Copertina di Martin McDonagh The Banshees of Inisherin
Stanlio

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Per amanti del cinema d'autore, appassionati di drammi esistenziali, fan di storie tragicomiche e pubblico interessato alla cultura irlandese
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LA RECENSIONE

The Banshees of Inisherin” in italiano diverrà “Gli spiriti dell'isola”, uscirà ufficialmente il 2 febbraio nei nostri cinema, ho finito di vedermelo mezz'ora fa, in lingua originale ma con i sottotitoli altrimenti non ci avrei capito quasi nulla.

Il soggetto è del regista nonchè sceneggiatore e produttore Martin McDonagh, non l'avevo mai sentito nominare prima, però tempo fa mi capitò di vedere (già iniziato) per un paio di volte “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” un suo bellissimo film del 2017.

Cercando tra i film in concorso alla 79° Biennale Cinema ho scelto questo e si è rivelata una cosa azzeccata, è la storia ambientata nel 1923 su una fantomatica isola irlandese e narra le ultime vicende di due amici riconosciuti da tutti come tali, va da sé che questa amicizia s'interrompa di colpo un giorno. senza un preciso motivo ma causa della noia che uno dei due (Colm) prova per il più giovane (Padraic), nonostante le insistenze dell'amico e di tutti i loro conoscenti Colm non torna sui suoi passi anzi minaccia l'ex amico di non rivolgergli mai più la parola, vuole essere lasciato in pace e nel caso in cui Padraic contravvenga a questo suo imprescindibile desiderio, come ultimatum gli garantisce che la prossima volta che gli rivolgerà la parola, lui si taglierà (con un vecchi paio di cesoie per tosare le pecore) un dito della mano sinistra, la stessa che usa per suonare il suo amato violino, e così via fino ad esaurimento delle dita...

Personaggi:

Gli amici, Colm e Padraic.

Siobhan, la sorella di Padraic.

Peadar, il poliziotto.

Dominic, altro giovane amico di Padraic e figlio dell'unico poliziotto dell'isola.

La Sig.ra McCormick, una vecchia megera.

Jonjo, l'oste che gestisce l'unico pub dell'isola.

Jenny, la piccola asinella di Padraic.

Il prete, che sbarca nell'isola tutte le domeniche per dir messa e confessare i peccatori.

Piccolo spoiler di poco conto (ehm, siete avvisati eh...): una vecchia megera profetizza a breve due morti nell'isola, cosa che puntualmente si avvererà ma non saranno i due ex amici a morire.

Il film nella sua tragicommedia da molto da riflettere sui rapporti umani che possono sgretolarsi in un lampo senza che nessuno possa porvi rimedio e lascia di stucco per l'avvicendarsi degli eventi.

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Riassunto del Bot

The Banshees of Inisherin, diretto da Martin McDonagh, racconta la fine improvvisa dell'amicizia tra due uomini su un'isola irlandese nel 1923. Il film esplora con tono tragicomico i rapporti umani e l'ineluttabilità delle rotture emotive. Personaggi ben delineati e una narrazione coinvolgente che invita a riflettere sulle fragilità dell'animo umano. Un film apprezzato dalla critica e dal pubblico alla 79ª Biennale Cinema.

Martin McDonagh

Regista, sceneggiatore e drammaturgo irlandese-britannico. Emerso a teatro con commedie nere ambientate in Irlanda, ha esordito al cinema con In Bruges (2008) e proseguito con 7 Psicopatici, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri e Gli spiriti dell'isola.
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