La capanna della sofferenza

Sono stato in posta ieri, ci vado almeno una volta al mese per pagare i bollettini vari che sommergono le nostre esistenze e ci svuotano il portafoglio.

Naturalmente non funzionava niente o quasi e sono rimasto ad aspettare per una buona mezz'ora.
In questo tempo di attesa avevo intenzione di aprire il mio Cybook e immergermi nella lettura di qualcosa. Invece la mia testa ha cominciato a vagare, anche grazie ad una signora vicino a me che parlava della scomparsa in giovane età di una sua amica.

Questo mi ha fatto venire in mente un'usanza di alcune tribù tibetane del nord, che non so neanche dove ho letto o sentito: se c'è nel gruppo un malato, questo viene posto in una tenda al centro delle altre (che sono normalmente poste in cerchio) e qui resta fino alla guarigione o alla morte.

Ma la particolarità è che ogni giorno qualcuno lo va a visitare e gli porta un dono. Non qualcosa di particolare o di strano, ma semplicemente una radice, una foglia, una piuma d'uccello, qualcosa così, insomma. E il malato capisce, guardando questi oggetti, che non è solo nella sofferenza.
Quest'immagine mi ha fatto riflettere sull'importanza (o meno) che la nostra società dà alla persona malata, specie in fase terminale.
Io ho perso i miei genitori a distanza di 2 anni e mezzo, entrambi a causa di un tumore al fegato. Mio padre è stato ricoverato prima un paio di volte per poche ore al pronto soccorso nell'arco di 15-20 giorni; poi dopo l'ultimo ricovero la notte di ferragosto è rimasto in ospedale per una settimana ed è morto. In quei giorni è stato tartassato con prelievi quotidiani per controllare i valori del sangue, continue terapie con iniezioni e compresse (anche quando aveva difficoltà a deglutire), gli hanno messo una mascherina particolare per ossigenarlo, ecc. E la mattina che è morto era talmente stufo di tutto questo che, in stato semicosciente, ha strappato di mano all'infermiera l'ago con cui gli stava facendo l'ennesimo prelievo, sporcando di sangue tutto ciò che stava intorno. Dopo un paio di ore ha chiuso gli occhi. Gli stessi medici che l'hanno assistito avevano comunque detto che era destinato a spegnersi nel giro di pochi giorni.
Dopo quest'esperienza di accanimento nei confronti di mio padre, quando mia madre è arrivata allo stesso punto, ho preferito tenerla a casa, anche perché lei aveva sempre detto: "fatemi morire a casa mia". Naturalmente ha avuto tutta l'assistenza medica possibile, anche grazie ai medici di un associazione di volontariato che qui a Vercelli segue i malati in fase terminale. E mia madre è spirata tranquillamente, senza che prelievi e terapie varie le prolungassero l'agonia.
Davanti ad una persona che sta morendo, io penso, dobbiamo pensare anzitutto alla persona, non al nostro rapporto con lei. Mi spiego. Se pensiamo che stiamo perdendo un familiare probabilmente ci viene naturale dire (o gridare) dentro di noi: non voglio. Ma la morte è l'unica certezza della vita, si dice. E prima o poi dobbiamo morire tutti. Perciò ritengo che bisogna sempre chiedersi qual è la cosa migliore per la persona che si ha davanti, sia che questa stia bene sia che, a maggior ragione, stia male.
Chi arriva a quei momenti, normalmente, capisce che sta morendo e capisce pure, per quanto questa cosa possa procurargli dolore nell'animo, che è inevitabile. Perciò ritengo, forse a torto, che voglia soffrire il meno possibile.
Non voglio qui impelagarmi in discussione su eutanasia, accanimento terapeutico e cose di questo tipo, ma semplicemente ragionare sul far seguire alle cose il loro ritmo naturale.
Come quel tibetano nella tenda: alla fine morirà pure, ma ogni giorno potrà vedere dalla foglia e dalla radice che non è solo. E che tutti lo rispettano perché è ancora uno di loro, fino alla fine.

ThorsProvoni , Il 15 novembre 2017 — DeRango: -0,08

BËL (02)
BRÜ (02)

I commenti che questo editoriale ha voluto ricevere

Geo@Geo
Geo@Geo Divèrs
Storie di vita quotidiana e di ineluttabilità, ma ti prego, elimina la parte dell'accanimento terapeutico: c'è sempre una scelta e tu l'hai operata con tua madre, in ospedale vi sono delle procedure e dei protocolli scritti per i pazienti, NON CONTRO i pazienti, sarebbe bene ricordarsene😶
BËL (01)
BRÜ (00)

ThorsProvoni: Grazie del feedback. Tuttavia non ho parlato di accanimento "terapeutico", anzi ho detto di non volermi impelagare in discussioni del genere. Ho parlato di "accanimento" in senso generico, cioè di come io ho visto il peraltro giusto svolgersi dell'attività di medici e infermieri (prelievi, ausili medici... ) e che ho voluto evitare a mia madre, anche tenendo conto che lei non ne ha avuto stretto bisogno.
Stanlio
la sofferenza altrui mi provoca sempre una sorta di commozione dove a stento trattengo le lacrime (la mia, non so perchè, non mi fa ne caldo ne freddo, sì no cioè non più di tanto ecco...)

è giusto quello che precisa DoppioGeo, però se i medici sanno che una persona è lì lì per morire, ha senso continuare a bucherellarlo per effettuare una miriade di controlli?
BËL (02)
BRÜ (00)

Geo@Geo: Parlano con i parenti, che quasi mai dicono "lo porto a casa" o smettete di fare alcunché, purtroppo...
Stanlio: Ma stai scherzando?
Adesso la colpa è dei parenti che non chiedono di smettere o di portarsi a casa il malato grave?
Ci sono tanti bravi medici e sono i più, ma ho avuto le mie brutte esperienze con dei medici/chirurghi figli di puttana che hanno rovinato mio padre ma come dice heartspeedbox "e qui mi fermo" che non mi va ne di rivangare ne di incrinare quel pudore che qui vien sbandierato e con questo ho chiuso da parte mia l'argomento, diocane!
Stanlio: intendevo heartshapedbox sorry
MikiNigagi
sono a favore di qualsiasi tipo di accanimento.
BËL (00)
BRÜ (00)

Stanlio: dici così solo a causa dell'accanimentoso accanimento operato dal coiffeur al soggetto nella foto...
heartshapedbox
L’unica riflessione che mi viene da fare su questo tuo scritto non è tanto sull'accanimento terapeutico o la cura e l’amore per chi sta male. Ma è sul pudore. Viviamo in una società ormai senza più pudore. Si raccontano cose così dolorose e private con una estrema facilità, con una dovizia di particolari dati in pasto a chiunque senza porsi minimamente il problema di urtare o meno la sensibilità altrui.
BËL (05)
BRÜ (00)

ThorsProvoni: Non mi sembra di aver scritto qualcosa che possa render nota l'identità delle persone in questione. E penso che a tutti sia capitato di raccontare situazioni dolorose a persone anceh non proprio di famiglia, o di averle apprese in un servizio giornalistico. Quando guardo in TV un servizio sui malati di cancro o sulle cure possibili, non penso che chi l'ha fatto voglia ingenerare in sentimenti di pietà, ma voglia raccontare una situazione. Io ho narrato di 'ciò che conosco' (purtroppo) per parlare non della sofferenza in sé, ma di chi soffre e della considerazione che si può avere per la sua vita. Comunque, aderendo al tuo suggerimento implicito, quando la prossima volta scriverò un editoriale su argomenti così 'sensibili', avviserò subito e ognuno sarà libero di continuare a leggere.
algol: infatti quei programmi che speculano sulla sofferenza e sull'esibizione di dinamiche (che dovrebbero restare) intime li evito accuratamente. Non perchè abbia difficoltà ad affrontare argomenti come la morte o perchè sia un blocco di gelo insensibile. Proprio perchè reputo certi argomenti "privati". Così come ne parlo con persone fidate e in contesti più intimi non desidero entrare nelle dinamiche altrui. Lo farei a nessun titolo, non essendo per l'appunto legati da un rapporto confidenziale e privilegiato. Ma oramai il senso del privato e dell'intimo, come più volte mi è capitato di scrivere anche su queste pagine, è qualcosa di irrimediabilmente perso in una frenesia collettiva all'apparire. A "condividere" qualsiasi cosa in una frammentazione acefala e acritica di "contatti" più o meno virtuali. Oramai è normale esibire qualsiasi cosa, soltanto perchè i mezzi di comunicazione ce lo permettono, si dà in pasto qualsiasi cosa. L'importante è esserci.
Vedi Provoni, non ha urtato la mia suscettibilità l'argomento, peraltro non facile, della fine dell'esistenza. Ciò che urta è rendermi partecipe di dinamiche intime contro la mia volontà. In un contesto tutto sommato sbagliato. Questo mi disturba. Spero di esser stato chiaro.
Carlos: Non ho letto nemmeno l'editoriale ma solo sto commento (nemmeno quelli sotto al tuo e sopra questo mio che sto scrivendo) e mi è piaciuto, anche per via di molte mie esperienze personali non-"social" (dato che non li ho) ma dal vivo. E secondo me è pure peggio. Niente e poi mi hai fatto venire in mente che c'entra solo per il titolo: BASTA - Nessun Pudore
Carlos: in mente una canzone*
algol
leggere queste cose, con tutto il rispetto per il percorso doloroso, mi mette in grave imbarazzo. Forse perchè, come giustamente sottolinea Heart, anche per me certe cose devono rimanere in una sfera privata.
BËL (02)
BRÜ (00)

