loro vita. L'unico scudo alla cattiveria della vita, una riserva di energia che, quando non è sufficiente, ci lascia inermi in balìa del destino.

BËL (02)
BRÜ (00)

Bubi: Bella risposta, chi te l'ha suggerita? Il Galimberti? 😀 Sono d'accordo e anche sul filosofo la penso uguale. Lui è pessimista riguardo il futuro dell'occidente, sul l'umanità che considera ormai funzionaria ad apparati tecnici. Non riesco a dargli torto, anzi aggiungo che il declino non è solo dell'occidente. Sarò forse troppo pessimista ma mi sembra che stia crollando tutto, stiamo andando a ramengo come dicono in Veneto. Non aggiungo altro... dovremmo riflettere però, se non altro per le nuove generazioni che sono i bambini
macaco
Non sono d´accordo. Anche gli animali hanno sentimenti, molto meno degli uomini sicuramente, e quello che ci differenza si chiama coscienza. Noi siamo coscienti dei sentimenti che proviamo. Quando nasciamo non partiamo da zero,i portiamo dietro tanto, un concetto basilare per chi come me crede nella reincarnazione.
BËL (02)
BRÜ (00)

macaco: "ci"
ziltoid: e macaco si reincarnerà in un macaco?
Bubi: Non sei d'accordo con Umberto Galimberti, io ho solo fatto un riassunto di un suo articolo. Che condivido in pieno.
macaco: Ziltoid, sarebbe una punizione proprio cattiva. Non ci si reincarna in animali, solo in esseri coscienti et intelligenti.
ziltoid: mm ok, però 'sti animali non mi sembrano proprio stupidi ed incoscienti!
macaco: Vabbé, non mi sembra una conversazione molto costruttiva
ziltoid: macaco perdona, la fede è così personale che non credo sia mai costruttivo parlarne, fatica maneggiare l'infinito, forse non si capiva ma volevo solo dirti la mia con un sorriso ;)

Dì la tua! (Se proprio devi)

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

Per vivere con pienezza la vera esperienza dello stare sul DeBaser è bello esserci registrati. Quindi: