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Mariano Cohn, Gaston Duprat
Finale a sorpresa - Official competition

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Premetto che nutrivo grandi aspettative quando mi sono recato a vedere "Finale a sorpresa - Official competition". Film presentato all'ultima Mostra del cinema a Venezia, è stato preceduto da un nutrito battage pubblicitario che lo lanciava come "pellicola più divertente dell'anno". In tempi di magra (dall'inizio della pandemia ad oggi) per le sale cinematografiche, bisogna far di tutto per stimolare il pubblico ad andare al cinema ed oltretutto è risaputo che la merce non si reca da sola al mercato (così più o meno asseriva il vecchio Karl Marx). E così, al penultimo spettacolo dell'altro venerdì sera, mi sono recato al cinema trovandomi in una sala gremita (si fa per dire..) da 4 spettatori decisamente agee`, dopo che il cassiere aveva chiesto anche a me se avevo i requisiti per usufruire dello sconto spettante agli over 65 (non sono più un pischello e comunque mi manca poco per rientrare nella suddetta categoria..) .

Beh, visto il film posso dire di non essere propriamente deluso, ma neppure soddisfatto anche ad ennesima conferma di quanto possa essere mendace la pubblicità. Cosa dunque non convince appieno dell'opera?

La vicenda narrata ha un avvio promettente, presentandoci un ricco imprenditore di nome Humberto Suarez che, compiendo 80 anni, si prefigge lo scopo di finanziare un' iniziativa di grande impatto e risonanza. Qualcosa che non sia così scontato come l'edificazione di un'opera edilizia tipo ponte, bensì un'opera artistica che possa dare lustro. E cosa meglio, in tal caso, dell'acquisto dei diritti su un romanzo di successo da cui trarre una versione filmica? Se a ciò si aggiunge la scelta di affidare la regia dell'opera ad un'autrice ben nota ed innovativa come Lola Cueva (un'incredibile Penelope Cruz) il gioco pare fatto. Dal momento che il film sarà basato su un romanzo che narra il rapporto conflittuale fra due fratelli, la regista suggerirà e otterrà che gli attori prescelti dovranno essere la creme della recitazione disponibile sul mercato. Quindi saranno coinvolti due attori di stile e birignao divergenti. Da una parte Felix Rivero (interpretato da Antonio Banderas) tipico divo hollywoodiano baciato da un successo internazionale e dall'altra Ivan Torres (Oscar Martinez di cui ignoravo l'esistenza) attore di estrazione teatrale e semmai noto nell'ambito del teatro impegnato. Inutile dire che fra i due si avranno scintille e la vicenda assumerà aspetti tragici che non vanno anticipati per non guastare il piacere della scoperta (e già il titolo del film qualcosa suggerisce..).

Non nego che vi siano passaggi divertenti nella trama, legati alle pose divistiche dei due attori in costante tensione, ma dove si tratteggia il personaggio della regista Lola Cueva saltano all'occhio delle forzature. Sì, è una regista sperimentale ma il modo in cui sottopone i due attori alle prove del copione ha un sapore decisamente sadico. Ma come si fa, allo scopo di annullare l'ego di due mattatori della recitazione, a convocarli alle prove per poi non presentarsi lei stessa? E sempre, a tale scopo, legare con corde e scotch i due malcapitati e farli assistere impotenti alla distruzione materiale dei loro attestati e premi per passate interpretazioni in film e piece teatrali? Sì, li` per lì ho riso ma poi mi sono chiesto se tutto questo non costituisse una forzata satira di certo cinema sperimentale. Quando mai grandi registi innovatori come Godard, Herzog, Wenders (solo per citarne alcuni) hanno trattato così sadicamente attori ed attrici da loro diretti?

Certo, non si discute la prova recitativa di Penelope Cruz, una delle migliori attrici in circolazione. Così come Banderas e Martinez sono altrettanto incisivi. Ma se si pensa di risollevare le sorti della distribuzione cinematografica con film così riusciti a metà, a mio avviso non si riuscirà nell'intento.

Commenti (Otto)

Confaloni
Confaloni
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Modifica alla recensione: «Alcune modifiche e precisazioni doverose alla versione originale ». Vedi la vecchia versione Finale a sorpresa - Official competition - Mariano Cohn, Gaston Duprat - recensione Versione 1


Stanlio
Stanlio
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Dopo Carletto pure il vecchio Enrichetto asserì che "La pubblicità è l'anima del commercio."

Altra curiosità o coincidenza ehm, in comune avevano anche il nome: Heinrich & Henry.