ThorsProvoni: leggi pure la risposta data qui sopra a @[heartshapedbox]
hjhhjij
Liberissimo di esprimere tutto ciò che preferisci riguardo alla tua sfera personale. Ma quanto, quanto quanto sono d'accordo con i due figuri qui sopra, personalmente.
BËL (01)
BRÜ (00)

ThorsProvoni: anche per te vale la risposta di cui sopra a @[heartshapedbox] e @algol
Stanlio
Leggere queste cose, con tutto il rispetto per algol & heartshapedbox, non mi mette in grave imbarazzo, ma per me certe cose non devono necessariamente rimanere in una sfera privata forse perchè ho attraversato anch'io certi sentieri che mi hanno visto perdere dei familiari non molto tempo fa, e parlarne in certi spazi come può esserlo questo e in questo modo come ha fatto ThorsProvoni nulla toglie al pudore e forse in una certa misura diventa anche terapeutico.
BËL (02)
BRÜ (00)

hjhhjij: E infatti la cosa è clamorosamente soggettiva mi pare ovvio.
heartshapedbox: Ognuno ha la sua soglia di sensibilità e pudore. Io non lo vengo a scrivere pubblicamente su deb quello che sto passando, e nemmeno lo lascio percepire perchè almeno qui voglio stare con la mente libera. E leggere queste cose molto forti e dolorose, con quei particolari e uno scritto che se andiamo ad analizzare non ha capo nè coda non solo mi disturba e mi angoscia, ma mi indigna. Ma questa è soltanto una mia opinione ovvio.
heartshapedbox: * "con quei particolari IN uno scritto"
Stanlio: no no hsb alla luce di ciò che hai scritto ti capisco benissimo, però non è che quello che viene scritto qui deve necessariamente avere un solo capo ed una sola coda, TP ha spaziato da un estremo all'altro offrendoci anche una storia tibetana che almeno io non conoscevo affatto e lo ringrazio per questo, ma la mente libera quando vicino si ha del dolore proprio o altrui è difficile avercela, cioè io non ci riesco...
ThorsProvoni: @[Stanlio] penso che prima o poi nella vita tutti dobbiamo misurarci e confrontarci col dolore, non viviamo in un mondo di favole, né in quello del Grande Fratello dove è tutto orchestrato e alla fine vivranno tutti felici e contenti... Se non dovessimo in alcun modo sentir parlare di queste cose, non dovremmo mai vedere un telegiornale, leggere un romanzo di Dostoevskij, guardare un film sulla guerra o la violenza della vita in generale.
Aliosha
Molto interessante la questione evocata dai commentantori. Il pudore é senza ombra di dubbio importante, e tende a scomparire nella nostra società spettacolarizzata. Il fastidio di sentir parlare della morte da vicino, a parer mio, non viene dalla "spudoratezza" della cosa, ma dall'allontanamento dalla morte che é avvenuto nella società occidentale. La morte é negli ospizi, negli ospedali. La morte é una cosa normale e naturale, con il dolore che si porta dietro. L'educazione alla morte secondo me é importante, vederla da vicino la rende normale. I bambini dovrebbero vedere più cadaveri, più funerali. Io ho visto morire due nonne e mio padre, e la vicinanza con la morte me la ha resa più "amica".
BËL (03)
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heartshapedbox: A per personalmente non da fastidio sentir parlare di morte. Io sono un’archeologa specializzata in particolare in antropologia fisica, quindi mi occupo di tombe e scheletri umani. Ho sempre sperato che il mio lavoro non urtasse la sensibilità di nessuno, ho sempre trattato con rispetto quei resti e il dolore che c’era dietro di loro, anche quando scherzosamente mi scatto i selfie con qualche cranio. Ho sempre pensato che in un certo senso il mio lavoro ridà vita a quegli antichi resti e che “lavorare con la morte” mi aiutasse ad esorcizzarla e capire ed apprezzare più della vita.
Ma il punto non è questo, perché chiunque di noi ha subito lutti, la morte fa parte della vita e dell’esistenza di ogni essere umano davvero. Qui il punto è l’estrema facilità e banalità con cui si è raccontato un percorso di malattia e dolore personali. E’ questo che trovo spudorato ed irrispettoso.
Aliosha: Non comprendo bene il tuo fastidio, ma immagino sia legato alle tue intime esperienze personali. Certo non é uno scritto molto "profondo", manca di delicatezza, ma trovo positivo portare il tema della morte nel dibattito pubblico. Nessuno poi ci obbliga a leggere l'intervento integralmente, non é come una foto che viene percepita in un colpo d'occhio. L'aspetto irrispettoso potrei vedercelo se ci fosse una spettacolarizzazione della morte, che qui non vedo. Per riprendere il tuo commento, secondo me i lutti personali non sono ciò che educano alla morte di per sé, quelli ovviamente ce li hanno tutti. E' come la morte viene osservata da vicino, partecipata e accostata da parte dei più o meno giovani.

ThorsProvoni: @[Aliosha] intendevo esattamente questo. E come scrive più sopra @stanlio parlare del dolore diventa terapeutico, ti fa guardare in faccia la realtà e ti costringe a farci i conti a spogliarti davanti a lui e a prendere una posizione. Penso che l'uomo di oggi abbia esorcizzato il dolore (bannandolo dalla propria vita) solo per non dover affrontare l'ineluttabilità della morte e la sua paura.
heartshapedbox: @[Aliosha] hai immaginato bene. E qui mi fermo.
Geo@Geo: Eppure non è così complicato quello che penso voglia sottolineare Heart: parlare del proprio vissuto qui dentro, nell'editoriale, non è un atto dovuto. Argomentare su questi temi può essere terapeutico, ma in luoghi e con persone preposte, you understand?
heartshapedbox: grazie Geo, pensavo veramente di essermi spiegata male ed invece per fortuna più di qualcuno ha capito.
Aliosha: Io posso anche capirlo, davvero, ma questo é il debasio: si prende ciò che piace, il resto lo si lascia passare. E' una bacheca, come sta scritto qui sotto, uno spazio di condivisione dove ognuno porta ciò che può e vuole. Il taglio é sempre stato piuttosto goliardico/esibizionista, é vietato prenderla sul personale, offendersi o scandalizzarsi.
heartshapedbox: ma chi si è offesso o scandalizzato scusa? ma stiamo scherzando? io ho espresso il mio parere.punto. so benissimo come funziona debaser, grazie.
omahaceleb
Né capo né coda, as usual, come cerca disperatamente di farti capire @heartshapedbox (ciao beddrazza!). Ma dico, analizziamo il testo. Ripeto, ciò che tu proponi, il T-E-S-T-O, quello che c'è dentro e come è scritto.
Parti con un aggancio che già fa schifo, sei in coda alla posta e ascolti la conversazione di una signora che parla di un'amica morta con un'altra sua amica, però non-morta, ciò ti rende inaspettatamente molto esistenzialista. Poi l'associazione con la tribù tibetana e il dono, che tu interpreti a ruota libera, come un antropologo dell' a.c.r, senza alcun dubbio sul significato del gesto. Esistenzialista sì, ma alla Marcel, diciamo. Ovviamente non ti viene nemmeno un dubbio sul significato del dono PER la tribù tibetana, che tu ovviamente da buon cosmopolita hai beccato alla prima botta. Cioè, i tibetani tutto questo non lo fanno per obbligo sociale, no, ma per rispetto alla persona; ne sei sicuro? (e qui ti giuro sui miei, di morti: non vorrei mai fare il maestrino, per carità di dio, però due righe su Marcel Mauss, Lèvi-Strauss, giusto per avere meno ingenuità nell'interpretare un fenomeno tribale, me sa che ce stanno vé; anche perché è una tribù del Tibet, non una comunità di Don Mazzi, le strutture cambiano). Poi tutta la tua evitabilissima storia personale, che è solo di pessimo gusto come ti hanno fatto notare in modo molto educato -al di là del fatto che sia vera o meno, lì non ci metto mano e, per carità di dio/bis, non lo voglio nemmeno sapere- e che sembra vertere sulla questione dell'accanimento terapeutico. E invece no, perché tu ci spieghi che non vuoi parlarci di quello; ma allora perché quel crudo resoconto clinico sui trattamenti subiti da tuo padre? Dovremmo congetturare che lo hai scritto per muovere alla compassione le "persone" che leggono? E poi ancora: se dobbiamo pensare alla persona che muore e non al rapporto con lei, come dici, non sarebbe stato più elegante e funzionale da parte tua scegliere di raccontare una vicenda non incentrata su una persona a te così vicina? Avremmo capito di più l'importanza della persona, e non la valenza del rapporto che la persona intratteneva con te. Ma invece ci hai raccontato i cazzi tuoi e con la massima spontaneità e autenticità possibile, non sia mai. E siccome a ben guardare, come ti hanno già fatto notare, lo scritto non ha capo né coda, né pare avere oggetto ben specificato, con il massimo della consapevolezza ti dico quello che forse gli altri per i motivi più disparati non osano dire: dei cazzi tuoi non ce ne frega un cazzo. E bada, il rispetto dei morti non ha attinenza con tutto il discorso che ti ho fatto. Vale solo la regola sacra dell'opportunità di scrivere di cose del genere in un contesto del genere. E poi il testo, ciò che ci proponi è un T-E-S-T-O.
BËL (05)
BRÜ (01)

