Vincenzo

E altro era il luogo della tua vera vita
e altro era il tempo.

Non vola un triste sorriso notturno nel pieno del giorno.

Non vola se non ha dove fare ritorno

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Vincenzo è il primo matto che ricordo. Quand'ero bambino parlava con mia madre e aveva una voce femmina, voce da ninne nanne o vento tra le foglie. E un viso d'orco buono. E giacche troppo larghe. E libri nelle tasche.

Quello che mi colpiva era la gentilezza, perché anche essere troppo gentili è una forma di pazzia per alcuni. Infatti chi era gentile come lui? Il mio babbo forse, ma il mio babbo non era matto. E poi sorrideva, ma sorrideva triste. Triste di tristezza antica per di più. Ma non era triste vederlo. Anzi. Era solo strano.

Poi qualcuno me lo disse che era un matto, che stava in manicomio. Anche se poteva uscire.

Lo rividi forse vent'anni dopo. Mi raccontò un po' la sua vita, del fratello che l'aveva fatto rinchiudere, degli altri matti che erano gli unici di cui gli importava davvero qualcosa, e del fatto che aveva aiutato il figlio del portiere del manicomio a studiare per la maturità.

Mi capitava poi di vederlo girare in bicicletta e allora, dato che sono un po' poeta, pensavo “guarda, ecco la follia a zig zag sulle biciclette”, che mica era vero, perché primo non era matto, secondo mica andava storto in bicicletta, massimo massimo andava piano. Però quella frase mi piaceva e mi piace ancora.

Rileggo queste poche righe e vedo che ho parlato del mio babbo e della mia mamma, e mi viene allora in mente Pasolini che vedeva in tutte le persone dei padri e delle madri verso le quali portare un naturale e originario rispetto.Se tutti avessero pensato questo allora forse Vincenzo in manicomio non ci sarebbe finito.

Ed era proprio il manicomio, con quel sottile strato di polvere che ti getta addosso, quasi fossi un oggetto dimenticato in cantina...

Ed era proprio quella polvere, quella polvere unita al sorriso e alla voce gentile...

Era quella polvere, come se provenisse da un'altro tempo, a dargli quella luce da fantasma...

Sottile strato di polvere manicomiale, lieve spaesamento spazio temporale...

Cosi' era Vincenzo, l'angelo piu' strano che abbia mai incontrato...

luludia , Il 13 ottobre 2017 — DeRango: 14,69

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I commenti che questo editoriale ha voluto ricevere

luludia
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Pinhead
A me invece mi è venuto da pensare a un matto di De Andrè.
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proggen_ait94
Minchia serio che ppp ha detto quella cosa?
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luludia: Si, in un'intervista televisiva
luludia
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luludia
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zaireeka
Una domanda: sono tuoi i (meravigliosi, secondo me) versi iniziali?
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luludia: Si...
zaireeka: Complimenti, confermo che li trovi bellissimi. Mi auguro che questo tuo talento lo possa esprimere in maniera adeguata
luludia: ti ringrazio...
zaireeka: Prego, dovere
Almotasim
Bella pagina.
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luludia: grazie almo...
Almotasim : Mi hai destato ricordi a cascata... belli I tuoi versi, pieni di movimento.
Stanlio
ho conosciuto dei Vincenzi ma non erano matti...
ho conosciuto alcuni matti ed erano dei Vincenti...
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RinaldiACHTUNG
Guarda, quando sono tornati gli editoriali sei stato il primo a venirmi in mente. Stima di cui sei già a corrente.
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luludia: ti ringrazio...

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