Onirica
Onirica
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Recensione:
A me il film è piaciuto molto. E' una delle satire più graffianti e irriverenti sui retroscena del mondo cinematografico che abbia mai visto. Ce ne fossero di film così. Ti fa vedere quando siano boriosi, capricciosi e narcisisti i registi e gli attori, e regala una carrellata di trovate ironiche davvero ben congegnate. Bella fotografia e tutti e tre i protagonisti danno prove attoriali spettacolari. Tu riveli un pò troppo della trama, però, e non sembri aver colto del tutto l'ironia di certi passaggi del film (in questo film in realtà l'ironia è ovunque, per esempio nel fatto che il progetto per un film "sperimentale" e "d'autore" venga fuori dalla decisione di un miliardario che gestisce una casa farmaceutica di lasciare un segno nella storia).


Onirica: Per esempio a me pare molto più riuscita questa, come "commedia critica" di Don't look up...
Confaloni: Ho accennato ad alcune scene in cui la regista vessa sadicamente e inspiegabilmente gli attori, diversamente non avrei ben motivato le mie riserve. La recitazione dei vari attori e della grande Penelope Cruz tengono in piedi la baracca, nonostante le forzature riscontrate nel personaggio di Lola Cueva.
L'accenno che fai al miliardario finanziatore è però riguardante una persona un po` rara in questi tempi e quindi datata. Mi spiego: qui in Italia ci sono stati tipi come il famoso "cumenda" Rizzoli che non lesinava quattrini per finanziare i film di Fellini pur non capendo cosa intendesse significare nelle sue pellicole il grande Federico. Ma un fatto era ben chiaro a Rizzolie quelli come lui: quei soldi gli avrebbero fruttato comunque consistenti guadagni poiché allora i cinema erano luoghi di aggregazione, socialità, atti a svolgere un rito di massa per tante persone di ogni fascia d'età e di varia estrazione sociale. Questo succedeva tempo fa, mentre oggi (e parlo nello specifico della realtà italiana) le sale cinematografiche sono come vuote cattedrali, frequentate da pochi spettatori e certamente fra questi ben pochi sono della fascia under 30. Molti vedono film scaricandoli da Internet oppure visionandoli su piattaforme tipo Netflix. Quanto ai produttori italiani, se non fosse per RAI Cinema circolerebbe ben poco. E a completare il quadro desolante, gli esercenti delle poche sale cinematografiche (ormai multiplex) lamentano che i costi di gestione continuano a lievitare e di questo passo anche l'anno prossimo assisteremo ad altre chiusure cinematografiche. Della serie : a posto stiamo...
Onirica: (CONTIENE SPOILER)

Allora, provo a motivare meglio le mie "critiche".

Non metto in dubbio che sia vero che nella storia del cinema ci siano stati dei pezzi da 90, che nulla c’entravano con l’ambiente cinematografico ma che, essendo farciti di soldi (e volendone altri), rivestivano il ruolo di produttore. Ma è proprio qui il punto: il film in questione sottolinea quanto sia grottesco e in qualche modo assurdo che un film “d’autore”, “sperimentale”, nasca dal capriccio di un uomo che nulla ha a che fare con quell’ambito. Cioè, un film di quel genere non nasce da una totale anarchia creativa del regista e degli attori coinvolti, non dall’ispirazione dionisiaca, sregolata e folle, di una mente geniale, ma da un capriccio di un miliardario arricchitosi nell’ambito delle case farmaceutiche. Questo film vuole secondo me sottolineare l’aspetto grottesco della cosa.

Per quanto riguarda gli spoiler, mi riferivo soprattutto al passaggio “la vicenda assumerà aspetti tragici che non vanno anticipati per non guastare il piacere della scoperta”. Però tu, con questa frase, l’hai anticipato. Io, per esempio, quando ho visto il film, tutto mi aspettavo tranne che prendesse una piega tragica. Sono letteralmente saltato dalla sedia quando è successo. Perché farcelo sapere in anticipo? In pratica hai anticipato il finale, cosa che secondo me avresti fatto meglio a non fare.

“Il modo in cui sottopone i due attori alle prove del copione ha un sapore decisamente sadico. Ma come si fa, allo scopo di annullare l'ego di due mattatori della recitazione, a convocarli alle prove per poi non presentarsi lei stessa? ” Ecco, potevi tranquillamente fermarti qui: perché anticipare una delle scene protagoniste del secondo tempo come la distruzione dei premi? E’ una sorpresa.

In pratica hai anticipato le due scene madri del secondo tempo.