Stanlio: beh TH se ne ha voglia ribatterà a sta tiritera, per conto mio quello che ha scritto non ha l'obbligo di contenere capo e coda se lui non ce lo vuol inserire, e di quello che gli è successo personalmente o ai suoi genitori a me interessa come mi ineressano altre vicende simili, forse perchè m'è capitato di viverle in prima persona, e quando mi capita ne parlo anch'io e non per farmi commiserare o che, che è l'ultima cosa che vborrei da parte di chiunque. Ben vengano scritti simili.
algol: ma anche non ben vengano. A me su deb piacerebbe vedere cose di altro livello. Che si tratti di musica, scazzo, argomenti seri e meno seri. E qua il livello è basso basso. Ci si sta abituando a scritti francamente brutti, sia per forma che per contenuti.
algol: continuo a pensare che il deb sia più che una discarica delle proprie frustrazioni, pulsioni scrittorie incontrollate o il luogo dell'esibizione di qualsiasi recondito meandro della propria intimità o dell'autoconvincimento di esser scrittori mancati.
Stanlio: quello che vuoi algol ma non tutti la vedono come te e io non mi sto abituando a niente men che meno qua sul DeB...
heartshapedbox: ciao @[omahaceleb] ! :)
Ovviamente hai colto pienamente il senso delle mie parole e lo hai espresso meglio di me. Grazie davvero.
perfect element: Cosa sei, una specie di censore? Ognuno è libero di scrivere di ciò che gli aggrada, meglio se di fatti veri e vissuti, a mio parere. Sinceramente, non capisco tutto questo livore. Se hai bisogno di sfogare le frustrazioni c'è Facebook. @[omahaceleb]
MikiNigagi: Un sito che si autoregola non è un sito privo di regole.
Una regola sempre vigente è quella del buonsenso.
Metti caso che sono un nuovo utente. Ho un criceto. Mi piace osservarne la routine, quando ho tempo, e prendere degli appunti. Se vi sottoponessi questi appunti, in forma di una serie di editoriali, troverei magari un paio di utenti appassionatissimi di criceti che si mostrerebbero interessati, mi spronerebbero a continuare. Continuerei a scrivere di criceti e ci sarà sempre un amico dei criceti che mi dirà «oh fratello non ti curare di quello che ti consiglia di andare a parlare dei criceti nei forum per criceti, perché a me i criceti piacciono!».
Non ti sembrerebbe che fare quest'uso e s c l u s i v o di un sito di «Recensioni scritte da chi vuole» rappresenti un abuso? Una privazione di spazio a utenti che il sito lo sfruttano e vi contribuiscono propriamente, e intendono approfittare degli editoriali per esprimersi oltre i vincoli della recensione?
Non sembrerebbe una provocazione? E da che pulpito poi, visto che sarei uscito dall'uovo di pasqua ieri? @[perfect element]
MikiNigagi: Inoltre, io sono un editor/lettore di Debaser. In una certa misura, far sì che il sito venga usato propriamente, mi riguarda. Da lettore non ho solo dei gusti, ho anche delle necessità. Se leggo una rivista di automobilismo, ad esempio, ho la necessità di trovarci articoli che riguardano le automobili. Ci ho speso dei soldi, magari sono abbonato: non mi andrebbe che ad un tratto le vicende personali di uno scrittore a tema ricette di cucina anni ottanta prendessero il sopravvento sugli articoli che riguardano le automobili. Tu, che sei liberista, mi diresti «ehm comprane un'altra no?». Ma cazzo, a me piaceva proprio quella. Mi impegno perché continui a rispondere alle mie necessità e (occhio qui) io no, non sto limitando la libertà di nessuno: perché le riviste di cucina francese, nelle quali uno scrittore possa raccontarsi, esistono. E quelle no, non le leggo.
Non ho speso soldi, non sono abbonato a Debaser, ma ci ho speso energie, ore di lettura e scrittura. @[perfect element]
MikiNigagi: Un ulteriore chiarimento, perché dai miei esempi potrebbe non essere chiaro. Non si parla di temi opportuni e temi inopportuni. Non contesterei a un genitalgrinder, a un hellraiser la monotematicità. Si parla proprio di categorie testuali adeguate. In questo senso, ha già detto Omaha nel suo commento.
perfect element: Ci ho speso energie, ore di lettura e di scrittura. Sicuro di sentirti bene? Sicuro sicuro? Quale sarebbe poi l'uso eclusivo? Qualcuno ti vieta di scrivere? Mi sembri un filo vittimista.
perfect element: Da quando sei tu a decidere l'adeguatezza delle categorie? @[MikiNigagi]
MikiNigagi: Sì, sicuro: ci ho speso energie, ore di lettura e scrittura. L'uso esclusivo sarebbe quello di chi toglie spazio ad altri per parlare del suo vissuto in uno spazio non preposto a parlare del proprio vissuto. Un editoriale su Debaser è un editoriale su Debaser, il mio caro diario è il mio caro diario, un blog è un blog.
Potrei fare altri esempi, ma mi pare di essere stato abbastanza chiaro, mi ripeterei.
MikiNigagi: Non sono io a decidere: le categorie esistono.
perfect element: 'FANCULO le categorie. Parlare del proprio vissuto dovrebbe rappresentare una possibilità di condivisione e forse anche di crescita; ma no, noi preferiamo sentirci elitari e ruotare sempre intorno alle solite quattro categorie preconfezionate. Per deduzione logica, allora, non dovresti citare neanche le opere dove l'autore pesca dal proprio vissuto.
MikiNigagi: FANCULO la GDF. Però esiste.
L'autore, quando ha pescato dal proprio vissuto per la genesi di un'opera, ha agito in un contesto, quello artistico o letterario, in cui è accettabile farlo. E avrà agito così, se l'opera è buona, non al fine di raccontare se stesso, di esibirsi, ma di dire qualcosa sull'umanità: altrimenti avrà partorito un'opera scadente, giornalistica come un'autobiografia scritta da un ghost writer. O sei di quelli che pensano che Proust tutto sommato abbia voluto raccontare di sé, stendendo una colossale opera esibizionista?
Ti stai poi impuntando, e a torto, solo su un aspetto della discussione. Resta il fatto che uno specifico contenitore richiede una specifica categoria testuale, e questi sono gli Editoriali di Debaser, non è Debaser presenta: il mio ego.
MikiNigagi: Che non significa che il raccontarsi sia proibito. Mi cito ancora: Spesso basta un dissenso ben argomentato. La censura mi sta antipatica, e soprattutto mi starebbe antipatica qui (sono uno di quelli che chiedono il ritorno degli anonimi, figurati) e penso sia una misura estrema.Poi delle distinzioni vanno fatte. Se un utente contribuisce in vari modi, allora le seghe può anche farsele, ogni tanto, secondo me. Spesso è volentieri buzzin/
Alfama mi stucca, a volte intuisco l'andazzo ed evito proprio di leggere. Ma è uno che in generale dà il suo contributo, perciò in generale non lo scoraggerei dallo scrivere ed eviterei di creare tensioni. A volte l'ho punto, ma comunque mezzo scherzando. Stesso discorso vale per il compagno xavier @[sotomayor].anch'io ho trovato il suo ultimo editoriale ridondante. Ma che gli vuoi dire, visto il contributo che dà? Gli ho giusto suggerito di dilazionare gli scritti (una volta erano i nani ad occuparsene) e buona così.
Stanlio: non so cosa ne pensino ora CG Jung o SS Freud o altri testoni ma nel mio piccolo l'ego che tu voglia o non voglia filtra sempre in ciò che fai, in ciò che sei e tra l'altro in ciò che esprimi anche scrivendo editoriali che pèoi sia più accentuato o meno resta un altro paio di maniche, secondo tante discipline indiane/tibetane e simili al nirvana o liberazione giungi solo dopo esserti lasciato l'ego alle spalle (ma ironia della sorte credo che anche quella sia un'azione dell'ego...)
MikiNigagi: Secondo me ora Jung e Freud non ne pensano niente. Fatto sta che quello è un altro discorso. C'è differenza tra un ego che filtra, che passa attraverso una scelta di stile o addirittura un racconto di un'esperienza personale, all'assoluto protagonismo dell'ego, oggetto della narrazione e soggetto narrante, come se si trattasse di poesia lirica mal concepita.
Un caso isolato potrebbe essere accettabile; potrebbe essere addirittura interessante, per una volta, che un utente sempre dedito alla descrizione dei dischi racconti un po' di sé; qualcuno potrebbe essere curioso, ci starebbe. Non mi sembra questo il caso di thorsprovoni.
Stanlio: Secondo me ora Jung e Freud e tutti gli altri testoni che hanno varcato l'ultima soglia terrena ne pensano molto poichè era uno dei loro interessi primari qui e pur non sapendo minimamente cosa e se ci sia un aldilà, per il resto tu hai fatto la tua radiografia a TP e lì non ci metto il becco...
MikiNigagi: Non l'ho mica fatta io. Se l'è fatta lui e l'ha appesa in giro perché fosse inevitabile vederla e discuterne.
MikiNigagi: Questi commenti sono l'editoriale, tipo processo maiuetico. Stavolta bene, le cose le abbiamo dette, esperimento riuscito. Magari un'altra volta no, non ci sarà bisogno.
Stanlio: fate vobis
Carlos: Io farei un collegamento in home per una pagina dal nome "Regole (Non) Scritte" in cui si unificano tutti questi commenti spezzettati di Kor. Totalmente d'accordo.
mrbluesky
Continua,io leggo tutto di tutti e poi traggo le mie conclusioni.probabimente ti hanno preso un po in antipatia
BËL (01)
BRÜ (00)

