Copertina di Megadeth Countdown to Extinction
Enrico Rosticci

• Voto:

Per appassionati di thrash metal, fan di megadeth e heavy metal, musicisti e critici rock
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LA RECENSIONE

L’inizio degli anni ’90 ha rappresentato un brusco stop per la popolarità di numerosi thrash metal acts soprattutto negli Stati Uniti, dove il fenomeno grunge è riuscito a catalizzare su di sé l’ attenzione di un’ampia fetta di pubblico, in virtù di una proposta antitetica rispetto ai canoni della “me decade”.

Se a farne le spese, inizialmente, è proprio quel sound melodico ed irresistibile che aveva caratterizzato tutti gli anni ’80 grazie a nomi come Motley Crue, Whitesnake, Dokken e Poison, ben presto anche le grandi thrash metal bands sono destinate a conoscere l’oblio. Glorificati sugli altari della critica nel decennio precedente, tutti i grandi nomi dell’hard and heavy vengono letteralmente cancellati dalle classifiche incorrendo anche in pesanti stroncature da parte della stampa specializzata. Nel disperato tentativo di correre ai ripari, i singoli gruppi adottano strategie differenziate: i Metallica ammorbidiscono il loro sound producendo un disco omonimo meno complesso ed articolato ma di sicuro impatto (tanto che venderà ben 12 milioni di copie solo negli USA); gli Slayer proseguono senza indugi su strade già battute; gli Anthrax rivoluzionano radicalmente le loro radici dando alla luce opere minori ma più che dignitose e tutti i gruppi della seconda ondata thrash (Annihilator, Forbidden, Vio-Lence, Death Angel…) portano avanti la loro carriera fra molteplici difficoltà.

I Megadeth (che con Metallica, Slayer ed Anthrax formano da sempre il gotha di questo genere musicale) reagiscono alla crisi del mercato con un album compatto e potente, dalla grande solidità compositiva ed in possesso di spunti d’alta scuola, in grado di catturare un’audience più vasta ed eterogenea senza scendere ad eccessivi compromessi come nel caso dei Metallica. Il giorno stesso della sua pubblicazione l’album debutta direttamente alla posizione # 2 delle charts americane e raggiunge in poco tempo il doppio disco di platino, divenendo bestseller assoluto della band di Los Angeles.
Avvalorato dalla presenza del maestoso singolo “Symphony Of Destruction”, supportato da un video veramente notevole, il disco spicca letteralmente il volo rafforzando la posizione dei Megadeth fra i big del rock contemporaneo. Forte della line–up che aveva reso il precedente “Rust In Peace” un capolavoro assoluto in ambito techno-thrash, la band di Dave Mustaine riesce ad uniformarsi agli standard del periodo cogliendo con intelligenza i mutamenti dell’audience: la velocità di esecuzione non rappresenta più l’obiettivo primario del Megadeth sound, adesso la batteria ha un suono più greve e le sei corde, magistralmente utilizzate dal duo Friedman–Mustaine, si aprono a nuove ed esaltanti soluzioni. Le melodie emergono con forza fra le sempre serrate ritmiche del gruppo: pezzi come la stupenda titletrack, un autentico monumento sonoro e la fastosa “Foreclosure Of A Dream”, dotata di un testo molto interessante, riescono ad unire momenti più riflessivi ad impressionanti scariche elettriche. L’eterogeneità dei brani, la cui matrice, però, resta sempre riconoscibile, valorizza ulteriormente questo ottimo lavoro: i classici assalti all’arma bianca restano presenti in tracce come “High Speed Dirt” e “Sweating Bullets” ma i Megadeth ci forniscono spunti più innovativi in “Architecture Of Aggression” o nella bellissima “Captive Honour”.

Prodotto da Max Norman e dall’onnipresente Dave Mustaine, “Countdown To Extinction” rappresenta la capacità di questa grande band di rinnovarsi con intelligenza, preservando la propria identità senza annichilire il proprio desiderio di crescita artistica. La rivoluzione sonora ed il tripudio orgiastico di “Peace Sells… But Who’ s Buying” (1986) sono lontani, così come le esplosioni tecniche del titanico “Rust In Peace” ma questo album è la dimostrazione lampante di come il quartetto Mustaine – Friedman – Ellefson – Menza fosse in grado di creare songs dalla struttura elaborata ed al tempo stesso dotate di una forza d’impatto unica. “Countdown To Extinction” né è la prova più evidente. (Enrico Rosticci)

TITLETRACK:

01) SKIN O’ MY TEETH
02) SYMPHONY OF DESTRUCTION
03) ARCHITECTURE OF AGGRESSION
04) FORECLOSURE OF A DREAM
05) SWEATING BULLETS
06) THIS WAS MY LIFE
07) COUNTDOWN TO EXTINCTION
08) HIGH SPEED DIRT
09) PSYCHOTRON
10) CAPTIVE HONOUR
11) ASHES IN YOUR MOUTH

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Riassunto del Bot

Countdown to Extinction segna il risveglio commerciale e artistico dei Megadeth in un periodo in cui il thrash metal perde popolarità. L'album combina potenza e melodie raffinate, senza cedere a compromessi e confermando la band tra i giganti del genere. Brani come Symphony of Destruction e la titletrack emergono per solidità e innovazione. La produzione curata di Max Norman e Dave Mustaine valorizza un sound maturo e variegato.

Tracce testi video

01   Skin o' My Teeth (03:14)

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02   Symphony of Destruction (04:02)

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03   Architecture of Aggression (03:34)

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04   Foreclosure of a Dream (04:17)

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05   Sweating Bullets (05:03)

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06   This Was My Life (03:42)

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07   Countdown to Extinction (04:16)

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11   Ashes in Your Mouth (06:11)

Megadeth

Megadeth è una band statunitense di thrash metal fondata a Los Angeles nel 1983 da Dave Mustaine. Considerati tra i Big Four del genere, hanno pubblicato album fondamentali come Rust in Peace e Countdown to Extinction, alternando fasi più tecniche e veloci a periodi maggiormente melodici.
56 Recensioni

Altre recensioni

Di  BathoryAria

 Quest’album è un connubio ben riuscito tra melodia orecchiabile e thrash metal, con la voce stridula di Dave Mustaine a scandire un songwriting maturo.

 Si possono scrivere belle canzoni thrash senza cadere in virtuosismi inutili e strutture cervellotiche delle songs.