Copertina di Marduk Opus Nocturne
Fallen

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Per appassionati di black metal, fan di musica estrema, cultori di atmosfere oscure, ascoltatori di metal nordico
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LA RECENSIONE

"Il Male che sfidò l'Antico Segno, L'Orda che sta a guardia della Porta Celata dei sepolcri, cibandosi di ciò che i suoi abitanti diventano: tutti questi abomini sono inferiori rispetto a Colui Che Sta Sulla Soglia Del Buio..."
Necronomicon, Abdul Alhazred (traduzione incerta)

La Notte. Di essa scrissero Foscolo, Leopardi, Pascoli, Wilde, Goethe, Huysmans e tutti coloro che seppur in minima parte esplorarono le percezioni umane. Ma nessuno di loro fu capace di descrivere l'irrazionale paura che assale l'uomo al cospetto dell'Oscurità. Questo sentimento ancestrale è invece manifesto nel magistrale "Opus Nocturne" in tutta la sua disarmante forza.

A "The Appearance Of Spirits Of Darkness" il compito di scacciare la luce. Un organo spettrale, dai passaggi ricchi di pathos, si produce in evoluzioni dolcemente maligne…
Il possente muro chitarristico di "Sulphur Souls" infrange l'atmosfera con un'esplosione torrenziale. Gravf, predecessore di Legion, si produce in profondità growl a dir poco abissali, a volte addirittura sovrastando il drumming inferocito del sempre ottimo Andersson. B War detta legge con giri da brivido, plasmando il suono come un infernale Demiurgo, dialogando con la voce in un orrorifico alternarsi di bestialità. "From Subterranean Throne Profound" conferma l'impressione della prima traccia: il marchio del black metal di stampo nordeuropeo è impresso a fuoco su ogni singola, sulfurea nota. Il brano è sovrastato da un growl malsano, inquietatante. I toni non accennano a diminuire con "Autumnal Reaper": non c'è melodia in quest'album. L'unica traccia di virtuosismi stilistici che emerge fra il demoniaco urlio torturato della chitarra e il trapanante schema ritmico imposto dalle pelli è data da un basso malsano, che annoda il violentissimo retroscena strumentale in passaggi di inquietante lentezza. Ancora B War spadroneggia in "Materialized In Stone". La cadenza della traccia è impostata sul suo lavoro. Il cupo fraseggio del suo basso fa da sfondo agli inserimenti vocali di Af Gravf, sovrastando il suono. La chitarra aggiunge un tocco onirico, surreale, fino a sostituire il tirannico bassista nell'arpeggio finale, che accompagna un un growl spaventoso.
Lo sfoggio di brutalità stilistica è evidente in "Untrodden Paths (Wolves Part II)". Nessuno spazio per cambi di schema, nessun passaggio chitarristico. Un unico, solo riff devastante che subisce l'entrata gloriosa del solito B War. Violenza e crudeltà senza limiti, volta ad adorare le Tenebre.
"Opus Nocturne" è introdotta da un cupissimo assolo al quale si unisce la batteria, dando vita ad fraseggio inquietante. Gravf, con un timbro profondissimo ma non graffiato, inneggia alla notte.
"Deme Quaden Thyrane" svolge la sua entrata con relativa lentezza su toni bassi. La chitarra propone un elemento feroce. Il massacro musicale continua per tinte sempre più fosche in un crescendo di velocità.
Forse uno dei migliori pezzi dei Marduk, "The Sun Has Failed" sembra sorgere della terra come il lamento della Bestia chiusa nell'abisso. La chitarra tesse veloce ragnatele di assoli, cadenzata da una batteria feroce. Il basso offre scale inquietanti. Ma è Gravf a fare di questo pezzo una vera e propria perla. La sua voce si insinua acida fra le note, recitando una nenia fatta di buio. Il suo scream lacera le partiture, infrange ogni schema, risvegliando i più antichi timori umani, fino ad evolversi in un growl imponente, che si fonde con gli echi di una maestosa tempesta, voce di tuono che nel tuono si perde.
...e il sole cadde...

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Riassunto del Bot

La recensione esalta 'Opus Nocturne' dei Marduk come un'opera magistrale del black metal nordeuropeo, caratterizzata da atmosfere oscure e un'intensa brutalità sonora. Vengono sottolineate la potenza del growl di Gravf, la maestria strumentale e le tematiche ancestrali legate alla notte e all'oscurità. L'album è definito un’esperienza musicale intensa e inquietante, con tracce che evocano paura e tensione ancestrali.

Tracce testi video

01   Intro / The Appearance of Spirits of Darkness (00:31)

03   From Subterranean Throne Profound (07:45)

05   Materialized in Stone (05:07)

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06   Untrodden Paths (Wolves, Part II) (05:25)

07   Opus Nocturne (02:30)

08   Deme Quaden Thyrane (05:04)

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09   The Sun Has Failed (07:20)

Marduk

Marduk è un gruppo black metal svedese fondato a Norrköping nel 1990 dal chitarrista Morgan Steinmeyer Håkansson. È noto per la velocità estrema, i temi blasfemi e bellici, e per una discografia che comprende classici come Opus Nocturne, Nightwing e Panzer Division Marduk. Tra i vocalist storici: Legion (1995–2003) e Mortuus (dal 2004).
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