Copertina di Mark Sturdy Truth & beauty: the story of Pulp
Boop07

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Per fan dei pulp, appassionati di britpop, lettori di biografie musicali e cultori della musica anni '80/'90.
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LA RECENSIONE

Libro in inglese/Due

Era stato incredibile 8 anni fa vivere l’ultimo momento della mia giovinezza dentro con la musica dei Pulp: ero all’ultimo anno di frequentazione dell’università, a più di 30 anni, e, da quando avevo ascoltato Common People, lentamente il gruppo di Jarvis Cocker mi accompagnava con le sue canzoni verso la fine di una spensieratezza abbastanza spenta dopo 20 anni, da quando avevo iniziato la scuola superiore (l’Alberghiero).

Era Gennaio, e le cose stavano cambiando dentro di me con la notizia della morte di Dolores O’ Riordan dei Cranberries (e un pezzo di me, del periodo dolce e amaro della 3°superiore, se ne era andato) e dell’ultimo film di Ligabue, Made in Italy (con quei meravigliosi Stefano Accorsi e Kasia Smutniak) a rinnovare il mio amore, abbastanza da tifoso, per il nostro paese, e tutto questo agiva in me su un vuoto di emozioni iniziato dopo la fine dell’Estate prima.

Per conoscere meglio la storia di questo gruppo avevo visto un bel docufilm in Inglese mai uscito in Italia e avevo letto un saggio sul valore storico, sociale e culturale del gruppo nella società inglese, scritto da un giornalista che si occupa di Politica, Storia e Architettura, in Inglese.

Sapevo dell’esistenza di questa biografia ma avevo aspettato qualche anno prima di comprarla su Amazon, non avendola trovata disponibile usata in Europa e dopo perché per me costava molto.

Ma pochi anni fa avevo deciso di comprarla e, pagando poco più di 30€ più le spese di spedizione, leggendola la prima volta ero stato affascinato sempre di più dalla storia unica di questo gruppo, fatta di molte difficoltà per arrivare al successo, l’arrivo del successo (quasi) a sorpresa ma dopo pochi anni un lento declino fino alla decisione di ritirarsi per un po’ di tempo dalle scene: era il 2003, l’anno di pubblicazione di questo libro, e la storia del gruppo era iniziata 25 anni prima, nel ’78.

Essendo a disposizione le informazioni sulla storia del gruppo in qualche sito in Italiano, mi limiterò per i vari periodi della loro carriera a raccontare fatti o aneddoti interessanti per provare a rendere il libro più interessante.

Per l’autore la storia del gruppo inizia quando Jarvis Cocker, il frontman, era nato a Sheffield, nel nord dell’Inghilterra/ndr - nota di recensore, nel ’63.

Da bambino aveva iniziato a sviluppare la personalità eccentrica e brillante che avrebbe mostrato sulla scena, passando anche dal look.

Quando aveva 7 anni il padre aveva abbandonato la famiglia, e lui e sua sorella Saskia, la più piccola, erano stati cresciuti dalla madre e dalla nonna.

La musica era una passione nella sua famiglia: Jarvis la viveva praticando canto in non pochi ambiti e quando era ragazzo aveva iniziato a strimpellare una chitarra che aveva avuto in regalo imitando gli assoli dei brani dai dischi di Heavy Metal che ascoltava (dai vinili/ndr).

Nel ’77 il Punk stava dominando la scena musicale in Inghilterra e Jarvis ne aveva fatto sua l’estetica, ma era rimasto deluso per una esperienza personale che aveva fatto.

L’anno dopo Jarvis con un amico aveva creato un gruppo, chiamandolo Arabicus Pulp, con il primo nome che era una interpretazione sbagliata di una qualità di caffè; un po’ di tempo dopo il nome del gruppo era stato ridotto a ‘Pulp’.

All’inizio il gruppo aveva cominciato a fare sia musica che cinema, girando due film, di cui uno era stato proiettato in una sala della città facendo successo.

La storia della carriera del gruppo dagli anni ‘80 la si trova in qualche sito in Italiano (cercare su Google e cliccare sui risultati forniti – o aiutarsi con l’intelligenza artificiale): quindi mi limiterò a qualche fatto e/o aneddoto per me curiosi per rendere interessante il libro.

