FIGURINE

Ho pochi ricordi di quando facevo la raccolta delle figurine Panini da piccino picciò.

Ricordo però bene l’inquietudine che mi metteva addosso la figurina di Odoacre Chierico.

Me la rigiravo tra le mani continuando a pensare a questa situazione: una coppia ha un figlio e si chiede “che nome gli diamo?”. E da lì in poi non riuscivo a trovare un percorso logico e confortante che portasse al risultato: Odoacre.

Eppure quella figurina era lì a dimostrare che qualcuno c’era riuscito.

Cominciai a sospettare che in Italia esistesse un apparato statale, qualcosa tipo un Istituto Nazionale Attribuzione Nomi Edificanti, creato per scongiurare il pericolo che, in un dato momento storico, vengano al mondo solo Mafalde e Giuseppi, cosa che, evidentemente, ostacolerebbe il buon funzionamento dello Stato.

Immaginavo che i genitori vi si recassero con una proposta (es.: “vorremmo chiamare nostro figlio Matteo”), e che un calcolatore verificasse se la percentuale dei Mattei presenti in Italia avesse superato la soglia critica.

In quel caso il responso sarebbe stato: NO. Vostro figlio si chiamerà Odoacre. Ci sono pochi Odoacri in circolazione e il sistema ne soffre.

Questa ipotesi mi forniva il percorso logico che cercavo, ma non mi rassicurava.

Non chiesi mai conferma ai miei: avevo paura che mi rispondessero “Sì, è vero, noi avremmo voluto chiamarti Carlo Maria”, dimostrando così che, ai loro occhi, io in realtà ero un Carlo Maria.

Cosa che ho sempre temuto.

In realtà il vero editoriale l’ho messo in “Vedi la vecchia versione” qua sotto.

È un po’ lunghetto ... un po’ troppo lunghetto a dir la verità, e non mi andava di infierire sulla gastrite di G intasandogli la sezione Editoriali con un papiro.

Comunque è li, se qualcuno ha voglia e tempo.

Cerea mate e fanciot.!


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