Copertina di Massimo Volume Stanze
Alessandro Gentili

• Voto:

Per appassionati di musica indie, fan del rock alternativo italiano, amanti di testi poetici e musica sperimentale
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LA RECENSIONE

1993: anno d'esordio del gruppo bolognese guidato da Emidio Clementi, i Massimo Volume, un nome tra tanti, nessuno si sarebbe aspettato il peso che avrebbe avuto sulla scena indipendente italiana nell'intero decennio a seguire.
"Stanze", uscito per la piccola Underground Records, è sì un disco acerbo e di certo non ancora al pieno della maturità, ma mostra già quelli che saranno i tratti distintivi di Mimì & soci: strutture sonore strappate e lacerate, sorta di grunge / noise destrutturato e ricostruito in un'ottica estremamente personale, grazie soprattutto al genio di Egle Sommacal (ora Ulan Bator); un senso di mancanza e insoddisfazione continui, perennemente in bilico tra implosioni ed esplosioni d'angoscia; ma soprattutto quel cantato che cantato non è (ancora si percepiscono lievi accenni di linee melodiche vocali, grazie soprattutto ai contrappunti vocali di Vittoria), inimitabile marchio di fabbrica, pura letteratura: canzoni come dipinti di un mondo insensato e ottuso, storie di emarginazione, incomprensione e incomunicabilità, spesso vissute sulla propria pelle, raccontate con una voce disillusa e per questo ancora più vera, sincera e penetrante, che basta sentirla una volta per imprimerla indelebilmente nel cervello.

Certamente non si toccano le vette raggiunte poi con "Lungo i Bordi" e "Da Qui", ma ci sono comunque diversi episodi più che degni di nota, come la tirata 'Ronald Thomas e io', la secca e disarmante 'Alessandro', l'ipnotica 'Veduta dallo Spazio'; e ancora 'Stanze Vuote', che stilla disperazione malata da tutti i pori, e 'Cinque Strade', che risente molto della tecnica chitarristica propria di Umberto Palazzo, tra i fondatori della band prima di formare i suoi Santo Niente, altro fondamentale astro del capoluogo emiliano.

Non il loro disco migliore, ma da qui è cominciato tutto ... poesia pura.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'Stanze', il primo album dei Massimo Volume uscito nel 1993, sottolineandone l'energia grezza e lo stile unico. Pur evidenziando qualche limite di gioventù, si evidenzia come l'album contenga già gli elementi distintivi del gruppo: atmosfere noise, testi profondi e un approccio vocale letterario che lo rende un importante punto di partenza per la scena indie italiana.

Tracce video

01   Stanze (02:26)

02   Insetti (02:11)

03   Un sapore, tutto qui (02:21)

04   Sfogliando "L'amore è un cane che viene dall'inferno" (01:11)

05   Ronald, Tomas e io (03:24)

06   Vedute dallo Spazio / Ororo (06:43)

07   Alessandro (04:23)

08   15 di agosto (00:58)

09   Stanze vuote (04:14)

10   In nome di Dio (03:16)

11   Tarzan / Cinque strade (08:00)

Massimo volume

Gruppo bolognese formatosi nel 1991, noto per l'uso del recitato di Emidio “Mimì” Clementi su strutture rock e per l'importanza nella scena indipendente italiana degli anni '90. Dopo una pausa dal 2002, è tornato attivo dal 2008.
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