Negli anni ‘80 il gruppo aveva vissuto un difficile periodo per l’arrivo al successo, nonostante avesse lavorato molto sulle musiche, sui testi, sulle esibizioni, sulle scenografie e sul look.

In quel periodo erano arrivati fra i vari membri Russel Senior, Candida Doyle (con un modo particolare di suonare le tastiere e con il problema dell’artrite reumatoide di cui ancora soffre [una cosa che mi aveva stupito nel periodo che stavo conoscendo le canzoni del gruppo]) e Nick Banks.

Russel racconta che nei primi tempi della sua presenza nei Pulp Jarvis era una celebrità non solo sulla scena ma anche nella vita della città: usava sottintesi sessuali sia con le signore al banco del pesce in un mercato al coperto dove lavorava, per vendere più pesce, che con le ragazze, per altri motivi, ma dovendo affrontare il problema dell’odore di pesce e di candeggina che usava per toglierlo dalle mani.

Nei primi anni ’80 a Sheffield e in altri posti del Nord dell’Inghilterra c’erano le lotte e gli scioperi contro la chiusura delle miniere decisa dal Primo Ministro Margaret Thatcher, e la musica del gruppo risentiva di questo umore.

Dopo avere finito la scuola Jarvis viveva con un sussidio del governo e cercava di crearsi un’attività.

Era andato con altri del gruppo a vivere in un appartamento in una fabbrica abbandonata e vivendo la vita ‘irregolare’ di un artista: dormiva fino a tardi, lavorava con il gruppo al pomeriggio e poi spendeva non pochi soldi nei mercatini di beneficenza.

Nell’’85 Jarvis si era infortunato in modo grave cadendo da un edificio dove si era arrampicato per fare colpo su una ragazza.

Lui racconta che durante la sua degenza in ospedale aveva avuto modo di pensare sulla sua vita, cosa che prima non aveva fatto, essendo occupato nel sogno di diventare una celebrità nel mondo nella musica (che era nato da ragazzo dopo avere visto una famosa serie alla tv).

E continua che vedendo gli altri malati e la gente che andava e veniva intorno a lui si era reso conto che le cose migliori da scrivere nelle canzoni erano quelle della vita di tutti i giorni e un libro di uno scrittore americano, Tom Wolfe (The Electric Kool-Aid Acid Test ), lo aveva ispirato su come scrivere i testi.

Nell’ ’89 Jarvis aveva deciso di chiudere con il gruppo per il poco successo che il gruppo faceva e per dei suoi problemi personali, e si era iscritto a un’accademia, la Saint Martin’s School di Londra, per frequentare un corso; questo mentre gli altri si erano messi a lavorare in ambiti diversi dalla musica e Russel era diventato padre.

A Londra Jarvis aveva incontrato Steve Mackey e un po’ di tempo dopo aveva preso l’abitudine con lui di andare nei finesettimana ai Rave Party (una specie di raduni non autorizzati/ndr) dove si stava sviluppando la scena Acid, e dove i due erano diventati ossessionati dalle macchine usate per produrre quella musica.

Dopo la fine del periodo a Londra Jarvis era tornato con Steve (diventato un altro membro del gruppo) a Sheffield e il gruppo aveva iniziato a registrare un nuovo album, di musica Acid, nonostante le difficoltà le prime volte a creare la musica con macchine come tastiere e batterie elettroniche.

Il contatto con Londra era stato positivo per il gruppo avendo potuto assaggiare il grande successo di pubblico con brani come My Legendary Girlfriend e, soprattutto, O.U. (Gone Gone).

Il grande salto era stato forse possibile avendo firmato un contratto con una casa discografica, la Island, che avrebbe permesso al gruppo di avere un budget più alto, dei mezzi più adeguati e degli studi più funzionali per registrare le loro canzoni (fino a quel momento il gruppo aveva firmato contratti solo con etichette – come dire, per chi non lo sapesse, case discografiche più piccole – e le cose non erano andate sempre bene).

