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La lista d'ascolto



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Compagne e Compagni del Comindeb devo annunciarmi che oltre a rappresentare l'unica avanguardia de-rivoluzionaria, che ci permette di rivendicare le nostre origini e le nostre prospettive politiche attraverso menzioni che riconoscano il valore popolare e socialista degli artisti presi in considerazione nel sito, da oggi grazie all'intervento del leader maximo G, chavista convinto, possiamo finalmente assegnare anche la menzione negativa "In Siberia!" per screditare i nostri avversari e smascherare falsi comunisti e infami nemici del popolo. Usate bene le vostre armi!

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NAB(m-l) |    Comindeb
TROPPO TEMPO

Da troppo tempo la discussione latita su questi lidi del Comindeb. Come diceva il Grande Timoniere con parole più alte delle mie, i reazionari hanno interesse a propagandare ideologie, religioni o stronzate idealistiche per mantenerci nell'ignoranza e nella fede di una realtà fissa e immutabile, che fosse dentro al mondo o al di fuori di esso. E così tra chi pensa alla Scienza come un dogma capace di spiegare tutto e di migliorare la nostra vita di per se stessa e tra chi decide di saltare sulla ruota tanto di moda del cazzo di Samsara o di qualche altro credo del cazzo, in questi tempi di crisi Noi ci troviamo in minoranza. Ma queste crisi degli ultimi, il nostro arrancare, questo ridicolo quasi-nulla di un virus che paralizza il nostro sistema e anche i nostri nervi quando addirittura non abbatte alcuni di noi ci dimostra che abbiano sempre avuto ragione. Magra consolazione in certi momenti come questo. Il 25 Aprile di per se stesso, nella sua natura, anche lui è dialettico e contraddittorio. Divide la società e unisce i cuori di molti che magari nemmeno tra loro però sono d'accordo. Perché in questa data c'è la rabbia di molti per ciò che si vive in questo mondo di merda, ma si rivive anche la gioia di una libertà non più condizionata per un ISTANTE dall'oppressione di qualcuno o qualcosa. È il movimento forse l'unica nostra fede. Il movimento di questa unica e sfaccettata materia che attraverso se stessa ci fa apparire le forme dello spazio e del tempo che ormai modifichiamo e arrucchiamo con le nostre mani in un continuo susseguirsi di messa in pratica e di ritorno alla teoria. Non credo nel progresso come non credo nel tempo ciclico, ma sappiamo che tutti che fanculo Dio, qualsiasi cosa essa sia, la nostra libertà sta nelle nostre mani e anche una volta conquistata non ci si potrà fermare in un socialismo mondiale. Niente resterà mai fermo, nemmeno la Nostra Utopia, se mai la realizzeremo. Buon 25 Aprile a tutti. io ero sandokan


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NAB(m-l) |    Comindeb
Comunicato No.1 dal NAB ai membri del Comindeb: Per le varie risoluzioni numerare e proporre negli spazi appositi per i commenti qui sotto con ordine e moderazione. Come le regole del marximo-leninismo i problemi in seno al Popolo non vanno trattati come i problemi tra il nemico e noi. Tra noi deve vincere la pace e la comunicazione, ma soprattutto la disciplina. Se tutti manterranno questi impegni e i propri compiti, i nostri obiettivi saranno raggiunti con la maggiore efficienza possibile. Il nostro obiettivo è combattere attraverso la dialettica marxista all'interno di Debaser in modo da proporre contenuti ideologicamente idonei e screditare inutili o provocatori formalismi. Solo istruendo il proletariato di Debaser ai principi del marxismo-leninismo potremo conseguire importanti vittorie nella liberazione del sito e del Web dai gioghi gerarchici che sbarrano la strada all'avvento di una nuova e futura umanità.

enbar77
enbar77 |    Comindeb
Compagni carissimi, sperando di fare cosa gradita, vi invio il link del sito internet che sono riuscito a materializzare dopo 7 anni di lavoro e di ricerche: la storia illustrata della "Grande Guerra Patriottica". Non potendola pubblicare su carta stampata per l'altissimo numero di immagini (oltre 9.000), mi sono servito del web con le dovute premesse cautelative. Tutto ciò che dovrei e vorrei raccontarvi è indicato nelle pagine del sito. Se lo stesso avrà fortuna spero di scoprirlo insieme a voi nel tempo. Ecco il link, vovcccp1939-1945
Sono a disposizione per qualunque pertinenza. Do svidanija tovarish!

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NAB(m-l) |    Comindeb
Diamo il nostro benvenuto al compagno @[kloo] Dopo anni questo è ancora l'unico gruppo che si arricchisce di nuovi elementi. La luce di Verità del Materialismo Dialettico è troppo forte per non esserne sedotti. Avanti verso il De-Socialismo!

lector


Germano Nicolini (comandante Diavolo) 26 novembre 1919 – 24 ottobre 2020
Addio Comandante.

