Oggi voglio parlarvi di Meat Loaf.
All'anagrafe fa Marvin Lee Aday, ma ormai tutti lo chiamano Meat Loaf. E' probabile che lo abbiate visto in qualche film come per esempio The Rocky Horror Show del 1975 tratto dall'omonimo musical oppure nel più recente Fight Club (era l'ex atleta dopato al quale erano "cresciute le tette"). Detto questo il nome di Meat Loaf in ambito discografico è legato a doppio filo con la rock opera Bat Out Of Hell. Il primo capitolo ha venduto oserei dire discretamente bene: oltre 30,000,000 di copie (!!!) ed il secondo capitolo la metà.
Io voglio parlarvi di Bat Out Of Hell III, uscito l'anno scorso. Tuttavia prima è bene cercare di inquadrare il genere: operazione non facile.
Le canzoni di Bat Out Of Hell I e II composte interamente da Jim Steinman ed interpretate dalla poderosa voce di Meat Loaf sono esagerate, pompose, spudoratamente barocche ed estremamente teatrali. Bisogna tuttavia avere l'acume per capire che una persona che si fa chiamare "polpetta" (è questa infatti la traduzione in italiano di meat loaf) in onore delle sue sgraziate forme è dotata di grande auto ironia. Lui non si erge per nulla a salvatore del rock, come si potrebbe evincere guardando distarattamente gli artwork dei suddetti lavori con Harley Davidson che vola via dall'inferno. Nelle copertine, tamarre come poche, si erge il nome della super rockstar "POLPETTA". La parodia è quindi palese, sia nella storia esagerata del concept che nel suono dove chitarre si mescolano a pesantissime orchestrazioni, melodie dolci e curate nei minimi dettagli, per canzoni che durano un'infinità con continui cambi di tempo, ripetizioni ossessive dei ritornelli ed introduzione di cori gospel al seguito.
In verità questo lavoro (geniale) è un'enorme presa in giro a tutte le star del rock ed uno dei più grandi paradossi della storia della musica. Perché? Perché incredibilmente viene definito come una summa dell'opera rock, quando le sonorità sono iper patinate, ruffiane e levigate con cura e professionalità maniacale. E' tutta una questione di auto-convicimento: con un artwork ed una storia del genere questo disco, non può che essere fottutamente rock e la gente ha finito per crederci considerando Bat Out Of Hell una summa del genere. A tal proposito ho letto su questo sito una recensione nella quale si affermava che il rock è nato con Bat Out Of Hell!!!! Un paradosso incredibile che personalmente mi fa ridere di gusto e rotolare dalla sedia... In verità si tratta di un ottimo pop con qualche schitarrata per confondere le idee. A mio parere è necessario entrare in quest'ottica per apprezzare questi due grandiosi dischi (i primi due li adoro): molti non lo fanno.
Il primo lavoro è uscito nel 1977, il secondo nel 1993 e l'ultimo nel 2006.
La copertina di Bat Out Of Hell III vede il nostro eroe con la sua immancabile Harley e spada in mano pronto per fronteggiare il mostro e salvare la gnocca di turno. Le sonorità sono, come nei capitoli precedenti, in dicotomica opposizione in quanto l'intero cd è costellato da una marea di ballate e cavalcate ballabili. Ma veramente non si capisce che è un'immane presa per il culo???
Sinceramente quest'ultima fatica intitolata "The Monster Is Loose" non ha a mio parere motivo di esistere. Il nostro Meat ha ormai 60 anni, ha perfino rotto i rapporti con il suo "braccio" Jim Steinman. I due sono quasi andati per vie legali in quanto il compositore non voleva che Meat Loaf interpretasse le sue canzoni per il suddetto lavoro. Il cd in poche parole riprende le sonorità dei capitoli precedenti senza raggiungerne, come prevedibile, le vette. Canzoni come "Blind As A Bat", "Alive" e "Bad For Good" o la già famosa "It's All Coming Back To Me Now" (Celine Dion) potranno anche piacere molto a dei neofiti, ma hanno il sapore del già sentito. Un cd carino, (con una valanga di ospiti che non ho voglia di elencare) che rovina una bella saga. Per fortuna il "Monster Is Loose"...speriamo che non resusciti, aggiungo io.