Detto questo, passiamo a Lola, che non capisco perché non ti abbia convinto. Essendo un film satirico, va da sé che il ritratto che il regista fa di Lola è volutamente – e pesantemente - caricaturale e grottesco, come quello dei due attori, d’altronde. Lola ha un ego gigantesco, esattamente come i due attori che tanto critica, ed esattamente come loro o forse persino di più, è un’idiota che si crede un genio. L’ho trovato forse il personaggio più divertente, da ammazzarsi le scene in cui balla e fa gli esercizi ginnici o quello che è (non ho capito bene).

Ripeto, ovviamente è un’opinione personale, ma una satira così graffiante sui retroscena del mondo del cinema, in tempi moderni, l’ho visto solo in Bowfinger con Steve Martin ed Eddie Murphy… con un umorismo molto meno genialoide e più demenziale, però.
Onirica:
Infine ti posto tre articoli che ho trovato sul web (in italiano, penso che se cerchi in inglese ne troverai sicuramente molti di più e molto più dettagliati, ma sfortunatamente io non lo mastico abbastanza) su problemi occorsi durante la realizzazione di alcuni film, con alcune chicche su registi famosi che maltrattano gli attori o che sono preda di manie e fisse certosine a dir poco assurde(che magari già conosci).

Alcuni sadici registi che amano maltrattare i propri attori, da David Fincher a Lars Von Trier | FareFilm.it

Dieci registi che hanno fatto soffrire i loro attori sul set- Film.it

I registi geniali sono sempre dei tiranni paranoici dai metodi discutibili?
algol: in realtà la regista Cruz non li vessa gratuitamente ... le sue azioni hanno una logica e finalità. Seppur il tutto abbia un piglio volutamente esagerato e grottesco, ma giustificato ai fini della narrazione. Quoto Onirica in tutto, recensione un pò fuori fuoco.
Onirica: Concordo con il Lanciatore Supremo Di Strali, un motivo c'è sempre, anche se pure a lei una bella purga non gli avrebbe fatto male.
Confaloni: Questione di punti di vista. Però resto convinto di alcuni presupposti:

a) il produttore del film è una figura ormai datata, almeno dalle nostre parti e proprio per quei motivi attuali che ho citato nella mia precedente precisazione (senza nulla togliere alla libertà di satira anche datata) ;

b) scrivendo una recensione di un film inevitabilmente qualcosa si anticipa, diversamente si rischia di tratteggiare un rebus enigmistico. Se avessi scritto di sviluppi comici della trama sarei stato mendace;

c) last but not least, un ambiente di lavoro come un set cinematografico può essere teatro di tensioni, magari sopite come quelle fra un grande regista tipo Hitchcock e alcune attrici bionde ed affascinanti (lui era tanto british da attenersi ad un certo self control e ad essere fedelmente coniugato..) . Il punto resta che realizzare un film è frutto di un duro lavoro all'insegna di mutua collaborazione fra regista, attrici ed attori. Diversamente non si realizza un bel niente e possono verificarsi situazioni molto imbarazzanti. In tal senso, è passato alla storia quanto successe sul set di "Via col vento" che doveva essere diretto da George Cukor. Dal momento che l'attore principale era Clark Gable, il suddetto regista iniziò a molestare l'attore con espliciti e non richiesti apprezzamenti sessuali. Risultato : Clark Gable impose che il regista venisse licenziato. Morale : alla fine un film s'ha da fare e, anche se in una troupe cinematografica non c'è un grande affetto, a prevalere deve essere l'impegno a portare a termine il lavoro. Anche qui chi ha realizzato il film di cui discutiamo può immaginare situazioni al limite, ma la finzione dovrebbe mantenere almeno un briciolo di verosimiglianza (almeno così la penso..). Non è quindi sadica una regista che, immobilizzati gli attori, distrugge sotto i loro occhi i trofei guadagnati durante la carriera? Sai che soddisfazione per gli avvocati delle vittime adire le cosiddette vie legali e poi voglio vedere quale film si realizzerebbe con gli stessi attori in causa con la regista..
Onirica: CONTIENE SPOILER

