Puoi scorrere a destra e anche a sinistra!
Fallo sulla apposita barra grigia.
LES DAMES DU BOIS DE BOULOGNE de Robert BRESSON - Official trailer - 1945

Bella proposta e ben descritta, perdonami se ho rilevato qualche inesattezza o mancanza microscopica, tra cui in primis il fatto che non sia affatto il secondo bensì il terzo ”cortometraggio” se così lo si vuol chiamare, i primi due furono: “Les affaires publiques” del 1934 di mezz’ora ca. e “La conversa di Belfort” (Les Anges du péché) del 1943 di un’ora e mezza ca.
Direi che manchi di citare il fatto che il soggetto molto ben congegnato (visto che ti ci soffermi sopra per un paragrafo) del film è tratto dal romanzo “Giacomo il fatalista e il suo padrone” (Jacques le Fataliste et son maître) scritto 150 anni prima ca. da Denis Diderot, sorta di dialogo filosofico (e beh, non per nulla RB si laureò proprio in filosofia…) che si caratterizza anche per la tecnica della composizione.
Come manchi anche di chiarire quella che tu giustamente definisci “singolarità” e ciò che “ti ha molto colpito” nella recitazione di Jean (Paul Bernard) e cioè in breve (leggo sempre nel web): quello che colpisce di più nel cinema di RB è l'apparente assenza di recitazione, infatti sosteneva che riducendo al minimo la musica, il montaggio e la recitazione, si potessero ottenere delle risposte emotive più dirette da parte degli spettatori, poiché nel cinema tradizionale era l'attore, attraverso la recitazione e le espressioni facciali, a trasmettere allo spettatore le sue emozioni, con il Suo cinema è lo spettatore stesso a dover indovinare gli stati d'animo dei protagonisti a seconda del contesto in cui essi si trovano, RB era solito ingaggiare persone comuni e girare scena dopo scena fino a quando la recitazione spariva del tutto e agli attori chiedeva di dire solo le battute e compiere le azioni richieste, e niente anzi no, bravo con 3 stellette!
Carico i commenti...  con calma