E il gruppo, che era entrato da poco nella scena Britpop (quella dei Blur e degli Oasis/ndr) nei primi anni ‘90, aveva fatto il grande salto con brani come Babies e Do you remember the first time? e un album, His’n’hers, che avevano avuto un buon successo in varie classifiche; e si era realizzato il sogno di Jarvis di esibirsi nel più importante programma di musica del periodo, Top of the Pops, con Babies (Nick racconta due fatti particolari nelle varie apparizioni del gruppo, di cui in una Jarvis da una tasca aveva tirato fuori uno slip da donna).

(Per celebrare il grande momento Jarvis aveva realizzato con l’aiuto di un regista un documentario, con il titolo Do you remember the first time?, poi premiato a una cerimonia in una importante accademia di Londra).

Per il nuovo album il gruppo aveva scelto come produttore Chris Thomas.

Jarvis aveva comprato una tastiera della Casio e su questa aveva creato la melodia di Common People; poi erano venute le parole, una storia ispirata a una esperienza che lui aveva fatto da studente all’accademia (una ragazza ricca che gli aveva chiesto di fargli vedere le persone di una zona disagiata di Londra dove lui abitava). Il brano era una critica al sistema delle classi sociali e al turismo dei bassifondi, cioé (ndr) visitare una zona disagiata di una città come se si andasse in un luogo esotico.

Dopo la metà di Maggio del ’95 il brano era stato pubblicato e mentre faceva un grande successo il gruppo lavorava al nuovo album; e la popolarità sia della band che di Jarvis come personaggio cresceva.

Nello stesso periodo era entrato un altro nel gruppo, Mark Webber, che collaborava come esterno in non pochi ambiti.

Era stato pubblicato un cd con due brani (un singolo), Mis-Shapes e Sorted for E’s and Wizz, dalla copertina che ricordava un incarto per una droga in pillole e che aveva portato la stampa a montare uno scandalo, accusando il gruppo di promuovere l’uso delle droghe.

A Ottobre era stato pubblicato il nuovo album, Different Class, che avrebbe fatto un enorme successo e curioso perché i membri del gruppo appaiono nella copertina e nelle immagini del libretto del cd come dei cartonati: l’idea era stata di Jarvis che, come lui stesso racconta, gli era stata ispirata dal ricordo di avere letto in una rivista di moda un po’ di anni prima di quando venivano posizionati in varie zone di Londra dei cartonati del futuro primo presidente dell’Unione Sovietica (come dire...la Russia di oggi) Lenin che abitava a Londra (il gruppo appare nello stesso modo in uno dei video delle sue canzoni più famose, Disco 2000/ndr).

Dopo che l’album era stato pubblicato il gruppo era andato in tour in pochi paesi d’Europa e in pochi posti in Inghilterra, facendo un grande successo.

L’autore vede Different Class come la conclusione di tutto quello che Jarvis aveva voluto dire nelle sue canzoni dall’inizio della sua avventura nel gruppo e come la colonna sonora dei giovani inglesi confusi della metà degli anni’90.

L’anno dopo, alla cerimonia di premiazione dei Brit Awards, Jarvis con uno del team del gruppo aveva fatto una invasione di palco dove si esibiva Michael Jackson circondato da molti bambini, un’immagine che lo aveva disgustato perché il cantante gli appariva come un Messia.

Per questo Jarvis era stato arrestato, accusato di avere ferito dei bambini, poi però scagionato, perché a farlo era stato uno del servizio d’ordine del cantante corso sul palco ad allontanarlo.

E molta della stampa si era schierata a favore di Jarvis.

La celebrità del gruppo e di Jarvis era al massimo e per lui erano tante le occasioni di apparire in tv e negli eventi mondani.

Ma a un certo punto lui si era stancato di vivere la vita da personaggio famoso e stava affrontando un problema, l’uso di cocaina, la droga che girava nell’ambiente delle celebrità a Londra.

Aveva deciso quindi di scappare da quel mondo andando a New York e chiedendosi se valesse ancora la pena continuare con la musica e la celebrità.

