Donazioni 2026
Mantenere online DeBaser ha un costo. Se apprezzi il lavoro che c'è dietro al sito,
puoi contribuire alle spese di gestione e al suo sviluppo futuro.
🐮 Sostieni DeBaser
Gratis, niente pubblicità, niente cookies, niente profilazione utenti.
L'unica cosa che ti chiediamo è di creare il tuo utente e di
partecipare.
La registrazione è gratuita!
Ti stressiamo solo perchè vogliamo che tu partecipi e per partecipare bisogna che tu abbia un utente.
Ogni tanto anche la mitica rassegna #zot2016 inciampa in qualche cosa di completamente inutile. Almeno secondo il mio parere. Tipo oggi.
Pictish Trail - Future Echoes (Fire Records).
Dischetto pubblicato l'anno scorso dalla storica Fire Records. Pictish Trail è il moniker dello scozzese Johnny Lynch, uno dei nomi più interessanti della scena britannica per quello che riguarda una certa sonorità folk mescolata con una elettronica indie. Roba che nelle sue espressioni minimali può andare benissimo per situazioni tipo il Green Man Festival. Il disco si intitola 'Future Echoes' ed è prodotto dallo storico collaboratore di Johnny, cioè Adam Ihan, che collabora anche alla realizzazione del disco. in 'Future Echoes' si alternano momenti più dub-step con atmosfere radioheadiane tipo 'Far Gone (Don't Leave', per lo più tipiche espressioni di estetica indie pop come 'Dead Connection', 'Lionhead', 'After Life' e momenti 'ambient' che fanno il verso a Bonobo tipo 'Rhombus'. Nel complesso non sono riuscito a digerirlo, ma più che altro mi sembra un disco anche fuori tempo massimo relativamente certi patterns e schemi che sono oramai belli che superati anche all'interno del panorama indie. 1/5