Geo@Geo: Mr, ma che cazzo dici (ho studiato dalle Orsoline!): antipatico a chi o per cosa? Nessuno ha sparato sul pianista, ma sul piano si, ahahahah
mrbluesky: è solo un impressione Geo,magari mi sbaglio
zaireeka
Allora, io non sto ne’ con Thors ne con il partito (senza polemica) di Heart. Non sto in pieno con Thors perché, come del resto ha ammesso lui stesso in altra sede, ultimamente sta in fondo seguendo la moda e, se mai inconsapevolmente, per cercare di ottenere un po’ di successo, ha deciso di giocarsi la carta del racconto dettagliato di vita privata seguendo l’onda di quanto fatto molto spesso ultimamente su deb. Solo che lui e’ l’antipatico di moda in questo periodo. Ecco perché Heart, che ha mostrato di apprezzare spesso anche storie (saranno vere? Boh) di vita mooolto privata di altri utenti, in questo caso dissente dall’apprezzare questo tipo di editoriali. Detto questo sto con il partito di Stanlio e sopratutto Aliosha
BËL (00)
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zaireeka: E così mi sono fatto nemici un po’ tutti 😂
heartshapedbox: Partito di Heart,partito di Aliosha, ma cosa dici? qui si sta tutti esprimendo dei personali pareri, alcuni convengono altri no com'è giusto che sia. quello che apprezzo io sono fatti miei, che fai mi controlli? non capisco il tuo accanimento contro l'editoriale di buzz. qual è il tuo problema se fosse vero o meno quello che ci raccontò, che importanza ha saperlo o meno? comunque sono due stili diversi di scrivere e raccontare quello suo e di thors.
Thors sembra voglia per forza dire la sua su tutto, dalla religione all'accanimento terapeutico e non ci sarebbe nulla di male nel farlo se non fosse che espone queste temariche con una superficialità e banalità disturbanti. non ho antipatia per nessuno e nessun tipo di pregiudizio, da editor cerco sempre di essere imparziale e non ho nessun rancore come nel caso di buzz che avrà pure sbagliato in passato ma questo non vuol dire che debba sempre essere identificato e trattato per quegli errori del passato. sono editor ma sono un utente come tutti voi e se qualche mia scelta non piace sono umana e ho dei gusti personali pure io.
zaireeka: Poche cose.. Io su debaser non controllo nessuno. Debaser e’ un posto in cui ho sempre potuto esprimere tranquillamente il mio parere, tranne pochissime volte. Forse questo è un caso. Detto questo tu come tutti sei libera di avere delle simpatie e antipatie ma se lo io segnalo vuol dire che a differenza di altri lo dai troppo a vedere. E questa cosa più che infastidirmi mi diverte, senza offesa. Detto questo io sono l’unico che da quando è su debaser (dal 2006) non ho mai usato fake (almeno non ricordo..) per cui merito rispetto!! Detto questo, amici come prima.
heartshapedbox: cos'è che darei troppo a vedere scusa?e chi ti avrebbe mancato di rispetto? non ti sto proprio capendo.
zaireeka: Ah, scusami, ma certi ed ultimi di buzz/alfama fanno veramente pena. E non c’entra niente con il comportamento che l’autore suddetto ha avuto sul sito, anzi l’ultima uscita di buzz che ha portato al suo banning mi ha divertito tantissimo
zaireeka: Ultimi editoriali
zaireeka: Sto scherzando, ma e’ chiaro che scherzo quando dico che mi stai mancando di rispetto.. vabbè, chiudiamola qui
heartshapedbox: da cosa doveva essere chiaro che stavi scherzando? si infatti chiudiamola qui.
zaireeka: Dai punti esclamativi, ovvio. Quell’enfasi poteva essere reale secondo te...?
heartshapedbox: secondo me? ti eri legata al dito la menzione all'editoriale di buzz e non aspettavi altro per attaccarmi. ora l'hai fatto, hai lanciato il sasso e poi nascosto la mano buttandola bonariamente sul ridere. ma per favore. e chiudiamola qui davvero. buona serata.
zaireeka: Legata al dito che????? O mio Dio forse è davvero il caso di chiudere qui, e forse non solo la discussione di stasera. Ps. Dio salvi Debaser
odradek: Mi intrometto (senza iscrivermi a nessun partito, se possibile) per manifestare apprezzamento per le cose dette da @[heartshapedbox], nei vari commenti. Si, lo so, forse bastavano tutti i "BEL" che ho cliccato, ma son d'accordo su tutto e m'è piaciuto pure il modo risoluto di dirle, le cose, e quindi ci tenevo a dirlo. Questo riguardo tutti i post, ad esclusione di quelli diretti esclusivamente a zaireeka (non conosco e non mi riguardano le pregresse vicende citate).
zaireeka: Grazie odra di non aver preso a priori la parte di Hearth nella nostra disputa (siamo forse andati tutti e due sopra le righe, ma sono cose che capitano ..)
zaireeka: Come ho scritto altrove sul sito il significato che hanno le cose e’ sempre una questione molto personale
luludia
credo che ognuno, anche provoni, abbia il suo privato, ovvero un mondo che tiene per sé...e che ognuno decida, anche provoni, cosa sia raccontabile agli altri e cosa no...credo che ognuno possa fare i collegamenti che vuole anche senza aver studiato antropologia o tecnica del punto a croce...credo che non ci debbano essere argomenti tabù...e che un minimo ( nel mio caso un massimo) di egocentrismo ce lo abbiamo tutti...credo infine di aver scritto troppi credo, proprio io che, in genere, non credo a nulla...
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algol: Credo che Provoni sia un esibizionista di grana grossa. Che si distingue per colossali puttanate frammiste a luoghi comuni scritti perlopiù col culo. Ma va bene così, vale tutto. Purché se ne parli. L'antropologia dell'apparire ergo sum
Geo@Geo
Geo@Geo Divèrs
Meno male che ho aperto i commenti, quindi la mia posizione non può dirsi influenzata da chi ha scritto dopo di me. Cazzeggio e seriosità varie sono sempre state qui dentro, ma sempre più spesso ci troviamo in un paradosso: l'editoriale non è un confessionale aperto sul mondo, cosa c'è di non chiaro in questo? L'esposizione di fatti così intimi o ritenuti tali, non può e non deve diventare un andazzo quotidiano, altrimenti apriamo una rubrica di consigli in cui l' esperto risponde. @[G] questa è una proposta semiseria, anzi è proprio una cazzata, ma alla fine "vince" chi appare di più, o mi sbaglio?
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MikiNigagi
La casa delle libertà (a caso)
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MikiNigagi
it.wordpress.com/‎ cominciamo dal mio preferito: interfaccia semplice e intuitiva, possibilità di personalizzazione praticamente infinite, possibilità di acquisto pacchetti o di aprire il proprio blog gratuitamente! Anch'io sono un utente affezionato.
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MikiNigagi
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MikiNigagi
Sign up | Tumblr ultima, la chicca. Consigliatissimo ad amanti di suicide girls, piedi femminili, narrazioni in prima persona, indie italiano, bdsm, poesia lirica, e tanto altro ancora! ; )
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sotomayor
sotomayor Divèrs
Sono d'accordo con Stanlio. Poi ciascuno può mettere bel o brut perché è un editoriale e comunque su Deb funziona così: lui ha raccontato una sua esperienza personale e lo ha fatto per condividerla e offrire uno spunto di discussione su qualche cosa. Penso e spero che dei voti se ne freghi, se poi sono quelli la sua discriminante allora... Che cosa avrebbe scritto di così scandaloso? Ogni volta che qualcuno condivide qualche sua esperienza difficile, diciamo che non è il caso. La morte e vicende come quella che lui ha raccontato fanno parte della vita di tutti quanti. Che cosa c'entra l'opportunità o meno di condividerle? Perché non dovrebbe? Provoni è esibizionista? Può darsi che sia un fake e che si sia inventato tutto o può darsi che no. Chi lo sa. Che cosa cambierebbe in ogni caso. L'editoriale sta qua come strumento a disposizione e lui lo sa: non piace? Va bene, allora gli metti brut. Il suo editoriale è inopportuno e offende qualcuno? Questo non mi sembra. Nel caso penso che una decisione di questo tipo la possa prendere solo G o al limite chi giustamente lavora come editor e lo assiste. Ma comunque non parlerei di 'rubriche in cui si chiede il sostegno terapeutico o di qualcuno in particolare.' Come se stessimo parlando di uno stronzo. Ha proposto un tema suo personale, tra l'altro passato, e poi ha lanciato un argomento. SUl pudore non saprei, non mi esprimerei nel merito, che cosa ci sarebbe di vergognoso ad ammettere una sua debolezza nel caso. Fermo restando che poi appunto lo ha fatto sempre mediante un nickname. Ma la verità è che non va bene condividere niente. Se parli che stai male sei una merda, se racconti che hai subito violenza sei una merda, se racconti che la tua ragazza ti ha lasciato sei un coglione, se hai qualche problema in definitiva devi solo stare zitto perché è questo che la società ti insegna. Altrimenti sei vergognoso.

