Copertina di Milva Brecht (live 1975)
Ildebrando

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Per appassionati di teatro politico, musica d'autore, storia della musica italiana e studi culturali
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LA RECENSIONE

É difficile parlare di Brecht senza sollevare perplessità, che sia manifesta nel senso di un vero dissapore o nel dubbio insinuatore di trovarsi innanzi a qualcosa di anacronistico.

Questa disarmonia nasce dal chiaro schieramento politico dell'autore; schieramento che è costato, e continua a costare, a Brecht, la veloce valutazione della sua opera: valutata a seconda dell'identità o della divergenza di vedute politiche.

Brecht credeva nel fine popolare dell'arte, in linea con la poetica tolstojana. Tolstoj chiama, infatti, "Arte popolare" quella forma d'arte che passi attraverso le masse popolari educandole. Con ciò non intendendo, dunque, un imbarbarimento o, come diremo oggi, un asservimento al "fine commerciale" dell'arte, bensì, la sua più ampia diffusione. Ugualmente, Brecht, con tono provocatorio direbbe:

"Se la gente vuole vedere solo le cose che può capire, non dovrebbe andare a teatro; dovrebbe andare in bagno".

ma soprattutto, direbbe che il teatro dovrebbe parlare alle

"grandi masse di coloro che producono molto e vivono difficilmente, perché vi si intrattengano utilmente".

Due sono le parole chiave della poetica brechtiana: "teatro epico" e "straniamento".

Per "teatro epico" intendiamo la forma di teatro che si discosta dal teatro drammatico - mimetico e che vuole fare del pubblico non un semplice spettatore, ma un critico e, dunque, un attore del messaggio ricevuto. Per "straniamento" intendiamo l'uso della "terza voce brechtiana", ovvero il tentativo di separare nettamente l'attore dal personaggio interpretato così che, come lo spettatore, questi possa rendersi consapevole del ruolo storico, politico e sociologico, cucitogli addosso.

A proposito della "terza voce brechtiana", Milva è interprete eccellente della volontà autorale. La cantante riesce, infatti, con l'uso di una ostentata sguaiatezza e di un fraseggio non corrispondente all'attesa prosodia, rispetto a un normale parlato o cantato - mimetico, a farsi critica dei vari personaggi a cui è chiamata a prestare dimensione sonora. Dimostra, quindi, quella soggettività consapevole che è intenzione poetica di Brecht.

Il più efficace effetto di straniamento, si realizza, probabilmente, in "un cavallo si lamenta", in quanto, dovendo prestare la voce ad un animale, è ben più difficile cadere nel tranello identificatorio.

L'ingenuità dell'animale, si presta anche a un formativo effetto umoristico pirandelliano:

"Era la gente che conoscevo diversa

La stessa che ieri mi dava del pane e mi copriva il dorso con sacchi per proteggermi dalle mosche

Ieri tanto umana

Oggi tanto disumana

Serano trasformati all'improvviso in tante belve, come mai?"

Concludo con una citazione di Marcuse su Brecht e Bob Dylan:

"In assenza di un qualsiasi contesto politico, le loro opere evocano, per un fuggevole momento, l'immagine di un mondo liberato e il dolore di un mondo alienato"

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Riassunto del Bot

La recensione analizza l'album live 'Milva - Brecht (live 1975)', evidenziando come Milva interpreti con efficacia la poetica brechtiana del teatro epico e dello straniamento. La cantante riesce a distaccare nettamente il personaggio dall'attore, creando un coinvolgimento critico nello spettatore. L'opera mantiene intatta la sua forza politica e popolare, risultando attuale e coinvolgente anche a distanza di decenni.

Milva

Milva, nome d'arte di Maria Ilva Biolcati (17 luglio 1939 – 23 aprile 2021), è stata una cantante e attrice italiana nota per le sue interpretazioni in italiano, tedesco e in ambito teatrale.
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