Copertina di Manowar Hail To England
MosMaiorum84

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Per appassionati di heavy metal, fan degli anni '80, amanti del metal epico e curiosi della storia del genere.
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LA RECENSIONE

Scrivo questa recensione per onorare il grande Ross the Boss.

"Hail to England" è uno dei dischi che pongono un canone per tutto l'heavy metal. Non che i Manowar stessi non abbiamo fatto di meglio, ma questo disco è veramente un punto cruciale. Un disco per cui c'è un prima e un dopo.

Non è necessario attanagliare i lettori col mito del metallaro pelle e borchie, quello che è importante capire è che così come era stata dietro agli AC/DC, così come era stata dietro ai Motörhead, anche dietro ai Manowar c'è prima di tutto una rivoluzione culturale. I gruppi veramente innovativi questo hanno, oltre al sound. I Manowar non avevano solo voglia di fare casino, dietro avevano un concetto che non dobbiamo dimenticare e che spesso, per tanti grandi gruppi, diamo per scontato.

Se oggi il metal è quello che è è grazie, in larga parte, al metal classico statunitense (in primis Dio e, appunto, Manowar) e nella fattispecie grazie a una mentalità e a un'estetica che non nasce dal nulla. La fumettistica epicità metallara che straborda sin dall'esordio non è l'inquietudine stile Poe degli Iron Maiden né lo skate hardcore dei Metallica, così come lo skate hardcore dei Metallica non era il sadismo stradaiolo degli Slayer e così via. Facile, oggi, dire che uno ascolta metal e mettere tutto sotto lo stesso ombrello. Ma fermandosi a riflettere su capisce veramente l'idea che stava dietro a ogni grande band, anche dietro ai Manowar. E ditemi se la loro idea non sta alla base del metal ancora oggi. I Manowar avevano capito tutto.

Toni mortifeli e epici come un guerriero che calpesta i morti nemici: "Blood of my Enemies" apre il maniera sublime. Mentre tutti acceleravano i BPM, i Manowar si concedevano passeggiate gloriose e cadenzate sui sentieri della vittoria. "Each Dawn I Die" anticipa le melodie della scena viking/epic black e piazza un altro pezzo che senza eccessiva pesantezza è spettacolare. "Kill with Power" invece è furibondo speed metal venato di epicità che di nuovo evidenzia l'intuizione melodica del gruppo. "On their weapons now we swear", ecco, la melodia su queste parole anticipa i Bathory, è così, la scuola norrena affonda le sue radici qui. La title track probabilmente all'epoca era il più epico pezzo mai scritto, e la successiva "Army of the Immortals", forse apice del disco, è una canzone d'amore bellissima. Sì, d'amore, amore fraterno e profondissimo: leggete il superbo testo e rendetevene conto. "Black Arrows" è evitabile, ma apre la strada alla lunga "Bridge of Death" che anche se è un po' monotona è fantastica e per l'ultima volta rende evidente che c'è da crederci poco al fatto che i Bathory non si fossero ascoltati un po' di Manowar.

La band è compattissima e perfettamente oliata, ma ovviamente una menzione d'onore va fatta al grande Ross. Un chitarrista che sa ritagliarsi i suoi spazi solistici con un gusto magari non stellare ma sempre piacevole, e che sa tenere una solida ritmica che sostiene tutto il pezzo, in perfetta sintonia con gli altri strumenti. I Manowar, c'è poco da fare, funzionavano bene.

E quindi ancora una volta assaporare questo capolavoro e vivete la gloria epic metal.

"In our eyes you are immortal, in our hearts you will live forever". Voto: 94/100.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra il ruolo fondamentale di 'Hail to England' dei Manowar nell'epic metal, lodando Ross the Boss e la coesione della band. L'album viene visto come un caposaldo del genere, capace di influenzare intere generazioni di metal band. Vengono analizzate le tracce principali, evidenziando innovazione e mood epico. In particolare, si sottolinea l'importanza del concetto e dell'estetica manowariana nella scena metal. Un invito a (ri)scoprire un album imprescindibile.

Tracce testi video

01   Blood of My Enemies (04:15)

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04   Hail to England (04:24)

05   Army of the Immortals (04:24)

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06   Black Arrows (03:06)

07   Bridge of Death (08:58)

Manowar

Manowar è una band heavy metal statunitense formata nel 1980 ad Auburn (NY) da Joey DeMaio e Ross the Boss, con Eric Adams alla voce. Nota per liriche epiche/mitologiche, immaginario guerriero e inni da stadio, è considerata tra i nomi chiave dell’epic/power metal.
47 Recensioni

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Di  Revolver

 "Ascoltarle dà delle sensazioni inimitabili, 'alla Manowar', che nessun altro gruppo riesce a trasmettere."

 "'Bridge Of Death' è un capolavoro assoluto, un finale davvero indimenticabile che conclude degnamente un grande album."