Copertina di Metal Church Masterpeace
frank1979

• Voto:

Per appassionati di heavy metal classico, fan dei metal church e cultori del rock anni '90 in cerca di album energici e autentici.
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LA RECENSIONE

Eccoci qui, siamo nel 1999 ed esce il sesto lavoro dei"Metal Church", che portera'il nome di "Masterpeace"; titolo pienamente azzeccato in quanto vero capolavoro dell'Heavy Metal in un'epoca in qui molta gente, aveva ormai dimenticato il senso reale di questa parola!

Dopo sei lunghissimi anni di silenzio, in cui tutti i Fan del gruppo metal e gli appassionati del genere musicale in generale, rimasero con il fiato sospeso; per via delle voci che si andavano profilando con insistenza, in merito ad un'imminente scioglimento della band Americana. Invece no, eccoli qui che tornano piu'agguerriti di prima, con tanta voglia di riscatto e per dare ancora una volta un'ennesima lezione di Metal!

La band come ho gia'detto ci aveva lasciato sei anni prima, con un lavoro poco piu'che sufficente e non molto esuberante, che corrisponde al nome di "Hanging In The Balance" del 1993, ma con quest'album ecco che vediamo ritornare il leader/chitarrista "Kurdt Vandeerhoof" (stavolta come parte integrante del gruppo, per la prima volta dal 1989 e non come supervisore) & l'ex cantante "Wayne" come da un'altra dimensione; nessuno si sarebbe aspettato infatti il ritorno del singer che registro' i primi album della band, nonche' l'omonimo "Metal Church, The Dark & Blessing In Disguise". Mossa azzeccatissima, il lavoro si rivelera' un clamoroso ritorno alle origini; l'album in se stesso è molto, duro, energico spaccaossa fara' tornare la voglia di "Headbanging" alla vecchia maniera, dai ritmi cupi e molto sincopati RABBIOSO AL MASSIMO E SPECIALMENTE CATTIVO.

L'opener di questo lavoro è "Sleep Whit Thunder", sara' la batteria ad aprire su di un riff spaccapietre, caratterizzato da accordi a ripetizione che renderanno i ritmi abbastanza sincopati, batteria e chitarra fianco a fianco per buona parte dell'inizio, senza mai cambiare ritmi ma con una coincisione veramente notevole; come quasi tutto il resto dell'album alla fine; in quanto queste appena citate sono le caratteristiche che accomuneranno le varie track list tra di loro, che oltretutto saranno anche ben amalgamate nel loro insieme. Pezzi come "Falldown; Lb. Of Cure; Faster Than Life; They Signed In Blood" saranno di una compattezza disarmante. "Into Dust" è la terza traccia, un pezzo di media potenza in cui i potenti accordi della chitarra saranno alternati a brevi momenti di arpeggi di chitarra classica, per poi offrire uno degli assoli piu' appassionati che "Vandeerhoof" abbia mai fatto!!

"Masterpeace" e' il pezzo lento dell'album o almeno per la prima parte, poiche'anche in questa track list si alzeranno gradualmente i toni, che la ricondurranno allo schema iniziale dell'album, "All Your Sorrows" e' il settimo brano, un pezzo a mio avviso di una potenza micidiale e di un'aggressivita' unica (solo questo brano in termini di tecnica di aggressivita' e concretezza, varra' i due noiosissimi album dei "Church" che verranno a seguire!!). Il batterista "K. Arringotn" in questa track list offrira' una delle sue migliori prestazioni di sempre, gli strumenti aprono tutti insieme il brano, con quattro scariche articolate in tre tempi ciascuna, per poi precipitare in un'inferno di assoli e di tecnica e sopratutto batteria in contro tempo velocissima! Questo lavoro contiene anche una cover molto tirata in chiave metal, del famoso brano degli "Aerosmith" (Toys In The Attic).

Il capolavoro o "Masterpeace" si chiudera' con il pezzo "Sand Kings" dall'intro vagamente orientaleggiante. Questo in definitiva rimane l'ultimo vero lavoro ottimale dei "Metal Church" l'ultimo album di cui si possa tenere veramente conto (almeno fino ad ora salvo qualche miracolo!!). Un'cd immancabile una vera esplosione d'energia, a mio avviso uno dei migliori dopo i primi nonche' il migliore degli anni 90. Assolutamente imperdibile per gli estimatori del genere!!!!

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Riassunto del Bot

Masterpeace segna il ritorno trionfale dei Metal Church dopo sei anni di silenzio con un album duro, energico e fedele alle radici dell'heavy metal. Il disco si distingue per la ritmica sincopata, assoli appassionati e una potenza sonora che riaccende la passione del genere. Il ritorno del chitarrista Kurdt Vanderhoof e del cantante Wayne è una mossa vincente che riporta la band ai suoi giorni migliori. Considerato uno dei migliori album metal degli anni '90, resta un must per gli appassionati del metal classico.

Tracce testi video

01   Sleeps With Thunder (06:01)

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02   Falldown (04:37)

04   Kiss for the Dead (06:50)

05   LB. of Cure (04:32)

06   Faster Than Life (04:51)

07   Masterpeace (01:54)

08   All Your Sorrows (05:40)

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09   They Signed in Blood (07:27)

10   Toys in the Attic (03:14)

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11   Sand Kings (04:37)

Metal Church

Metal Church sono una band heavy metal statunitense nata nel 1980 e legata alla scena di Aberdeen/Seattle. Guidati dal chitarrista-compositore Kurdt Vanderhoof, hanno fuso heavy, thrash e power metal, firmando classici come Metal Church (1984) e The Dark (1986). Le voci storiche sono David Wayne e Mike Howe.
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