Copertina di Mara Carlyle The Lovely
vonhesse

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Per appassionati di musica alternativa, jazz e elettronica, amanti delle voci femminili versatili e degli album sperimentali
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LA RECENSIONE

"Una, nessuna e centomila Mara"

Bello, fumoso e sulfureo, questo disco "fuori dal tempo" di questa Mara, cantante dotatissima che spazia dal jazz all'elettronica ma sempre con un taglio "classico" nelle interpretazioni. Tutto gira attorno alla sua splendida voce (forse fin troppo in evidenza, se posso permettermi un commento "produttivo") che ora si fa eterea ("Saw Song" il primo pezzo vagamente Bjorkeggiante) ora Billy Holliday (il secondo pezzo classico dal sapore antico "I Blame You Not"). Sul terzo pezzo siamo un po' in territorio Portishead ("Alive" e il successivo "It's Time" con dei falsetti struggenti di una malinconia inavvicinabile) e via via in un susseguirsi di rimandi a stili e interpreti diverse. Con il brano 6 /"Lost To Sea") si arriva all'elettro-pop alla Everything But The Girl o Sant Etienne, passando per il brano a cappella "June 15" classico soul della miglior specie. Con "Bravely" la voce sembra quella di Dolly Parton e il pezzo in puro Country-Soul sembra direttamente uscito da un disco degli anni '50, così come "Baby Blodheart" si rifà alla prima Bjork quando cantava jazz o alla Joni Mitchell migliore (forse più cristallina e meno roca di quest'ultima). E dopo questo estenuante tour de force tra i generi, una specie di catalogo espresso delle migliori sonorità degli ultimi anni, l'album si chiude con "For Me", un pezzo che cita e rimanda ai Morcheeba degli esordi, tra trip-hop e ritmiche afro/caraibiche.

Beh, se la nostra voleva spiazzarci e darci un assaggio delle sue capacità, bisogna ammettere che l'obiettivo è stato centrato. Ci resta comunque un dubbio: ma Mara Carlyle, lei, la donna e non la professionista, se potesse, se avesse "una sola possibilità" che voce avrebbe? Che stile adotterebbe? Insomma, perché darci un saggio della sua (notevole) bravura tecnica senza farci capire CHI e COSA vuole esprimere veramente? È veramente frutto di se stessa o è da considerarsi solo un ottimo esercizio? Insomma, viene alla mente il percorso che ha fatto la nostra Giorgia Nazionale: tanta tecnica e poca anima, soprattutto all'inizio... chissà, la risposta, forse, al prossimo album. Che acquisterò a scatola chiusa.

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Riassunto del Bot

L'album 'The Lovely' di Mara Carlyle si distingue per una voce potente e versatile che spazia tra jazz, elettronica, soul e trip-hop. Il disco presenta un viaggio sonoro ricco di riferimenti a grandi artisti, con un'esecuzione tecnica notevole. Nonostante l'ampia gamma di stili, permane un dubbio sull'identità artistica profonda dell'artista. La recensione propone l'ascolto fiducioso del prossimo lavoro di Mara Carlyle, attesa per una maturazione espressiva più personale.

Tracce video

Mara Carlyle

Cantante con una voce centrale e versatile, capace di spaziare dal jazz all'elettronica; l'album 'The Lovely' mette in mostra la sua attitudine a mescolare riferimenti diversi.
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