La seconda era della Madre Vacca

Secondo me su questo sito adesso ci sono troppe 'etichette'.

Mi sono già espresso con un editoriale su questo aspetto diversi anni fa: mi riferisco a questo fatto di catalogare e dare un voto a tutte le cose.

Non mi ricordo che nickname io abbia adoperato in quel determinato frangente, ma questo non è importante, anche perché comunque si tratta di qualche cosa che è successo molto tempo fa: io ero una persona diversa, DeBaser era diverso, il mondo era diverso.

Mi rivolgevo in quel caso specifico a questa 'urgenza' sempre più diffusa di dare un voto a tutte le cose.

Se questa cosa costituiva un tema di discussione tre o quattro anni fa del resto, quando sarà stato pubblicato questo famoso editoriale cui faccio riferimento (parliamo della gestione-Kosmogabri), è evidente che la questione sia oggi ancora più attuale.

Non mi riferisco nella specie solo a DeBaser.

Su Facebook, per esempio, oggi 'devi' dare un voto e nel caso esprimere un giudizio persino su delle strade oppure delle piazze.

Che so, tu ti trovi per esempio a Piazza Matteoti? Facebook ti dice di dare un voto e esprimere un giudizio su Piazza Matteotti.

Ma che cosa deve dire uno su Piazza Matteotti? Come si fa a dare un voto a una strada oppure una piazza? Scrivere persino una breve recensione manco fossimo tutti una specie di novelli Giulio Carlo Argan: 'Piazza Matteotti: una piazza nel centro storico di Napoli caratterizzata dalla presenza degli uffici della posta centrale in una struttura costruita in epoca fascista e secondo i dettami dell'architettura del periodo. La denominazione attuale venne di fatto attribuita alla piazza proprio dopo la seconda guerra mondiale come risposta proprio al significato rappresentativo che la piazza aveva assunto, durante il ventennio, per i fascisti e per darle così un nuovo significato opposto e in chiave anti-fascista...'

Voto? 5 stelle.

Che ne so.

Ci sta un cinema porno anche all'angolo tra Piazza Matteotti e Via Cervantes: non ci sono mai andato perché nonostante le apparenze non sono mai entrato in un cinema porno.

Si chiama 'Agorà'.

Quando ero piccolo passavo fuori e guardavo le locandine e mi eccitavo solo a leggere i titoli dei film in programmazione.

Forse dovrei votare 5 stelle 'Piazza Matteotti' solo per questa ragione.

Ma parliamo adesso più specificamente di DeBaser.

Chiaramente questo qui è un sito di recensioni e come tale nasce allo scopo di dare a tutti la possibilità di recensire principalmente e inizialmente dischi e/o eventi musicali (successivamente il ventaglio di possibilità si è ampliato, come sappiamo) e di attribuire questi un voto e allo stesso tempo di dare a tutti la possibilità di votare anche le recensioni stesse.

Che significa che in un certo qual senso grazie a questo sito tu stesso puoi diventare protagonista di quello che scrivi anche senza essere un musicista invece che un attore oppure uno scrittore.

Questo va bene: voglio dire, secondo me tutto questo è molto divertente ma soprattutto io personalmente ho sempre trovato questa cosa molto importante per chiunque volesse in qualche maniera esprimere se stesso al di là che parlare di musica, cinema, arte, letteratura.

Ma pure perché, del resto, diciamocelo chiaramente: ma che cosa ci dobbiamo dire quando parliamo di musica? Che cosa vogliamo veramente? Parlare di tecnicismi e strutture melodiche, tecniche di registrazione, fenomeni culturali, bla bla bla...

Va bene, tutto questo è molto interessante, ma tutte queste cose le potete benissimo leggere su qualsiasi rivista più o meno specializzata oppure persino su qualche sito tipo Wikipedia.

Invece gli utenti venivano, decidevano di venire e di scrivere su questo sito principalmente per esprimere se stessi e questo a cominciare dalla scelta di nickname caratteristici e determinanti nella determinazione delle linee guide del sito come 'Pietro Minchiadura' oppure 'Metallaro Bionico' (come dimenticare la sua mitica immagine personale...).

