Copertina di Meanwhile, Back in Communist Russia... My Elixir; My Poison
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Per appassionati di musica post-rock, fan di sonorità minimaliste ed elettroniche, amanti di atmosfere cupe ed emozionali
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LA RECENSIONE

Sigarette. Bicchieri di vino sporchi di rossetto, lasciati a metà in una stanza in penombra. Lacrime e mascara. Vendetta. Rancore represso, vecchio di secoli. Un viso familiare riconosciuto di sfuggita, in mezzo alla folla di un grigio mattino londinese. Malinconia. Sigarette. E' la voce di Emily Gray, cantante dei defunti Meanwhile Back, in Communist Russia. Attorno ai suoi monologhi sussurrati si adagiano scomposte melodie sintetiche, delay, ritmi elettronici casalinghi e straminimali, qualche sporadica esplosione di chitarra. Minimalismo e pathos, questo sono i Meanwhile Back. La sintesi del gran calderone chiamato Post-Rock.
Li hanno definiti "Lydia Lunch che incontra i Mogwai". Si, è giusto: malata e sinistra la prima, atmosferici e carichi di emozione i secondi. Il paragone ci sta. Ma con qualche sigaretta in più.

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Riassunto del Bot

La recensione descrive l'album 'My Elixir; My Poison' dei Meanwhile Back in Communist Russia come un viaggio sonoro tra minimalismo, atmosfere malinconiche e voci sussurrate di forte impatto emotivo. Il confronto con Lydia Lunch e Mogwai sottolinea la fusione di elementi dark e post-rock, esaltando l'autenticità e la profondità dell'opera.

Tracce video

02   Anatomies (04:38)

03   Chinese Lantern (04:37)

04   Realization (02:37)

05   Heliotrope (05:14)

06   Cusp (02:26)

07   Roses for Her (06:09)

08   Holomovement (03:22)

09   New Adventures (04:04)

10   Heatstroke (07:57)

Meanwhile, Back in Communist Russia...

Band post-rock descritta nella recensione come ormai defunta, con Emily Gray alla voce; sonorità minimali e atmosfere malinconiche.
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