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'Tales From Monographic Oceans': viaggio a braccio in un braccio di mare, tagliando gli istmi di alcune discografie (Pub-Rock 29, 2)
'Give me a pint of draught, give me some rock'n'roll': per un (breve) ripasso di un genere-non-genere che però racchiude tutto quello che vogliamo dal rock'n'roll. Sete, sudore e niente lacrime, solo divertimento: perchè la giornata di lavoro è stata dura
2. Ernie Graham
Ernie Graham/Belfast
imasoulman 15 set 12:13 — DeRango: 25,99


Cover Ernie Graham - Ernie Graham

Ernie GrahamErnie Graham

Album - 1971

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Commenti (Quattro)

imasoulman
premessa, per sillogismo aristotelico: il pub-rock è genere già di per sè di nicchia (ce li vedete a suonare per cinquanta sottoproletari sbevazzoni i - per dire eh... - Queen?). Dunque, gli eroi di questo genere negletto saranno per la più parte degli illustri sconosciuti, al massimo figure di culto totale ma certo circoscritto. Di conseguenza, la maggior parte dei dischi di riferimento saranno delle piccole gemme da recuperare con la dedizione del bibliotecario, dell'appassionato umanista ai limiti della pedanteria.
Ecco, Ernie Graham è uno di questi. Storia come tante altre, viste riviste e risentite in quella specie di sturm und drang novecentesco a nome rock'n'roll: passione, dedizione alla causa, successo visto in cartolina e infine distruzione di sè.
Insieme al compagno di merende Henry McCullogh fu uno di quelli che stregò Chas Chandler e di conseguenza quel suo protetto mancino giunto da Seattle nei già postati Eire Apparent. Dopo la fetecchia di un disco del livello di 'Sun Rise' (il pop psichedelico che incontra il country-rock a stelle strisce: insomma l'avete mai sentito voi un disco dei Kinks che preconizza i Grateful Dead di 'American Beauty'?), ci riprova con questo suo omonimo solista che, se possibile, lo dovrebbe mostrare al mondo per quello che è: un grandissimo autore figlio del Dylan acustico ma nache elettrico, capace di guardare alla tradizione del rock americano ma con quella grazia tutta 'europea' che rende pezzi come 'Belfast' il viaggio a ritroso del folk-rock verso la madre terra irlandese (ah, quel violino, quanto trafigge il cuor)
Riscontri? Zero meno di zero
Morirà cinquantaquattrenne, gonfio come una spugna e col fegato fatto a pezzi dall'alcool, dopo un ventannio di anonimato totale perso nei lavori più ordinari

llawyer: Mi ritornano in mente le 23 (ventitré!) Ceres del chitarrista di @[Falloppio]
Falloppio: Pensa che una volta @[Stanlio] ha bevuto 4 gazzose..... a stomaco vuoto!!
imasoulman: ma...era per caso quella volta che cantò tutto intiero l'Inno alla Gioia al Campionato Mondiale di Rutti?
Stanlio: Eddai Fallyboy diciamola giusta, non era proprio a stomaco vuoto vuoto, prima per vedere se riuscivo a berle m'ero trincato 5 schweppes... boouuuurp!!!
123asterisco
Grazie per questa ennesima bellissima rubrica di cui non sapevo gnente-di-gnente!

IlConte
Mai ascoltato... mi vien da dire che ha fatto qualcosa con Lynott ma chissà cosa associo...

imasoulman: E associa bene!
imasoulman: nel 1978 c’è una sua joint-venture con l’altro irlandese compagno di bevute
imasoulman: in realtà trattasi di cover dei Thin Lizzy...
In cabina di regia c'era qui nientemeno che il grande Larry Wallis (Pink Fairies)
Ernie Graham - Romeo (1978, Vinyl) | Discogs
IlConte: Il vecchio Lynott...
“Salutato” a Dublino
IlConte: Sound che richiama quello dei primi Lizzy, in trio.
lector
Applausi.
Il povero, grande Graham meritava un ricordo così

imasoulman: grazie, Prof
queste sono un po' le 'tue' tazzullel'e cafè coi babbà, perdona l'invasione
Ma che disco che è qusto omonimo, che disco...pazzesco che sia appanaggio di quattro gatti
lector: Eggià!
imasoulman: questa tastiera mi manderà al manicomio, mi fa le doppie accazzo e quando vuole lei
*tazzulell
*appannaggio

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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