Come siamo arrivati da dei momenti mitologici come l'epopea-Poletti a considerare il 'caso letterario' come qualche cosa di negativo?

Addirittura oggi è stata proposta l'etichetta 'Abuso'.

Io ci sto. Dico: la definizione di determinate regole mi sembra sacrosanta.

Capisco perfettamente che il fenomeno dell'automazione nella pubblicazione delle recensioni - come adesso degli editoriali - imponga determinate regole e meccanismi di salvaguardia del sito.

Tra l'altro - detto tra di noi - parliamoci chiaramente: in particolare garantire il rispetto reciproco e la tutela di ciascuno a esprimere la propria opinione mi sembra un elemento fondamentale per qualsiasi tipo di comunità.

Non ho mai svolto nessuna funzione determinante su questo sito, anche se credo di avere scritto tra recensioni e editoriali almeno 250-300 pagine, ma amministro anche io direttamente un piccolo blog di una comunità di tifosi di una squadra di calcio e non ho mai posto nessuna limitazione se non quella proprio relativa la possibilità di dare a tutti la libertà di esprimere se stessi e nel rispetto degli altri.

Però non lo so: Debaser è sempre stata fondamentalmente una comunità basata sul libero scambio.

Un porto franco dove ti potevi sempre venire a rifugiare e parlare e leggere di musica in una maniera diversa invece che le solite quattro cazzate che puoi trovare su OndaRock oppure su SentireAscoltare.

Dare i voti su questo sito è stato all'inizio un modo per divertirsi e giocare a fare la guerra tra banda tipo 'I ragazzi della Via Pal': per fortuna a differenza che il romanzo per ragazzi di Ferenc Molnar non ci è scappato mai il morto, ma immagino anche che qualcuno a suo tempo possa avere avuto qualche problemino al fegato.

Questa cosa è stata allora forse mitica, persino divertente e magari anche in maniera infantile, ma anche poco bella e diciamo che se questo periodo oggi è finito va bene così.

Oggi del resto una cosa di questo tipo non potrebbe mai succedere: non avrebbe nessun senso.

Le persone che oggi usano il web sono più 'mature' in un certo senso rispetto al passato: il venire meno dell'anonimato (comunque garantito su questo sito dalla possibilità di scegliere un nickname, ma oggettivamente decaduto sul piano concettuale per gli utenti del web dopo la diffusione dei social) ha chiuso definitivamente un'epoca.

Non ritroveremo né leggeremo mai più schermaglie come quelle di un tempo, né ci saranno mai più dei 'fake' così brillanti come potevano essere De_Lorenzo oppure mohammed perché abbiamo perso allo stesso tempo la voglia di stupirci e di sapere stupire.

Però siamo ancora tutti quanti qui.

E allora, che cosa dobbiamo fare? Ci dobbiamo allineare a un pensiero unico? Dobbiamo avere paura di esprimere liberamente noi stessi con delle recensioni come quelle che potevano scrivere utenti così brillanti come Sanjuro, Kyrielison, quelle che scrive sfascia carrozze.

Siamo qui anche e soprattutto per questo.

Ho visto rinnegare con dei 'brut' degli editoriali, oppure chiamateli come vi pare, che sono carichi di contenuti interessanti: utenti che parlano del rapporto tra padri e figli; una intervista a un artista emergente; storie inventate e racconti di vita vissuta.

Adesso ce n'è uno appena pubblicato che racconta in una maniera interessante e intelligente una propria storia di vita vissuta proponendo un argomento di attualità.

Io ho visto la notifica, è stato pubblicato, ma in homepage adesso in questo momento esatto non si vede (mentre scrivo peraltro ne è stato pubblicato ancora un altro ennesimo).

Intanto nella stessa giornata vedo una recensione-fiume dai contenuti altamente emotivi e sensibili catalogata come caso letterario 'GIALLO'. Che praticamente starebbe a significare che si tratti di una puttanata.