Carlos
Carlos |    Comindeb
"Noi atei riteniamo che se un uomo ha un peso, debba sopportarlo meglio che può. Se si lascia schiacciare da quel peso, tanto peggio per lui. Invece, un cristiano va a piagnucolare dal suo Dio o dai suoi santi. O, se questi non lo aiutano, dai suoi nemici: trova sempre una schiena su cui scaricare il proprio fardello." Ethel Lilian Voynich

iside
iside |    Comindeb
cambiamo immagine del gruppo? Diaframma: Siberia


iside
iside |    Comindeb
quello che i "nostalgici" dimenticano è che dalla primavera del 1943 l'Italia venne occupata militarmente dai tedeschi e di come la loro "mitica" RSI fosse solo un governo fantoccio. e taccio sui militari italiani internati nei lager tedeschi e sulla posizione politica tenuta dal pelato nei loro confronti. eppoi loro, i nostalgici, si dicono "nazionalsti". a quel punto ogni uomo poteva decidere da che parte stare della linea gotica CSI, Linea Gotica


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NAB(m-l) |    Comindeb
Accogliamo con colpevole ritardo (ovuto allo sfruttamento della nostra forza lavoro da parte del Capitale) il compagno @[JonatanCoe] . Wilkommen de-socialisti. Балет тв ГДР.Фридрихштадтпалас.1977 Friedrichstadtpalast tv DDR


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Pillole della NOSTRA Storia (13)

"Io, tutto; il resto, nulla: ecco il dispotismo, l'aristocrazia e i loro sostenitori.
Io, è un altro; un altro, sono io: ecco il regime popolare e i suoi sostenitori.
Dopo di che sta a voi decidere"

Nicholas de Chamfort

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Pillole della NOSTRA Storia (12)

"Questa mattina la Sava si versa nel Danubio. Il Danubio nel Mar Nero. Il Mar Nero nel Mediterraneo. Il Mediterraneo nell'Oceano Atlantico e tu ancora non sai cosa fare di te stesso."

Dusko Radovic

(poeta, scrittore, autore di programmi radio-televisivi jugoslavi, tra cui "Beograde, dobro jutro!" - Buongiorno, Belgrado! - durante il quale, ogni mattino, salutava il proletariato con i suoi aforismi)

Carlos
Carlos |    Comindeb
A poco meno di un giorno dal corteo di ieri vorrei porre una questione a cui capisco non partecipiate soprattutto in questo contesto virtuale e vi capisco perfettamente, ma ora come ora me ne fotto altamente e scrivo. AL CORTEO DI IERI PER L'OMICIDIO DI ABD EL SALAM: Duemila persone, la maggior parte lavoratori e sindacati USB (figuriamoci se la padronale CGIL aderisce) e per il resto generici compagni. Poche considerata la gravità della situazione: l'assassinio di un lavoratore. Non pochissime considerato che è successo giovedì. Principalmente c'era rabbia. Tanta, tantissima rabbia, ma decisamente repressa, forse troppo. Ergo per cui si può ridurre la manifestazione a una semplice sfilata per Piacenza, perché qui, piaccia o meno, ci sono in gioco tante vite, non solo quella di chi è stato ammazzato. Come Abd El Salam ce ne sono tantissimi, che rischiano non solo il posto di lavoro, ma pure di non poter riuscire a sopravvivere. E adesso, a quasi un giorno dal corteo, pacifico e abbastanza tranquillo a conti fatti, chi ne parla?! Solo in rete, scrivendo le solite parole chiave, di articoli e/o video sul corteo ce ne sono pochi e devi cercarli. Ne trovi di più sul giorno precedente alla manifestazione, in cui si avvisavano gli automobilisti del traffico chiuso e di non lasciare le macchine lungo il corteo, o in cui si diceva ai commercianti, occhio alle vostre attività che ci sono possono essere gli """infiltrati""" violenti, eh già. Insomma, nel mondo liberale, dei diritti per tutti, se ammazzano una persona in un contesto politico, che mette in luce le contraddizioni del sistema stesso del lavoro e del capitale, e fai un corteo PACIFICO è già tanto che ti scrivano le rivendicazioni della tua protesta. Se PERO', come sbirri, padroni e autorità temevano, succede il pandemonio il giorno dopo si parlerà di che cosa?! Di VIOLENZA E BASTA,ma perpetrata ovviamente dai soliti facinorosi, che poi verranno ovviamente screditati pure dagli altri presenti al corteo e bollati come "fascisti", quando va bene. E giù immagini e resoconti sulle vetrine rotte, i lacrimogeni, i feriti, magari le auto incendiate, di aver rovinato una città intera (per non parlare poi delle accuse più fantasiose e gravi per mettere in galera chi vuole la polizia) e bla bla bla. Insomma, l'alternativa OGNI VOLTA è sempre e solo tra il silenzio e l'infamia, questa la grande libertà per chi non è padrone di niente, se non della propria pellaccia.

