Copertina di Mel Brooks Frankenstein Junior
VU

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Per appassionati di commedie demenziali, cult movie degli anni '70, amanti della parodia cinematografica e fan di mel brooks
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LA RECENSIONE

Siamo nel 1975 quando Mel Brooks realizza il film definitivo del cinema comico/demenziale.

"Frankenstein Junior" ovviamente e' una parodia del celebre film del 1931 e lo "Young Frankenstein" del titolo originale non e' altro che il nipote del famoso Frankenstein che grazie alle sue nozioni scientifiche riusci' a creare un mostro prendendo corpo e cervello da persone ormai morte.

Il nipote inizialmente ripudia la sua parentela col nonno (definendolo "un coglione"), ma poi ottiene in eredita' il suo castello e decide di ripetere l'esperimento, ovviamente con esiti differenti.....

Questo film unisce una scenografia bellissima, un bianco e nero splendido a dei personaggi riuscitissimi (il gobbo Igor sopra a tutti) e , cosa fondamentale per un film demenziale, fa ridere. Se alcune battute sono un po' forzate e forse sentono un po' il peso dei 32 anni passati dalla sua realizzazione, altre fanno letteralmente sbragare dalle risate.

Oltretutto questo film anticipa di almeno 5 anni altri capolavori demenziali come quelli della coppia Zucker/Abrahams (L'Aereo Piu' Pazzo del Mondo" o Top Secret per esempio).

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Riassunto del Bot

Mel Brooks realizza nel 1975 un cult del cinema comico/demenziale con "Frankenstein Junior", parodia brillante dell'originale del 1931. Il film si distingue per scenografie eleganti, uso efficace del bianco e nero e personaggi memorabili come il gobbo Igor. Pur risentendo un po' del tempo passato, il film regala risate autentiche e anticipa capolavori demenziali successivi.

Mel Brooks

Regista, comico, attore, sceneggiatore e produttore statunitense. Vincitore dell’Oscar per The Producers (1968) e tra i pochi artisti ad aver completato l’EGOT (Emmy, Grammy, Oscar, Tony). Celebre per le sue parodie di generi e classici del cinema.
07 Recensioni

Altre recensioni

Di  cobalto torio g

 "Frankenstein Junior è un atto d'amore, un omaggio che la coppia Wilder-Brooks fa a tutti i cinefili del mondo."

 "Fare ridere senza volgari espedienti in un bianco e nero degno dei migliori film di Lang è una vera impresa da almanacco cinematografico."


Di  Trofeo

 "Poteva andare peggio. Poteva piovere.", espressione finale che sintetizza il tono giocoso e ottimista del film.

 "Si può fare!" – la frase cult tradotta, simbolo della perseveranza e dell'umorismo del film.