Non ci sto.

Lo sapete che cosa vi dico?

Mi riferisco principalmente agli autori, a chi abbia ancora voglia di scrivere questo tipo di recensioni, a chi ha voglia di raccontare queste storie, di scrivere qualsiasi cosa che abbia voglia di comunicare.

Continuate a scrivere: non smettete.

Io vi leggerò in ogni caso e in qualsiasi remota località del de-sito verrete riposti e sono certo che non sarò l'unico.

La mia proposta: ritirare la definizione di 'Abuso' e spazio alla libera pubblicazione e visibilità di ogni editoriale sulla homepage così come avviene per le recensioni.

È chiaro tra l'altro che se qualcuno scrive una porcata, questa possa venire subitaneamente cancellata così come la stessa cosa può succedere e succede regolarmente con le recensioni.

Intanto tra le altre cose è stata felicemente ripristinata la sezione nella colonna dx della homepage e deciso che questa ospiterà di volta in volta l'editoriale scelto dagli editor.

Per quanto riguarda tutti gli altri: diamo la possibilità a chi vuole scrivere di farlo liberamente e senza pensare di commettere un abuso oppure una violazione di qualche particolare regolamento.

Nel momento in cui si è deciso che la pubblicazione degli editoriali sarà automatizzata, si è chiaramente tolta ogni limitazione.

I tempi in cui gli 'editorialisti' venivano scelti su chiamata da parte degli 'editor' (ho avuto questo privilegio, grazie Bartleboom) è lontano nel tempo e qualche cosa di obsoleto.

Apriamo la strada a questo rinnovamento allora, ma facciamolo in una maniera decisa e veramente rivoluzionaria.

Secondo quello spirito illuminato che ritengo abbia sempre ispirato il fondatore di questo sito e la sua utenza storica.

Viva DeBaser! Lunga vita alla Madre Vacca!

Namaste.

sotomayor , Il 12 ottobre 2017 — DeRango: 12,23

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I commenti che questo editoriale ha voluto ricevere