Dal ’97 al 2002 é stata una fase discendente per il gruppo, iniziata con Russel che se ne era andato (in una intervista aveva detto di non potere più vivere come una persona ordinaria per via del successo – riferendosi a Common People – e perché i rapporti con quelli del gruppo non erano stati del tutto sereni mentre si stava registrando l’ultimo album).

Tra la fine del ’97 e i primi mesi del ’98 erano stati pubblicati due nuovi brani come singoli: Help the Aged e This Is Hardcore. Il successo generale nella classifica non era stato come i brani di pochi anni prima.

Help the Aged era stata ispirata, come dice Jarvis, da delle sue cose personali ed era una riflessione sulla sua età e sulla sua maturazione personale (il breve successo in classifica nella Top Ten lo aveva fatto vergognare di avere scritto un pezzo che portasse la gente a pensare di non essere immortale); This Is Hardcore é sulla pornografia usata come immagine per spiegare della vita di una celebrità tutta all’attenzione del pubblico (che era stata l’esperienza di Jarvis poco tempo prima).

Il nuovo album, con lo stesso titolo dell’ultima canzone (e che fra gli argomenti tratta degli inganni del successo, della crisi di mezza età e degli aspetti negativi di essere maschio), aveva avuto un discreto successo.

In un altro momento del ’98 Jarvis aveva presentato un programma d’Arte viaggiando per la Francia e gli Stati Uniti e intervistando degli artisti particolari, il cui contatto lo aveva portato a pensare a un nuovo modo di affrontare la creatività con il gruppo.

Il nuovo album che il gruppo aveva in mente doveva essere acustico o quasi e così aveva detto a Thomas.

Che si era messo al lavoro in questa direzione, ma a un certo punto le registrazioni erano arrivate in una fase difficile che solo un altro produttore, un cantante americano, Scott Walker (che Jarvis e Steve avevano conosciuto in un festival dove il gruppo si era esibito) era riuscito a sbloccare (e il risultato aveva convinto il gruppo di avere scelto la persona giusta).

Pochi mesi dopo essere stato registrato l’album era stato pubblicato, con il titolo We Love Life, che mostrava quanto il gruppo era stato sereno nella creazione dell’album, rispetto al periodo di registrazione dell’altro.

Il successo di questo album era stato un po’ più grande dell’altro.

Di questa fase a chiudere trovo interessante la difficile storia della pubblicazione del brano Bad Cover Version come singolo, per il tentativo della casa discografica di impedirla (dopo il poco successo del primo singolo The Trees/Sunrise), e del simpatico video della canzone, creato da Jarvis con un regista, dove molti sosia di celebrità (tra cui sia fra gli attori che i personaggi c’é lo stesso Jarvis) si esibiscono nella canzone in uno studio di registrazione (il cui staff é interpretato da molti del gruppo), una presa in giro di un video degli anni ’80 di un brano per un’iniziativa benefica, Do They Know It’s Christmas? (nato sull’esempio di We Are The World e del Live Aid dello stesso periodo/ndr).

La fine di questa storia é dell’ultimo concerto di allora in un festival in un posto vicino a Sheffield dove alla fine Jarvis aveva detto al pubblico di essere l’ultimo, ma con la possibilità in futuro di tornare (sarebbe stato nel 2011, poi nel 2023 la morte di Steve e l’anno scorso l’ultimo album, More).

Truth and Beauty...Verità e bellezza: una grande storia di sopravvivenza e caparbietà in un mondo non facile come quello del Pop, e unica nel suo genere (in realtà una un po’ simile é quella dei Kinks che dopo i primi anni di grande successo avevano avuto degli alti e dei bassi di non poco rispetto, in poco più di 30 anni di carriera).

Un libro assolutamente da leggere, cartaceo o digitale che sia.

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Riassunto del Bot

La recensione esplora con passione la biografia 'Truth & Beauty' dedicata ai Pulp, ripercorrendo episodi chiave, successi e difficoltà della band. L'autore intreccia vissuto personale e storia musicale, sottolineando l'unicità di Jarvis Cocker e l'impatto culturale del gruppo, consigliando caldamente la lettura dell'opera.

Mark Sturdy

Autore di "Truth & beauty: the story of Pulp" (2003), biografia del gruppo Pulp.
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