Copertina di Ministry Rio Grande Blood
Dimitri Molotov

• Voto:

Per appassionati di musica industrial e metal, fan dei ministry, ascoltatori curiosi di sonorità sperimentali e musica a contenuto politico
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LA RECENSIONE

Iniziando questo discorso, voglio anzitutto anticipare che mi sento di parlare di questo album perché, nonostante sia già stato recensito, nella suddetta recensione mi sembra sia stato dato troppo peso al significato politico di questo album piuttosto che alle canzoni vere e proprie (lo stesso discorso può essere fatto con "Houses Of The Molé"). Mi trovo parzialmente in disaccordo con questo fatto: è innegabile che "Rio Grande Blood" sia l'ennesimo attacco all'intera stirpe dei Bush, ma credo che ascoltando canzone per canzone e "dimenticandosi" per un attimo della carriera dei Ministry in ambito Industrial si può apprezzare questo album, in parte.

Mi spiego. Questo disco, come del resto il precedente, è caratterizzato da una sterzata decisa verso un sound più heavy da parte di Al e soci, e questo si sente nell'esplosiva title-track che apre l'album. Essa inizia con un discorso del presidente modificato fino alle fatidiche frasi del tipo "I'm a dangerous, dangerous man with dangerous, dangerous weapons" ma che poi esprime tutto il suo potenziale distruttivo, ripreso dalla successiva "Señor Peligro", con evidenti influenze thrash. Altre tracce rilevanti sono "Fear (Is Big Business)", che dopo un minuto e mezzo di niente accelera in modo pauroso, e "Lieslieslies". "Khyber Pass" è un po' pesantuccia (7 minuti e mezzo) ma comunque buona.

In sintesi, in questa recensione ho cercato di spiegarvi che un album può essere bello anche se, in confronto agli altri lavori della band, presenta molte, troppe differenze. Ma perché condannare a priori un album dei Ministry solo perché ha uno stile diverso dal solito? D'altronde Al ama sperimentare sempre nuove influenze per i suoi album, e a mio parere stavolta è venuto fuori un disco tutt'altro che disprezzabile, anche se, d'accordo, non ai livelli di "Psalm 69" o "The Mind Is A Terrible Thing To Taste", tanto per fare due nomi. O perlomeno questo è il mio punto di vista, e so già che molti non saranno d'accordo: quindi non vi resta che venirmi a cercare per farmi cambiare idea.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza Rio Grande Blood dei Ministry mettendo in luce la forte componente heavy e industrial dell'album, distaccandosi dal mero significato politico. Sebbene diverso dai lavori classici della band, il disco è apprezzabile per le sue tracce esplosive e sperimentali, anche se non raggiunge i livelli di alcuni capolavori del passato.

Tracce testi video

01   Rio Grande Blood (04:24)

03   Gangreen (06:00)

04   Fear (Is Big Business) (04:51)

06   The Great Satan (remix) (03:09)

09   Ass Clown (06:42)

11   [untitled] (00:04)

12   [untitled] (00:06)

13   Sgt. Major Redux (01:45)

Ministry

Ministry sono un gruppo industrial metal statunitense fondato a Chicago nel 1981 da Al Jourgensen. Dagli esordi synth-pop (With Sympathy) passano a un suono sempre più duro con Twitch e agli album cardine The Land of Rape and Honey, The Mind Is a Terrible Thing to Taste e Psalm 69 (ΚΕΦΑΛΗΞΘ). Dopo uno stop nel 2008, la band è tornata attiva dal 2011.
14 Recensioni

Altre recensioni

Di  RegularJoan

 I Ministry sembrano affidarsi a quella formuletta finto-ribelle costruita sul generico chiacchiericcio da fighettine.

 Davvero un colpo basso. Come il tonfo vertiginoso di Palestina l’ennesima traccia che scimmiotta il nu metal.