Quindi va bene solo se ti inventi delle edulcorate storielle di rock and roll già lette.

Solo che poi magari ti vai a sentire dei dischi che dicono esattamente quelle stesse cose che secondo voi sarebbero senza pudore...

Sulla qualità degli editoriali e degli scritti, invece, basta mettere bel o brut, come basta mettere 1 o 5 alle recensioni.

Ma comunque in fondo anche questo mio commento è sbagliato: cioè giustamente ognuno dice quello che gli pare e non posso certo dire io che cosa è giusto o sbagliato. Se a altri questo editoriale dà fastidio, ok, sono cavoli suoi. Penso lo possa legittimamente dire. Non voglio avventurarmi in nessuna discussione di questo tipo. Le critiche sono legittime. Posso non condividerle e non apprezzare determinate cose, lo dico, così come qualcuno potrà farlo sul mio intervento ecc. ecc.

A TP dico di continuare a scrivere se sta perseguendo una sua linea 'editoriale' specifica o comunque di continuare a fare quello che cazzo gli pare senza farsi scoraggiare dalle critiche perché quelle qualunque cosa tu faccia ('tu' in generale') ci saranno sempre.
BËL (03)
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Stanlio: Quoto al 101% "Solo che poi magari ti vai a sentire dei dischi che dicono esattamente quelle stesse cose che secondo voi sarebbero senza pudore... " sapevatelo!
Stanlio: p.s. ehm, il resto lo quoto al 100%...
algol: Già. O dei libri. Peccato che non siete né Nick Cave e neanche penne di un livello decente. C'è modo e modo per affrontare certi argomenti. E luogo e luogo.
Geo@Geo: Soto, se qualcuno definisse uno stronzo chi chiede aiuto financo a una rubrica, sarebbe lui lo stronzo e infatti non è stato scritto così: le parole hanno un peso, impariamo a darglielo una buona volta e nes qua sotto mi ha dato l'idea giusta...
omahaceleb: Scusa soto, ma hai preso una cantonata clamorosa, almeno per quel che mi riguarda. Vado di frettissima e scrivo di getto, spero che sa tutto chiaro cosìi com'e viene. Non è una questione di temi opportuni o meno, vatti a riguardare quel che ha scritto ThorsProvoni di recente. Gli scritti di questo utente non hanno capo né coda, tu lo hai capito qual è l'oggetto specifico di questo testo? Sarei curioso di capire quale dibattito suscita questa fanghiglia limacciosa, davvero, visto che è l'autore stesso a dire che non intende trattare dell'accanimento terapeutico. Poi, riguardo ai contenuti e a come sono stati espressi, mi ripeto, sarei interessato a come tu li hai recepiti. Non ti sembra ridicola la storia dei tibetani? Ma che madonna è sta roba? Applicata poi non al sentito dire, non a Welby o un altro personaggio di dominio pubblico, ma a tuo padre. Ma che cazzo state dicendo, davvero? Egocentrismo, antipatie, ma pensate che quando un si mette davanti al computer per scrivere un commento abbia la stessa vostra voglia di attirare casi umani? Tu, sinceramente, hai colto un nesso logico che tra la tribù tibetana e quelle dodici righe in cui racconta dell'agonia di suo padre? Ma poi, tu offriresti così di buon cuore alla massa anonima di utenti che passano, da qui ai prossimi quindici anni sul sito, l'esperienza degli ultimi giorni di tuoi padre che muore, narrata solo per ricavare un po' di calduccio da quei tre o quattro utenti che ti dicono "ci sono passato, ti sono vicino, ora sì che sei un uomo fatto e finito?". Dico, scusa la mole di interrogativi, ma credi in cuor tuo veramente che il gioco valga la candela? sputtanare la morte di tuo padre per guadagnare una pacca sulla spalla. Contenti voi, che vi devo dire. Comunque io ho cercato di argomentare lassù, c'ho altro da fare che provare antipatia per un nickname.
algol: il rimando ad un'esperienza così intima, in questo modo scomposto e su un sito come questo lo trovo un "tema inopportuno". Tralaltro, come nell'altra porcheria scritta contro Testimoni di Geova, l'autore si guarda bene dal rispondere alle argomentazioni che gli vengono rivolte. Specie quelle più intelligenti. Evidentemente il fine ultimo è trollare, comincio a pensare (e lo spero per lui perchè altrimenti siamo innanzi a un minorato mentale) che si tratti di un provocatore che abusa di questi spazi e della tolleranza di chi li rende possibili.
omahaceleb: massì, secondo me è zaireeka
zaireeka: @[omahaceleb] ecco si, ora ricordo. Grazie di avermelo ricordato. Ho ritrovato me stesso!
omahaceleb: @zaireeka è un bene che tu ti sia ritrovato. Non lasciarti scappare, un così buon partito non si trova tutti i giorni.
nes
nes
Qualcuno qui scarica e- book compulsivamente come io scaricavo misica? Ho bisogno di lui, si faccia vivo.
BËL (00)
BRÜ (00)

MikiNigagi: Io io dimmi
Stanlio: beh dipende da cosa intendi compulsivamente, intanto me ne sono scaricato poco più di ehm, 500 negli ultimi 38/39 mesi circa e ne ho letto nello stesso periodo una quarantina forse...
nes: Cerco: Con Tanta Benzina in Vena di warren ellis (ovviamente in italiano) riuscite a recuperarmi un download?
omahaceleb: @nes, questo è il mio sito: ebooks.sohuvv.com.
Stanlio: approfitterò anch'io del sito suggerito da omahaceleb che ringrazio e spero di cavarmela con tutto quell'inglese a scaricare qualcosa in italico
Aliosha: in italiano io li trovo quasi solo su tntvillage. Sennò in altre lingue su piratebay e bookzz.
MikiNigagi
Un sito che si autoregola non è un sito privo di regole.
Una regola sempre vigente è quella del buonsenso.
Metti caso che sono un nuovo utente. Ho un criceto. Mi piace osservarne la routine, quando ho tempo, e prendere degli appunti. Se vi sottoponessi questi appunti, in forma di una serie di editoriali, troverei magari un paio di utenti appassionatissimi di criceti che si mostrerebbero interessati, mi spronerebbero a continuare. Continuerei a scrivere di criceti e ci sarà sempre un amico dei criceti che mi dirà «oh fratello non ti curare di quello che ti consiglia di andare a parlare dei criceti nei forum per criceti, perché a me i criceti piacciono!».
Non ti sembrerebbe che fare quest'uso e s c l u s i v o di un sito di «Recensioni scritte da chi vuole» rappresenti un abuso? Una privazione di spazio a utenti che il sito lo sfruttano e vi contribuiscono propriamente, e intendono approfittare degli editoriali per esprimersi oltre i vincoli della recensione?
Non sembrerebbe una provocazione? E da che pulpito poi, visto che sarei uscito dall'uovo di pasqua ieri? @[sotomayor]
BËL (02)
BRÜ (00)