Carlos
Carlos |    Comindeb
E già emergono altre verità. Già non sono vere mille cose. Di sicuro si è buttato sotto il camion da solo Abdesselem El Danaf. E il camion andava piano eh! Non c'era tra l'altro nessun picchetto in quel momento. Insomma un'azione deliberata e sconsiderata. Se l'è andata proprio a cercare. Non c'era a tal punto nessuno che l'autista ha rischiato il linciaggio, o non è vero nemmeno questo?! L'accusa per questo FASCISTA (il fascismo non è solo chi va in giro con la celtica al braccio, è la funzione sociale che uno ricopre prima di tutto), è omicidio stradale. Che la politica stia ben lontana dai giornali e dalle tv! Non sia mai che ci sia di mezzo il capitalismo in un affare come questo. La lotta di classe non esiste e chi lo pensa evidentemente è un terrorista e, nel migliore dei casi, un violento. Certe cose non si possono dire perché evocano fantasmi del passato che è meglio tenere sotto il tappeto, come la polvere. La verità non è solo questione di fatti, ma pure una questione di cause. Abdesselem è stato ammazzato come un cane perché lottava contro un sistema malato e i suoi sgherri. Contro uno stato di cose che si pone a noi senza chiederci niente e relegandoci, se non abbiamo avuto natali fortunati, a servire, piegare la testa e a condurre una vita di merda per regalarla a chi si appropria dei nostri sforzi per sopravvivere. E questo, si badi bene, non è vittimismo. Nessuno osi dire: poverino! Abdesselem non è una vittima, ma un compagno che è morto lottando. Sotto quel camion c'è finito perché è sceso in strada con una volontà ben determinata ed è stato ucciso con altrettanta volontà da un nemico che era contro ciò per cui combatteva, probabilmente la sua stessa vita e l'esito infatti abbiamo visto tutti quale è stato. La sua lotta però non è finita con lui, come non è finita con altri che hanno dato la vita opponendosi allo status quo. Questa è di solito una pagina molto goliardica, come del resto l'intero sito, ma mi sembra dovuta la solidarietà ad Abdesselem a chi lotta, spesso, troppo spesso, solo per far campare la propria famiglia (lui personalmente: moglie e 5 figli, pare). Domani 17 OTTOBRE A PIACENZA si svolgerà un CORTEO di solidarietà e di protesta. In rete troverete di sicuro maggiori informazioni. Il concentramento dovrebbe essere nel primo pomeriggio.

iside
"E invece sono ancora tutti là
con i sorrisi smaglianti,
sono là i figli e i nipoti
vincenti e arroganti."
"Che un pelato appeso a testa in giù
poteva bastarci.
Caro Valerio,
non dovevamo fermarci." "E invece sono ancora tutti là
con i sorrisi smaglianti,
sono là i figli e i nipoti
vincenti e arroganti."
"Che un pelato appeso a testa in giù
poteva bastarci. giorgio canali, Lettera del compagno Lazlo al colonnello Valerio' href='giorgio canali, Lettera del compagno Lazlo al colonnello Valerio'>giorgio canali, Lettera del compagno Lazlo al colonnello Valerio
Caro Valerio,
non dovevamo fermarci." "E invece sono ancora tutti là
con i sorrisi smaglianti,
sono là i figli e i nipoti
vincenti e arroganti." giorgio canali, Lettera del compagno Lazlo al colonnello Valerio' href='giorgio canali, Lettera del compagno Lazlo al colonnello Valerio'>giorgio canali, Lettera del compagno Lazlo al colonnello Valerio
"Che un pelato appeso a testa in giù
poteva bastarci.
Caro Valerio,
non dovevamo fermarci."


iside
iside |    Comindeb
visto che finalmente l'avete mandato in Siberia dedicagliomi una canzone popolare.


Dina Vierny Vaninskiy port (Ванинский порт)

KOLYMA (IL PORTO DI VALINO)

Mi ricordo il porto di Valino,
E la vista del triste battello
mentre salivamo per la passerella
a bordo, nelle sinistre e fredde stive

La nebbia si stendeva sul mare
urlavano le onde
sulla strada di Magadan
Capitale della regione della Kolyma.

Non una canzone, ma solo un lamento
da ogni petto si levava
Addio per sempre, continente
Soffiava il vecchio piroscafo scassato.

