Copertina di Midway Games Mortal Kombat
CosmicJocker

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Per appassionati di videogiochi retrò, fan dei picchiaduro anni '90, nostalgici e cultori della cultura pop videoludica di quegli anni.
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LA RECENSIONE

Che dire, anch'io ho avuto il mio periodo videogiocoso.

Non durò molto a dire il vero, esattamente l'intervallo intercorso tra quando smisi di calcare l'erba dei campi da calcio arrivando alla conclusione che non sarei mai diventato come uno di quei maestri olandesi dell'arte pedatoria (di lì a qualche anno l'erba me la sarei più che altro fumata, meglio se olandese) e quando direzionai il mio olfatto verso le gonnelline delle pulzelle più feromoniche (non importa se olandesi, afgane o marocchine).

Era anche un periodo di intensa attività onanistica ed il mio polso fu messo a dura prova quando, al bar del paese, cominciai a smanettare abbondantemente su quello Street Fighter, un picchiaduro (appunto), a cui bastavano 200lire per sollazzare il pre-adolescente di turno
(sì, una volta con 10centesimi ci facevi qualcosa e non servivano, come oggi, solo per allentare o tirare le viti in mancanza dell'apposito arnese che le caccia).

Immaginate dunque il mio gaudio quando il mio amico Topolino (nome di "Fantasia") mi invitò a casa sua per giocare a Mortal Kombat al suo Sega (ri-appunto) Mega Drive.

Aggiungeteci poi la speranza di imbattermi in madame Upanova (altro nome di "Fantasia"), sorella più grande e ragazza dotata di un aplomb aristocratico che non fece una piega quando, tentando di imbastire due parole per far colpo su di lei, zampillai sangue da un ginocchio stuzzicando nervosamente una crosta ancora fresca da-caduta-in-bici (ricordate i cattivoni colpiti dal prode Ken Shiro in un punto di pressione?).

Ma sto divagando.

Lì per lì Mortal Kombat mi deluse: grafica scarna e monotematica (quanto era più varia e dettagliata quella di Street Fighter?), personaggi non molto interessanti e una certa macchinosità nell' esecuzione delle combinazioni speciali (quanto era più facile e godurioso eseguire un "aduuuuken" o uno "yoga fire"?).

Ma poi ecco il colpo di genio, le Fatality!

Il combattente che perdeva l'incontro poteva venir sventrato/decapitato/incendiato/elettroshockato (etc. etc.) dal vincente ed ogni facinoroso aveva la sua particolare mossa segreta.

Insomma, la frustrazione (non ancora narcotizzata dal THC) di non essere un novello Maradona o un precoce Casanova veniva sublimata in quelle truculente immagini che potevano seguire la scritta "finish him!" (Ah! Quanto deve il buon Tarantino a Mortal Kombat?! E i bistecconi del wrestling?!).

Non mi importava molto fare o subire quella mossa perché quello era un momento catartico di per sé, un momento che non solo soddisfaceva il mio sadomasochismo latente, ma mi estraniava dal resto del mondo in un modo che avrei ricercato invano nelle arti e nelle droghe per tutti gli anni a venire.

Ma so che sul DeB ci sono molti implumi sbarbatelli e molte cariatidi incartapecorite che non hanno idea di quello di cui sto parlando, per cui (se non avete, come me, la fortuna di essere nati nei primi anni '80) eccovi un assaggio:

... (ok, non riesco a mettere il link delle fatality)...

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Riassunto del Bot

La recensione ripercorre con ironia e nostalgia l'infatuazione per Mortal Kombat, evidenziandone i limiti grafici e di gameplay rispetto a Street Fighter. Il vero valore del gioco è nelle iconiche Fatality che hanno definito un'epoca e offerto una scarica catartica ai giocatori degli anni '90. Un tuffo nel passato con aneddoti personali e riferimenti culturali.

Midway Games

Midway Games è stata una casa sviluppatrice e distributrice di videogiochi americana, nota per titoli arcade come Mortal Kombat e NBA Jam; con sede a Chicago, ha cessato le attività dopo il fallimento nel 2009.
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