Stanlio: troiate, uno può pure scrivere di criceti una volta e va bene mentre uno che continui imperterrito a scrivere di criceti non va un cazzo bene
MikiNigagi: troiate, uno può pure scrivere del proprio ego una volta e va bene mentre uno che continui imperterrito a scrivere del proprio ego non va un cazzo bene
MikiNigagi: Devo farti una rassegna degli editoriali di thorsprovoni, o provvedi da te?
MikiNigagi: Che poi, se ho scritto quel che ho scritto, segno evidente che troiate non sono. Se volevo scrivere troiate, scrivevo "troiate".
Stanlio: e perchè mai? tu non lo leggere se la vedi così, scusa sai ma se io so che uno scrive solo di criceti/proprio ego quando me ne accorgo magari glielo faccio anche presente ma poi smetto di leggerlo e pure di andare a commentarlo ogni qualvolta
MikiNigagi: Non è questione di "se la vedi così", non è uno scambio di vedute. Non è interessante, in questo momento, che a te piacciano i criceti, e a me no. Ribadisco: «Non ti sembrerebbe che fare quest'uso e s c l u s i v o di un sito di «Recensioni scritte da chi vuole» rappresenti un abuso? Una privazione di spazio a utenti che il sito lo sfruttano e vi contribuiscono propriamente, e intendono approfittare degli editoriali per esprimersi oltre i vincoli della recensione?
Non sembrerebbe una provocazione? E da che pulpito poi, visto che sarei uscito dall'uovo di pasqua ieri?».
Stanlio: Non so da dove sei uscito ieri e non me ne fotte una sega, e ti rispondo: no non mi sembra un abuso, di spazio ce n'è quanto basta per scrivere e se hai qualcosa che non riesci a scrivere per mancanza di spazio fallo presente agli amministratori.
Stanlio: dimenticavo, marò che sonno, buonanotte e alla prochaine fois...
MikiNigagi: Inoltre, io sono un editor/lettore di Debaser. In una certa misura, far sì che il sito venga usato propriamente, mi riguarda. Da lettore non ho solo dei gusti, ho anche delle necessità. Se leggo una rivista di automobilismo, ad esempio, ho la necessità di trovarci articoli che riguardano le automobili. Ci ho speso dei soldi, magari sono abbonato: non mi andrebbe che ad un tratto le vicende personali di uno scrittore a tema ricette di cucina anni ottanta prendessero il sopravvento sugli articoli che riguardano le automobili. Tu, che sei liberista, mi diresti «ehm comprane un'altra no?». Ma cazzo, a me piaceva proprio quella. Mi impegno perché continui a rispondere alle mie necessità e (occhio qui) io no, non sto limitando la libertà di nessuno: perché le riviste di cucina francese, nelle quali uno scrittore possa raccontarsi, esistono. E quelle no, non le leggo.
Non ho speso soldi, non sono abbonato a Debaser, ma ci ho speso energie, ore di lettura e scrittura.
MikiNigagi: Stanlio, hai evidentemente sonno e non capisci più il magico potere dei condizionali, se mi dici «Non so da dove sei uscito ieri e non me ne fotte una sega». Però sei un vero duro, bravo. Ti ringrazio anche per avermi autorizzato a far presente qualcosa agli amministratori. Buonanotte, ragionaci con calma.
algol: Io inviterei voi editor a qualche scelta "coraggiosa" . Siete editor ? Si, e allora dettatela un minimo di linea. Certe proliferazioni onanistiche o di basso livello possono benissimo vedere la hp per il tempo necessario della rimozione. Prima era preventiva, andrebbe benissimo anche a posteriori. Per i motivi che hai lucidamente espresso. Non è bello vedere il sito ostaggio di utenti che si impongono con le loro derive onanistiche
MikiNigagi: Per il momento, non credo ci sia bisogno. Sono giocattoli che si rompono da sé in fretta. Spesso basta un dissenso ben argomentato. La censura mi sta antipatica, e soprattutto mi starebbe antipatica qui (sono uno di quelli che chiedono il ritorno degli anonimi, figurati) e penso sia una misura estrema.
MikiNigagi: Poi delle distinzioni vanno fatte. Se un utente contribuisce in vari modi, allora le seghe può anche farsele, ogni tanto, secondo me. Spesso è volentieri buzzin/
Alfama mi stucca, a volte intuisco l'andazzo ed evito proprio di leggere. Ma è uno che in generale dà il suo contributo, perciò in generale non lo scoraggerei dallo scrivere ed eviterei di creare tensioni. A volte l'ho punto, ma comunque mezzo scherzando.
MikiNigagi: Stesso discorso vale per il compagno xavier @[sotomayor].anch'io ho trovato il suo ultimo editoriale ridondante. Ma che gli vuoi dire, visto il contributo che dà? Gli ho giusto suggerito di dilazionare gli scritti (una volta erano i nani ad occuparsene) e buona così.
MikiNigagi: Arriverà sempre e comunque qualcuno a parlare di antipatie. Ma quali antipatie, caz. Per quanto ne so, thorsprovoni potrebbe essere mio zio.
MikiNigagi: Un ulteriore chiarimento, perché dai miei esempi potrebbe non essere chiaro. Non si parla di temi opportuni e temi inopportuni. Non contesterei a un genitalgrinder, a un hellraiser la monotematicità. Si parla proprio di categorie testuali adeguate. In questo senso, ha già detto Omaha nel suo commento.
algol: clear
algol: speriamo sia chiaro anche ai destinatari di questo tuo chiarimento. Io ne dubito. Una puntualizzazione, non parlerei di censura. Si tratta semplicemente del perseguimento di un minimo di linea editoriale finalizzata ad evitare scritti brutti, fuori luogo, eccetera. Qualcosa di legittimo e che prima esisteva senza che il sito fosse un covo di soppressori della libertà di espressione. Che, per l'appunto, non significa fare quel cazzo che si vuole a prescindere.
Stanlio: dear MN mi fa piacere d'aver contribuito a suggerirti qualcosa di utile da far presente qualcosa agli amministratori e tornando a bomba dopo una notte che ha portato consiglio, sono d'accordo con varie cose esposte da te algol, heartshapedbox ecc. ma anche con diverse cose esposte da sotomayor e lo stesso TP qui incriminato, non starò a puntualizzarle, però credo che qui sul DeB ci sia posto per il bello e per il meno bello, per il privato se qualcuno lo vuole rendere pubblico è una libera scelta, magari come qualcuno ha suggerito può evidenziarlo all'inizio dello scritto così chiunque è libero di andarselo a leggere o saltarlo e leggersi qualcos'altro, e se a uno viene voglia di scrivere di musica, film, libri, quadri, poesie, editoriali vari con una montagna di ego riferimenti, trovo giusto che lo possa fare, poi se qualcuno si sente offeso nel pudore o altro, lo fa presente e se ne discute come sopra è avvenuto, nessuno ha il giusto metro e in questo modo ci si confronta senza limitarci a vicenda, poi non so forse non ho capito un minchia ma io la penso così e ehm, ai postumi l'arida sentenza...
sotomayor: Leggo solo ora i commenti che mi chiamano in causa sulla vicenda. Non ho niente da aggiungere sinceramente. Qui sembra che ogni questione sia per forza qualche cosa di personale, ma io non ho francamente niente tanto contro Thors Provoni quanto contro Miki Nikagi oppure per dire Venusiano Sarcastico. Penso che tutti possano adoperare il sito come gli pare nei limiti che sono imposti da G e da chi si occupa dell'editing (perché è chiaramente una persona chiamata da G a lavorare come suo collaboratore). Poi chiaramente quello che uno fa può piacere oppure no. Personalmente posso dire che questa è stata l'ultima volta in cui sono entrato e entro nel merito sulle questioni diciamo amministrative e editoriali di DeBaser: non sono e non sono mai stato editor, non sono bravo gestire me stesso, figuriamoci a dire cosa devono o dovrebbero fare gli altri. Penso che lo strumento degli editoriali avrebbe potuto rivitalizzare il sito e che qualcuno abbia provato ad usarlo in questo senso e non mi riferisco solo a me stesso. Prendo atto che non piace. Ma a me piacciono ancora molto di meno determinati toni e non mi piace giocare molti contro uno e non mi piace avere discussioni sul web, mi piace ancora meno che avercele vis-à-vis perché sul web in generale non sei proprio costretto a farlo e io ho così tanti casini che ci manca solo questo. Sono qui per 'divertirmi' e perché mi piace scrivere di musica. Stop. A tale proposito, come ho già avuto modo di dire, G non mi ha mai detto che se scrivo troppe recensioni è un problema e non mi pare che questo sia più o meno autoreferenziale che scriverne poche oppure nessuna ma in ogni caso non me ne importa nulla perché per quanto mi riguarda ANCHE SE NON SONO NICK CAVE mi va benissimo così e mi piace scrivere quello che mi pare e penso di avere qualche cosa da dire e quindi continuerò a farlo.
algol: E neanche Bukowski. Per dire che si può affrontare qualsiasi "impresa letteraria", è lecito. Quanto il mio diritto di lettore di trovare quel che leggo contorto, fuori luogo, scritto male ai limiti dell'illeggibile, autoreferenziale, ricolmo di luoghi comuni, privo di spessore. O viceversa. A prescindere da chi sia l'autore. Poi, se e quando, G deciderà di regolamentare l'uso di certi spazi cercando di filtrare approcci sproporzionati o scritti brutti ci adegueremo. Fino ad allora liberi tutti, di scrivere in un range tra le puttanate e opere più curate e di esprimere i propri pareri di conseguenza.
algol: Non ti piace avere discussioni sul web e scrivi ogni 5 minuti su qualsiasi cosa. Non solo di musica, non prenderci per il culo. Oppure carissimo ... mettiti d'accordo con te stesso.
sotomayor: Non prendo per il culo nessuno francamente. Non lo faccio mai perché non mi considero più furbo di nessuno e neppure di te: questo te lo sto dicendo con tutta la sincerità che possiedo. Il resto, se permetti, sono problemi che riguarderebbero me e solo me nel caso, quindi sarebbero materia autoreferenziale, onanistica diresti tu, che di conseguenza non potrebbe neppure essere argomentata in nessun modo su questi spazi per non ferire la sensibilità altrui... A meno che io non fossi Bukowski ovviamente.
algol: Più che ferire direi "urtare". Ma continuiamo a fare quel cazzo che ci pare. Au revoir
omahaceleb
Ah, un'altra cosa poi la chiudo qui. Qualcuno ha sollevato due cose che vale la pena di sottolineare lassù, non ricordo bene chi, ma credo Aliosha. La spettacolarizzazione della vita e la morte come rimosso collettivo. A parte il dubbio fondamento di tale rimosso, che puzza di psicanalisi a cento are di distanza, resta sorprendente che il rimedio alla lontananza dalla morte sia la pubblicizzazione della morte stessa. E non come "diretta streaming" dai funerali di mia nonna Gertrude, attenzione; testimonianze di seconda mano di utenti, della cui attendibilità ci dovremmo fidare, e di conseguenza - perché è una conseguenza, no?- commuovere. E da notare che non c'è altra dignità nello scritto, oltre a quella pretesa autenticità dal vissuto di Thors Provoni. L'editoriale infine si regge sulla buona volontà di condividere degli utenti che scrivono col cuore in mano e sull'opinione di voi anime belle, che avete storie da raccontare e fantasmi personali da esorcizzare.
BËL (03)
BRÜ (00)