sotomayor
sotomayor Divèrs
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luludia
Tutto giusto, anzi giustissimo...
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luludia: salvo per i brut, che. anche se non mi piace la dicotomia bel brut, sono assolutamente leciti...
perfect element
Sono completamente d'accordo a metà con te.
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luludia: e io son completamente d'accordo a metà con te che sei completamente d'accordo a metà con lui...che poi sommando tutte ste metà quel che vien fuori sarà incerto e imprevedibile, un po perché il tutto è maggiore della somma delle parti, un po perchè le parti fanno quel che cazzo vogliono.. cosa voglian poi ste parti rimane un mistero...namaste...
perfect element: Mi piacerebbe fosse mia, invece è di Evani, noto intellettuale milanista.....
G
G Alto Papàvero
Namaste 4èver,
Molte cose dici, e molte mi trovano d'accordo. Io la vedo più come una questione di livelli. Per fortuna non ci sono solo due opzioni (pubblicare o non pubblicare) ce ne sono molte. E' vero che DeBaser è un gioco, ma è anche vero che qualcuno lo prende sul serio e mi metto nei panni di chi spende le sue energie per preparare qualcosa di ben fatto. Non penso sia piacevole per lui vedere il cazzone di turno divertirsi a offuscare la sua qualità.
E in un modo difficilmente definibile la qualità esiste. La direzione in cui mi muovo è appunto quella di trovare dei meccanismi (automatici? semi-automatici? manuali?) per farla emergere.
La Madre Vacca ci da il latte. Spetta a noi scremare e preparare burro e ottimi formaggi.
Mi auguro che l'etichetta (etichettare... brutto verbo) "abuso" non venga di fatto usata. Fossero tutte belle personcine sarebbe sicuramente inutile, ma vedila come una uscita di emergenza.
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G: Sul fatto che alcune cose non appaiano in home subito è per due motivi:
1) un bug che devo risolvere
2) un problema di caching dei contenuti che fa aggiornare la pagina del sito ogni 10 minuti...
G: il caso letterario per me rimane una menzione d'onore. Non capisco come si possa friantendere.
G: Direi che sì! Qui si parla di pensiero unico, anzi, di un pensiero unico, anzi, di un pensiero più unico che raro.
G: e poi qui sono tutti preoccupati di diventare come facebook, ma ognuno pensa che facebook sia na roba diversa. Uno ti dice: non pubblicare tutto che sennò diventi come FB, l'altro incalza e ti dice, non mettere le etichette per togliere le robe brutte che sennò diventi come facebook, il terzo ti avvicina e sottovoce ti fa presente che tanto sei già come facebook. Mi ricordate me quando sono andato in Norvegia. L'ho guardata e dopo un po' ho detto "Ma è uguale al lago di Monticolo".
E' così. Se hai visto solo cavalli tutta la vita, Il bel giorno che vedrai un rinoceronte dirai che è un unicorno (altro che vacche).
Non so cosa voglio dire, ma tanto tu lo capirai. Che l'amore trionfi.
#adieux #devolavorare #ilclientesincazza
sotomayor: Sono certo che tutto si risolverà per il meglio.
sotomayor: Nella specie: volevo pubblicamente dichiarare che ogni espressione del mio pensiero non è mai stata adoperata per attaccare nessuna tra le persone che gestiscono il sito. Mi riferisco a G, così come a tutte quelle persone che adesso come negli anni hanno contribuito a prestare la propria opera per garantirne il funzionamento. Penso a chi ora non è più (ricorrentemente) sul debasio, magari persone con cui sono in rimasto in contatto su facebook e non solo come bartle, k., flo... QUindi a chi ancora oggi svolge un ruolo in tutte le fasi di editing come algol e heart. Se ho dimenticato o non menzionato qualcuno lo faccio solo perché sto scrivendo rapidamente, questo non è certo un memoriale del resto. Tutto qui. Non ho altro da aggiungere.
G: a me era chiaro!
sotomayor: Lo so. Ma ho voluto specificare la cosa prima che tutti i miei seguaci imbracciassero i fucili...
Stanlio
Na mastea (de corni a tuti, come che se dise da ste bande),
bravo 7+, come primo Abusato degli "editorialisti" dall'editor di turno addetto alla sorveglianza degli editoriali vorrei spezzare una pancia a favore degli abusandi proponendo (per tagliare la testa al topo, che al toro si fa troppa fatica...) una sezione "Abusi" dove vadano a finire sia gli scritti editoriali che qualsivoglia recensione da caso umano ecc. poco consona, con esclusione per esempio di cose che possano nuocere al debasio come quella che mi ha aperto le porte alla via del bannamento.
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Carlos
5 all'Agorà, giusto perché è uno dei pochi sopravvissuti ormai.
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Stanlio
mi son forse perso la prima era? se sì ehm, dov'era?
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zaireeka
Il mio nickname, secondo la definizione di Wayne Coyne dei FL, è l’emblema del matrimonio mistico fra caos e creatività. Sono disposto a passare su (quasi) tutto in nome della seconda. Sono anche disposto a passare per un tipo strano di cui diffidare e da guardare per alcuni miei colleghi di lavoro troppo legati alle regole auree del buon senso anche in campo artistico (bestemmia per me). Insomma, condivido
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zaireeka: Meglio una cazzata espressa creativamente che un profondissimo pensiero espresso sotto forma di un compitino di prima elementare
zaireeka: Il massimo chiaramente e’ un profondissimo pensiero espresso creativamente, come un aforisma di Bertrand Russel o di Oscar Wilde
zaireeka: Il peggio e’ una cazzata espressa sotto forma di un compitino di prima elementare, chiaramente 😂
zaireeka: Ciao Soto, grazie per le parole di stima, comunque io preferisco il “mi fa schifo” al “mi piace”, lo sostituirei infatti anche su FB

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