A me pare che non riusciamo a istaurare un dialogo costruttivo, a dialogare, mi sembra che la palla rimbalzi.
Non so che risponderti, sono sinceramente sfiancato, rimani aggrappato alle tue convinzioni, non schiodi. Non voglio dire che devi cambiare completamente idea, ma credo di aver riportato dei fatti reali negli ultimi post, che tra l’altro, nello scriverli, m’hanno tenuto impegnato per più di mezz’ora.
Ora, non voglio assolutamente fare polemica, lungi da me volerti criticare per il gusto di farlo o far degenerare la conversazione, ma devo farti notare che hai praticamente ripetuto le medesime cose che avevi già detto nella rece e nei commenti precedenti, quasi senza arricchirle di nuove argomentazioni, come se io non avessi parlato.
Quindi non mi resta che ripetermi, cercherò di essere più chiaro e puntiglioso stavolta….
Ovvio che devi anticipare qualcosa nella recensione del film ma, lo ripeto, c’è modo e modo, e tu hai praticamente spoilerato la piega che avrebbe preso il film negli ultimi 15 minuti, anticipando il finale: secondo me se recensisci un film che è una commedia e diventa tragica alla fine, non lo devi assolutamente dire. Inoltre, hai descritto una delle scene chiave del secondo tempo che potevi benissimo blissare o accennare senza raccontare dei premi ma dicendo, che so, "in una particolare scena la regista si rivela secondo me sadica nel suo tentativo di mettere alla prova l'ego dei due attori": dici cosa fa ma eviti di spoilerarci il come, il dettaglio della storia/sceneggiatura, che per me, e ripeto per me, deve essere una sorpresa. Se avessi letto la rece prima di vedere il film non l’avrei presa bene.
Onirica: Per quanto riguarda l'esagerazione e il sadismo, ripeto: è e vuole essere una satira. E’ ovvio che nella realtà sarebbero cazzi amari se fai una cosa del genere, gli attori ti querelerebbero subito, ma il film vuole cogliere un aspetto della realtà dietro alla realizzazione dei film, come la vendetta e/o il tentativo del regista di domare gli attori vanesi, e lo esagera, lo ingigantisce, lo esaspera: è satira. E’ come vedere Don Pizarro fatto da Guzzanti e poi dire “eh, ma i cardinali non sono così, non direbbero mai queste cose”.
Per quanto riguarda la tortura, comunque, se pensi che a Di Caprio l’hanno costretto, vegano e contro l’uccisione degli animali com’è lui, a mangiare un fegato di bisonte crudo, non è neanche poi così “incredibile” quello che fa la Cruz. Ma negli articoli che ti ho postato c’è qualche esempio anche più pesantuccio di come vengono maltrattate a volte le star. Tu hai preso Hitchock che è uno dei più light.
Per quanto riguarda il miliardario/produttore, ho cercato anche un po' online, e non ho elementi per confutare la tua tesi, ma immagino tu sappia quello che dici e se dici che al giorno d’oggi in Spagna una cosa del genere non può avvenire, ti prendo in parola.

Forse dovremmo dedicarci entrambi a una seconda visione dell’opera e riparlarne in seguito, ho paura che possa trasformarsi in una discussione infinita e che non porta da nessuna parte.
In ogni caso hai il merito di averne parlato, di quest’opera, e di averla portata qui su debaser. Non è poco, comunque. Poi scrivi bene e proponi sempre film interessanti. Oltre al fatto che parlare di cinema è sempre difficile, lo so bene io che sto scrivendo la mia prima recensione cinematografica e… cazzarola!
sfascia carrozze
sfascia carrozze Divèrs
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Ma è proprio quando gli autori autoincensano la propria immarcescibile opera come la "pellicola più divertente dell'anno" che occorre diffidare, ovvero starsene serenamente a casa.
Oppure andare per funghi, ancorché ormai fuori stagione.


Confaloni: Non ho competenze in materia di funghi, preferibile leggere un buon libro e ascoltare musica di qualità..
sfascia carrozze: #forse sì.
Anche se qualche Cardoncello non è poi mica robba da buttare via
pixies77
pixies77
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Grazie per la segnalazione, era già in lista. Peccato per il giudizio medio, avevo ed ho alte aspettative. Vedremo


Poldojackson
Poldojackson
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Cruz e Banderas non sono attori comici e gli manca anche la vis.
Il terzo in locandina sembra un Amendola che ha studiato.
Non lo vedrò mai.


algol
algol
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Pellicola divertente ed intelligente. Di difetti ne vedo pochi.


ZiOn
ZiOn
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Dei due registi argentini ho visto "El Artista", in cui recita il grande scrittore Alberto Laiseca, recentemente dipartito. Anche quella era una satira del sistema dell'arte, in quel caso dell'arte contemporanea. Mi era sembrato riuscito.


Onirica: E' quello muto e i bianco e nero?
Visto mille anni fa, gran bel film.
Onirica: No, non l'ho visto
ZiOn: Simpatico. Nel cast ci sono vari attori non protagonisti e alcune scene sono girate in Italia, a Roma.
ZiOn: *non professionisti...

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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