algol: fa sempre piacere scoprire nuovi utenti la cui lucidità colpisce. Direi che è l'unico valore aggiunto di questa porcheria di editoriale.
perfect element: Perchè accosti questo editoriale ad una porcheria?
odradek: @[algol] Nuovi utenti? Omahaceleb è tutt'altro che nuovo, passa di rado. E allora ne approfitto per salutarlo. Ciao @omahaceleb
algol: so che è "storico". Nuova è la mia percezione, non ci siamo incrociati spesso in precedenza. Nuovo il mio apprezzamento.
odradek: Si, è che sono un fan di Omaha, I'm sorry
Aliosha: "..resta sorprendente che il rimedio alla lontananza dalla morte sia la pubblicizzazione della morte stessa". La publicizzazione é parte della comunicazione moderna, quindi é un passaggio abbastanza inevitabile nel mondo di oggi secondo me. Poi certo un approccio intimo e vero con una morte che non sia trattata come qualcosa di scabroso sarebbe meglio.
algol: @[odradek] , ora siamo due fan di omaha :-)
omahaceleb: oh @[odradek] ciao! un abbraccio. @algol ciao è vero, abbiamo avuto poche occasioni per chiaccherare io e te. Però se noti bene, corsi e ricorsi storici, di solito ci troviamo sempre a parlare di produzioni intestinali.
algol: spero di incrociarti più spesso ... magari scrivo un bell'editoriale sulla cacca :-)
perfect element
Chiunque dovrebbe poter decidere quando e come morire.
BËL (02)
BRÜ (00)

ThorsProvoni: Non sono daccordo sul 'quando' (posso?) ma sul 'come intavolerei' volentieri un discorso. Potendo.
perfect element: Il quando ed il come spesso si intersecano, nostro malgrado. I modi ed i tempi della dipartita devono rimanere un fatto squisitamente personale. Ricordiamoci che ognuno muore solo.
ThorsProvoni: Il morire è un'istante tra un prima e un dopo, in un continuum temporale. Il momento in cui faccio i conti con la mia coscienza senza poter più fingere. Questo almeno dal mio punto di vista. E forse è la cosa che separa un credente da un non credente. Naturalmente è tutto una scommessa, basata sui dati che ognuno vuol portare quando valuta quanto mettere sul piatto.
perfect element: Ciò che separa un credente da un non credente o da un agnostico è che si creda o meno al fatto che la vita sia nelle mani di un Creatore. Ecco, io semplicemente non lo credo.
ThorsProvoni: Esatto! L'agnostico, tuttavia, colui cioè che si è astenuto dal dare un giudizio perché non ha avuto modo di soppesare la questione con una verifica razionale, si troverebbe a dover temere il punto della morte, a differenza dell'ateo che ha stabilito (in base a suoi ragionamenti) che quello è il punto di non ritorno della vita.
ThorsProvoni: Questa risposta può non avere a che fare con la discussione, qualora capissi di cosa si sta parlando. Mi rifaccio solo al link di @[Stanlio] qui sopra. Una società in cui un politico (ma anche un semplice cittadino) per prendere una decisione deve aspettare di sapere cosa dice un capo religioso (fosse pure testimonediGeova o il gran mufti) è una società che non sa pensare, in cui è più facile delegare e poi dare la colpa all'altro. Detto fuori dai denti: non c'ha le pa**e. E lo dico soprattutto per una società che si dice cristiana, perché chi è cristiano (cattolico o meno) dovrebbe avere una propria idea delle cose e del mondo che gli viene dalla sua fede. Sempre che sia veramente cristiano. E lo stesso vale per chi non è credente: di chi mi dice 'ma che discorsi sono questi' io ho paura. Perché è qualcuno che non vuol affrontare la realtà e continua a vivere nell'iperuraneo. Poi pensate pure quello che volete, così come io penso quel voglio io...
odradek
@[G] Leggesti la mia risposta a un tuo commento, riguardo "la qualità in emersione"? Che ne dici?
BËL (00)
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Hank Monk
Forse gli editoriali dovrebbero essere gestiti "come prima" (ah, come era bello una volta)...nel senso. Uno alla volta e filtrati dagli editor.
Su come dovrebbe essere un editoriale non so.
io per lo più ho mandato roba che parlava dei cazzi miei, ma considerando che quando penso a me di risposte non me ne vengono alla fine li usavo principalmente per porre domande.
Oppure ho scritto racconti.

Quindi proprio devo solo tacere...però effettivamente a differenza delle rece, dove anche se uno parla dei cazzi suoi alla fine il tema diventa per forza (anche se solo nei commenti) il disco nell editoriale si può (giustamente) parlare di tutto e quando si vuole.
Quindi solo per questo sarei d'accordo nel renderli un minimo filtrati.