Per il beccheggio, gemevano gli internati
Abbracciati come parenti, come fratelli
E solo, a volte dalle labbra
scappava una sorda maledizione

O Kolyma tu sia maledetta
Che sei detta pianeta meraviglioso
Qui per forza tutti impazziremo
E il ritorno di certo non c'è.

Cinquecento chilometri di taiga,
gli uomini barcollano come ombre
Le automobili non arrivano quaggiù
solo le alci si imbattono da queste parti.

Qui la morte è amica dello scorbuto
gli ambulatori sono già pieni
Invano in questa primavera
attendo la risposta della mia amata

Lo so che ormai non mi aspetti
E che non leggi le mie lettere
Non verrai mai a cercarmi
e se mi incontrassi, non mi riconosceresti.

Addio, madre e sposa,
e addio, miei cari figli
Sappiate che su questa terra
ho dovuto bere l'amaro calice fino in fondo. Canzoni contro la guerra - Я помню тот Ванинский порт


iside
La scelta del posto, la fucilazione e la crudeltà della lunga esposizione dei corpi martoriati lasciano un segno indelebile nella popolazione milanese e nelle file della Resistenza, caricando di un valore simbolico il luogo e l’evento. Se non lo si comprende, resta davvero difficile capire a pieno il secondo e più noto episodio legato a piazzale Loreto: l’esposizione dei cadaveri di Mussolini, della Petacci e dei gerarchi fascisti il 29 aprile 1945.

(Roberto Cenati, Presidente ANPI Provinciale di Milano) STALINGRADO- LA FABBRICA Stormy Six


Carlos
Carlos |    Comindeb
"Questo è il gatto con gli stivali, questa è la pace di Barcellona
fra Carlo V e Clemente VII, è la locomotiva, è il pesco
fiorito, è il cavalluccio marino: ma se volti il foglio, Alessandro,
ci vedi il denaro:
questi sono i satelliti di Giove, questa è l'autostrada
del Sole, è la lavagna quadrettata, è il primo volume dei Poetae
Latini Aevi Carolini, sono le scarpe, sono le bugie, è la Scuola d'Atene, è il burro,
è una cartolina che mi è arrivata oggi dalla Finlandia, è il muscolo massetere,
è il pasto: ma se volti il foglio, Alessandro, ci vedi
il denaro:
e questo è il denaro,
e questi sono i generali con le loro mitragliatrici, e sono i cimiteri
con le loro tombe, e sono le casse di risparmio con le loro cassette
di sicurezza, e sono i libri di storia con le loro storie:

ma se volti il foglio, Alessandro, non ci vedi niente:"

Edoardo Sanguineti

Mr.Black
Alla prossima, Claudio. Ora che non ci sei più aspetteremo Godot anche per te, continuando a cantare questa tua canzone, fino alla fine.
"vecchia piccola borghesia
vecchia gente di casa mia
per piccina che tu sia
il vento un giorno
ti spazzerà via"
CLAUDIO LOLLI - BORGHESIA -


NAB(m-l)
NAB(m-l) |    Comindeb
E ORA ABBIAMO ANCHE NOI L'IMMAGINE! PER IL 2020 IL COMINDEB SBARCHERA' SULLA LUNA! DEMEETING NEL DARK SIDE.

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NAB(m-l) |    Comindeb
Come entrare a gamba tesa e con chiarezza disarmante sui concetti di internazionalismo e nazionalismo (lasciate IN PARTE perdere l'esperienza a cui si fa riferimento. L'analisi è valida al di là del contesto particolare: riflettere soprattutto sulle primissime e ultime righe.):

"Non si diventa comunisti in un giorno. Il nazionalismo è sempre stato un concetto a me estraneo e la variante estremista con cui si palesò in Lituania alla fine degli anni Ottanta per me era inaccettabile. I miei genitori erano contadini, eravamo poveri e se non ci fosse stato il potere sovietico non avrei mai lasciato questa casupola di campagna in cui adesso io e lei stiamo conversando. Avrei fatto il bracciante e avrei vissuto tutta la mia vita qui, vicino alla fotografia dei miei genitori a questa icona che quando sono nato era già appesa qui. Ho potuto studiare, ho visto crescere la Lituania economicamente e culturalmente. La Lituania, come scrisse l'intellettuale Saloméja Néris, era una "corda vibrante" all'interno dell'Unione Sovietica e le cose funzionavano, ma i nazionalisti hanno distrutto tutto e questa non è una malattia soltanto Lituana: ora anche in Russia si grida "la Russia ai russi" proprio come da noi un tempo gridavano "la Lituania ai lituani". Questo non va proprio bene."

(Juozas Kuolelis, ex capo del dipartimento ideologico del Partito Comunista Lituano, intervistato dalla giornalista Galina Sapoznikova, autrice de "La Congiura Lituana", da cui è tratto questo brano)