Ci potevano essere tanti modi per concludere una carriera, e che carriera è proprio il caso di affermare voltandosi a guardare il percorso sonoro di Ministry in oltre venticinque anni di vita. Anche solo "limitandosi" a chiudere la porta dopo aver pubblicato l'ultimo e positivo "The Last Sucker", risalente alla scorsa estate. Così ci sarebbe stato un logico e significativo commiato. D'altronde la fine di una storia quale quella scritta da Ministry non merita di terminare in modo anonimo.
E invece, decidendo di dare in pasto alle belve fameliche (ad esempio il sottoscritto quando sente pronunciare il nome Ministry) un lavoro di cover mediocre, come "Cover Up", hanno fatto la scelta peggiore. Capisco che non si debba guardare all'album come a un'opera significativa, sul piano stilistico ed evolutivo, all'interno della discografia e capisco che dal punto di vista affettivo Al Jourgensen possa essere legato a canzoni (Rolling Stones, T.Rex, Mountain, ZZ Top, Louis Armstrong, ecc.), che gli avranno fatto vivere momenti indimenticabili e che quindi ha deciso di celebrare rivisitandole a modo suo (neppure troppo, e questo, al di là di ogni considerazione, è il lato negativo dell'intera faccenda). Ma non capisco perché voler spegnere una torcia che brillava ancora di luce propria con una serie di ricordi, a loro volta nati da ricordi, sbiaditi, perché se si esclude "Supernaut" e "Lay Lady Lay" (entrambe ormai note da anni) e "Roadhouse Blues", non è che ci sia molto da apprezzare. E neanche il rifacimento di "Space Truckin'", da cui mi aspettavo ben altro vigore strumentale, non risulta appagante. E poi non vi è un solo pezzo di estrazione elettronica, quasi che i Ministry delle origini, non fossero stati influenzati da nessuna band di quel genere, mah!
Ultima considerazione; negli ultimi nove mesi i Ministry hanno pubblicato, nell'ordine, i remix di "Rio Grande Blood", "The Last Sucker" e "Cover Up" e stanno portando a termine il tour finale; quasi che avesse (Al Jourgensen) fretta di salutare e mettersi alle spalle tutto e tutti, manco fosse una pratica contabile da sbrigare e non un evento da celebrare. Peccato. I miei ricordi di Ministry sono ben altri.