Copertina di Michael Schenker Group Built To Destroy
the green manalishi

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Per appassionati di hard rock classico, fan di michael schenker, amanti della chitarra elettrica e della musica anni '80
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LA RECENSIONE

1983: il primo capitolo della storia del Michael Schenker Group si chiude con il grande ritorno di Gary Barden al microfono. 'Built to Destroy' è un nome veramente fantastico da dare a un album di hardrock.

La copertina già promette bene: una bella donzella in posa che guarda in direzione di Schenker, il quale fracassa la sua chitarra (la mitica Flying V) contro un’automobile!!! Squadra vincente non si cambia (a parte il nuovo tastierista Andy Nye). Difatti la formazione è ormai quella stabile: Ted McKenna (batteria), Chris Glen (basso) e poi lui, il miglior chitarrista della Germania, MICHAEL SCHENKER!!!

Il livello compositivo di 'Built to Destroy' è sempre altissimo anche se non ai livelli di Assault attack. Ma è un album degno di essere comprato, soltanto per un opener come Rock my nights away, un bel hardrock solido e potente con il pianoforte in evidenza. L’indimenticabile ritornello di I’m Gonna Make You Mine è glorioso e stupendi sono anche gli stacchi. Come si fa a non rimanere stupefatti davanti ad una ritmica come quella di The Dogs of War?
Il cantato di questo canzone è veramente superbo, per non parlare degli intermezzi/assolo di Schenker. Systems Failing è un altro bel pezzo nel cui ritornello si fa sentire il sintetizzatore. A chiudere la triade degli strumentali (ricordate Into the Arena e Ulcer?) c’è Captain Nemo, un pezzo veramente impossibile da suonare, in cui il nostro si cimenta, creando il solito grande capolavoro.

Still Love That Little Devil è cantata da Derek St. Holmes, buon cantante anche lui, che ricorda vagamente Steve Perry. Red Sky è la parte più suggestiva dell’album, un pezzo molto appassionato che evoca alla mente immagini di tramonti infuocati. Time waits (for no one) parla della triste realtà con cui abbiamo a che fare ogni giorno: il tempo che non si ferma per nessuno!!! Bel ritmo, ottima struttura del pezzo. Al grido di “Dream on, dream on… ” inizia un inno dedicato all’arte più nobile, fantastica e rumorosa che l’uomo abbia mai inventato, ossia il ROCK! Ẻ una canzone degna di essere ricordata, una delle ballate più straordinarie mai scritte: Rock Will Never Die!

E così sia: speriamo veramente che il rock, quello vero, non muoia mai o perlomeno non venga dimenticato. E questo album ne è un grandissimo esempio.

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Riassunto del Bot

Built to Destroy segna un importante capitolo per Michael Schenker Group con un ritorno vocale di Gary Barden e un hard rock solido e potente. L'album presenta tracce memorabili come "Rock My Nights Away" e "I'm Gonna Make You Mine", impreziosite da assoli magistrali. La varietà di temi musicali e testi profondi rende l'album un grande esempio di rock autentico e vibrante. Un lavoro che celebra la forza e la nobiltà del rock senza tempo.

Tracce video

01   Rock My Nights Away (04:36)

02   I'm Gonna Make You Mine (04:36)

03   The Dogs of War (04:51)

04   Systems Failing (04:18)

05   Captain Nemo (03:23)

06   Still Love That Little Devil (03:40)

07   Red Sky (05:04)

08   Time Waits (For No One) (04:04)

09   Walk the Stage (05:39)

Michael Schenker Group

Michael Schenker Group è una band hard rock/heavy metal formata nel 1979 dal chitarrista tedesco Michael Schenker, dopo gli anni con UFO (e gli esordi con gli Scorpions). I primi anni vedono Gary Barden alla voce e, tra gli altri, Cozy Powell, Chris Glen e Ted McKenna in formazione. Con Graham Bonnet arriva Assault Attack (1982); seguono Built to Destroy (1983) e i live storici come One Night at Budokan e Rock Will Never Die.
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