Ma alla fine vale poi sempre la regola che puoi non leggere.
SIPUO'DIREDINO
BËL (03)
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MikiNigagi: Tu sei anche uno che scrive recensioni, le legge e le commenta. È ben diverso.
Il discorso comunque non è sull'essere liberi di non leggere. Cioè, voglio dire, grazie al cazzo che sono libero di non leggere. Il discorso è che un'utenza completamente votata a fare un uso inappropriato, per quanto in alcuni casi concesso, del sito, non è ammissibile. Se si supportasse questa linea bloggistica, se poi questa linea attirasse nuovi utenti che la seguissero, diventeremmo un Facebook in cui ognuno, nel suo status, racconta della sua visione di Dio e della sua giornata al mare. Sarei ancora libero di non leggere più Debaser, certo. Ma che libertà del cazzo sarebbe?
Hank Monk: ma infatti sono d'accordo e reputo che la cosa migliore sia che questi editoriali siano filtrati COMEPRIMA.
Ad esempio, l'editoriale in risposta all'editoriale mi sembra eccessivo. Lo si casserebbe e se ne parla nei commenti.
Se è appena uscito un editoriale sull'uso impropio di ortaggi falloidali magari verrebbe "respinto" un successivo editoriale che volesse affrontare l'argomento da un punto di vista fruttifero.
algol: un minimo di filtro sugli editoriali ci vuole. Questo spazio sta diventando imbarazzante. L'ho scritto anche prima. E non sarebbe censura.
algol: non ci voleva il mago di Segrate per vaticinare questa deriva. Già l'utente medio dell'ultima ondata usa a sproposito anche la recensione musicale (i flussi autoreferenziali con il flebile appiglio dell'opera), figuriamoci a fornirgli una bacheca dove poter dare libero sfogo alla propria voglia di apparire.
ThorsProvoni: Prima di cominciare a scrivere qui su DeBaser ho fatto un po' il giro degli editoriali scritti da altri per sapere fin dove potevo arrivare e cosa potevo scrivere. Quindi se ho scritto questo e altre cose, è perché evidentemente poteva essere in linea con le cose che avevo letto. Me ne viene in mente uno solo e ve lo linko, ma solo come esempio di quello che c'era già da anni fa' su DB (e per rispondere a @[MikiNigagi] quassù: "Se si supportasse questa linea bloggistica ... diventeremmo un Facebook in cui ognuno ... racconta della sua visione di Dio e della sua giornata al mare."). Cesenatici pensieri 2014
algol: vedi Provoni. Quell'editoriale era uno spunto di riflessione sull'utilizzo indiscriminato dei tatuaggi. Fatti così per fare, in maniera divertita, e per alcuni utenti divertente, concetto a te avulso. Un pò quello che fai tu su questo sito, scrivi, così per fare. Male, e argomentando su eventi privati e di importanza tale da meritare ben altra profondità, capacità espositiva e contesto. Come ti hanno fatto notare altri utenti. Il mio era uno scritto leggero, fu scelto dagli editors in uno spazio appositamente dedicato per riflessioni diverse dalla recensione. Ne troverai a decine dello stesso tenore, nessuno onanistico come le tue vacue esibizioni.
algol: peraltro unico editoriale da me scritto. A dimostrazione che non sono qua ad usare il sito per fini meramente autoreferenziali, come te ed altri fanno senza remore. Temo che queste sottigliezze siano troppo raffinate per un carro agricolo dell'esposizione come te.
MikiNigagi: Recensioni scritte da algol algol e le diciassette recensioni che ha scritto. Per non parlare di contributi in generale, musicali e non. Tra questi, un editoriale. Ho già affrontato il discorso, non vorrei ripetermi.
ThorsProvoni: E io ripeto che il mio era solo un esempio di quello che ho trovato su DB quando cercavo di capire di cosa si potesse parlare in un editoriale e di cosa no. E anch'io non vorrei ripetermi.
MikiNigagi: Non c'è bisogno che ti ripeta, perché continueresti a sbagliare.
ThorsProvoni: ... punti di vista. Io non posseggo la verità assoluta e quindi inerrante, lo so, ne sono cosciente. E meno male, altrimenti sarei un animale da circo (almeno finché terranno gli animali nei circhi)
MikiNigagi: Nessuno ha parlato di verità assolute, che gli animali da circo comunque non possiedono. Parlavo invece di un'evidenza, una verità contingente.
ThorsProvoni: sarebbe "un'evidenza, una verità contingente" se tutti qui sopra avessero espresso un parerte unanime. cosa che, mi sembra, non sia successo. Se mi dici che tu la pensi così, allora sono d'accordo con te.
MikiNigagi: Non mi appellerei al giudizio unanime in un mondo in cui esistono ancora, davvero, i terrapiattisti.
ThorsProvoni: Perfetto! quindi non parliamo di 'evidenza' e verità contingente', visto che, a ragione o a torto, ognuno ha la propria idea.
MikiNigagi: La Terra resta un ellissoide.
ThorsProvoni: In una geometria euclidea, che è quella che ho studiato anche io, sì, siamo perfettamente d'accordo.
nes: secondo me si potrebbe togliere la menzione "editoriali" e piazzarne un'altra, tipo "parole in libertà" o, come già suggerii: "Effetti Collaterali".
nes: dicitura, non menzione; scusate, sono mediamente disintegrato...
nes: E comunque, come insegna Matrix, la terra non esiste.
Stanlio: se è solo per questo, nulla esiste e al nulla ritorneremo...
ThorsProvoni: Se nulla esiste, non torneremo da nessuna parte, perché... non esistiamo. Ma la cosa non mi è chiara, visto che ci stiamo accapigliando da una settimana
Carlos
Letto l'editoriale. I buddhisti mi sono sempre stati sulle palle, figuriamoci quelli del Tibet. L'unica volta che ne ho apprezzato uno è sulla copertina dell'omonimo dei Rage Against The Machine, anche se questi ultimi sono dalla sua parte. Io invece da quella dell'estetica e quella copertina è veramente fika. Per il resto sottoscrivo la schiettezza di @[omahaceleb] . Viva la rappresentanza, almeno per oggi.
BËL (02)
BRÜ (00)

omahaceleb: @[Carlos] ciao bello! ed era un gran disco quello dei Rage.
Stanlio
Letto e riletto l'editoriale. I buddhisti non mi sono mai stati sulle palle, figuriamoci quelli del Tibet. Per il resto sottoscrivo la schiettezza di ThorsProvoni . Viva la figa, anche per oggi.
BËL (00)
BRÜ (00)

MikiNigagi: Sei un eversivo vero, un gran pensatore non allineato.
Stanlio: Grazie MiNi, lo prendo come un raro complimento... xD
luludia
a me sto editoriale non piace, ma chi se ne frega!!! vivo lo stesso anche se lo vedo in home...però, puttana miseria, se davvero non ce la fate a sopportarlo sommergetelo di brut e fatelo sparire, che quella è una strada, l'altra strada è filtrare...tutto il resto -anche il tentativo di rieducazione tentato dai gentili editors- son solo chiacchiere...io per me sarei per pubblicare tutto, ma fate vobis...
BËL (01)
BRÜ (00)

algol: per caso sei mai transitato dal deb quando TUTTO era filtrato dagli editors ? ... mi sa di no.
MikiNigagi: C'è una via di mezzo tra una questione di vitale importanza e una completamente indifferente. Una via di mezzo molto graduata, peraltro.
MikiNigagi: C'è anche una differenza tra le sole chiacchiere e quello che si è detto qui.
Ma se con "solo chiacchiere" intendi dire il discutere senza l'agire, allora tieni conto che questa discussione era preliminare al segnalare come "abuso" i casi come questo, senza dare ulteriori spiegazioni. Proprio perché siamo gentili, come dici tu, cerchiamo sempre di mediare.
nes
nes
Ok, ho letto l'editoriale fino in fondo (prima m'ero fermato al cybook e m'ero distratto) Dare dignita' alla morte e alla strada di sofferenza che vi ci porta e' il piu' grosso privilegio che il personale ospedaliero ha in mano. Rianimare un paziente e' una procedura utile (ma vah???) che gonfia l'ego; far morire sereno un malato e' eroico.
BËL (03)
BRÜ (00)

Geo@Geo: E dire che mi parevi distratto: commento ben contestualizzato;)
Taurus
Generalmente non sono solito andare a cercare gli editoriali. Ma visto il gran polverone, ero quantomeno curioso di leggere tutto, scritto e commenti posteriori. Dico due cose: 1) Debaser non è Facebook in cui ognuno ha la propria bacheca e ne fa l'uso che vuole 2) Secondo me piuttosto che censurare, cosa veramente odiosa, si potrebbe pensare di dettare un vademecum per gli editoriali, in modo che questa estrema libertà, se si vuole, possa essere contenuta a priori. Perché al momento mi pare che il concetto di editoriale si molto vago e si presti ad essere un grande calderone.
BËL (01)
BRÜ (00)

ThorsProvoni: Benissimo! Quel che chiedo anch'io: chiarezza! Come ho gia detto sopra, prima di cominciare a pubblicare editoriali ho fatto un giro per le varie pagine e mi sono fatto un'idea di cosa era già stato fatto.

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