"Cloverfield" è l'ennesimo film sul mostro gigante che distrugge la città, l'ennesimo film sui cittadini che scappano terrorizzati tra le fiamme, l'ennesimo film in cui i soldati americani intervengono per salvare la città dalla belva gigante, eppure nonostante il clichè trito, ritrito, e di nuovi ritrito... questo film ha un idea geniale e (quasi) originale! Mostrare tutti i fatti attraverso la prospettiva di un filmino amatoriale. Una scelta più o meno innovativa (l'idea fu utilizzata in "The Blair Witch project", ma a differenza di questo, "The Blair" fu una bufala colossale, spacciandosi per vero documentario) che ha già diviso il pubblico a metà, non ci sono mezze misure, le reazioni sono due, bestemmiare tutti i santi del calendario alla fine del film chiedendo il rimborso del biglietto, oppure uscire dalla sala soddisfatti per aver visto qualcosa di finalmente diverso dal solito schema da film Hollywoodiano.

C'è da dire che, piaccia o non piaccia, in questo film c'è un tocco di arte. Le persone più distratte potrebbero pensare che le scene sono realmente girate da una telecamera casalinga usata da un video amatore, in realtà non è così, proprio come nel "Grindhouse" tarantiniano qui il lavoro di storpiamento delle immagini e l'effetto amatorial trash viene ricreato ad arte in sala di produzione. Le riprese vengono girate in alta definizione e poi sporcate digitalmente in fase di montaggio, se lo si guarda sotto questo punto di vista non si può non ammirare lo sforzo tecnico che è stato svolto. Per apprezzare un tale prodotto bisogna vederlo per quello che è: un prodotto di puro entertainment! Il solito film sul mostro mangia uomini visto attraverso le riprese di una telecamera casalinga. Visto con questa ottica il film intrattiene, diverte, e per più di un occasione spaventa anche! Le scene di panico risultano efficaci proprio perché vengono filmate in presa diretta (si fa per dire) e vengono mostrate dalla prospettiva dell'operatore che filma, i suoni non sono i soliti "special fx" alla guerre stellari, ma ricordano molto i suoni reali che accompagnavano i veri filmati delle torri gemelle o di altre catastrofi filmate dal vivo, gli urli delle persone, le macerie, i pianti di bambini, le sirene della polizia, le folle che scappano dalla polvere innalzata dai palazzi crollati, se si toglie il mostro in computer grafica sembra veramente di assistere a riprese di terroristi filmate dal vero! Ed è proprio questo il punto forte del film, prendere un filmato dell'11 settembre e inserire Gozzilla al posto dei dirottatori! Scelta di cattivo gusto? Per molti si, ma funziona alla grande!

La vera pecca di questo film è che sforzandosi nel suo estremo realismo.. finisce per non essere realistico. Lo sforzo tecnico è ottimo ma non abbastanza da evitare le scene paradossali, durante la visione del film ogni spettatore leggermente concentrato noterà una serie di assurdità clamorose:

- La batteria della telecamera non finisce mai! (batteria a lunga durata? Non so.. mi sembra ugualmente assurdo!)

- Il video maker si trova sempre nel posto giusto al momento giusto, la telecamera sobbalza per via della sua inefficienza.. eppure... non si sa come.. riesce sempre ad inquadrare i primi piani degli attori, a seguire la storia passo per passo, a continuare a filmare anche negli inseguimenti più vorticosi, ad inseguire il mostro in ogni suo movimento.... Certo che per essere un semplice ragazzo imbranato con una telecamera in mano è proprio bravo! Continua così che diventerai il nuovo Orson Welles! (.... Assurdo!!!!)

- Ci sono degli elementi che stonano con l'ambientazione realistica del film.. e sono gli attori! Sfido chiunque, anche la persona più insensibile di questo mondo, a mantenere dei volti mono espressivi per tutta la durata della tragedia.. in un filmato VERO! I nostri beniamini si limitano solo a respirare affannati (ma non sono loro.. sono i bravi doppiatori) e correre per tutto il film....(assurdo!!)

Ma a parte queste "piccolezze" ed altre perle del Trash (questa volta involontario), il film riesce nel bene e nel male ad intrattenere lo spettatore. Se soffrite di stomaco non reggerete venti minuti! La telecamera si muove su e giù in continuazione e dopo un po' si ha una sensazione di mal di mare. Ci sono scene morte in cui non succede una mazza e sembra di assistere ad un filmino del matrimonio, ma improvvisamente la calma viene spezzata da improvvise tragedie che in più di due casi fanno saltare dalla sedia anche lo spettatore più deluso, ci sono due sequenze davvero ottime!La scena nella metropolitana con gli insetti mostri (i figlioletti del gigante) che inseguono i nostri malcapitati, molto claustrofobica e con ritmo al cardiopalma, e la spettacolare ripresa della fuga con l'elicottero che si schianta a terra, con la telecamera interna che trasporta lo spettatore dentro l'elicottero facendogli provare la vera sensazione di star precipitando. Devo dire che anche il più critico dei critici non può rimanere indifferente di fronte ad una trovata simile.

In definitiva non si tratta di un capolavoro, e nemmeno di un grande film, io la definirei più un'esperienza! Un nuovo modo di vedere il cinema sui mostri, una bella trovata che sa intrattenere e porta una ventata di aria fresca a questo cinema americano, fatto solo di schematicità e didattismo. Molto meglio di Blair Witch project, più originale di quel disastro cinematografico che fu il remake di "Gozzilla" del 1998 e sicuramente più originale del piattume che ci passa Hollywood.

Da vedere solo al cinema, e solo una volta! Come ho già detto.. si tratta di una "esperienza" cinematografica che va vissuta. Nel bene e nel male.

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