Copertina di Missing Foundation Missing Foundation
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Per appassionati di musica post-punk, fan della scena underground, amanti delle sonorità sperimentali e ribelli musicali.
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LA RECENSIONE

Il disco d'esordio dei Missing Foundation rientra di diritto nel mio personale catalogo di album "ostici", insieme ai vari "Trout Mask Replica", "Twin Infinitives", "Metal Machine Music" e altri ancora che non starò qui a declinare. È il 1987, New York non è ancora la città che oggi siamo abituati a vedere, "ripulita" e a misura di turista, di certo non lo è il Lower East Side dove ha sede il collettivo anarchico e post punk denominato Missing Foundation, capitanato da Peter Missing che ha come unico obiettivo quello di mettere a ferro e fuoco (letteralmente) la città. Il loro simbolo, che troviamo in copertina, è un bicchiere di Martini rovesciato e il loro motto è "the party is over" che verrà da lì a poco riprodotto a bomboletta su buona parte dei muri della grande mela. I loro concerti infatti, per lo più improvvisati, erano veri e propri baccanali in cui davano libero sfogo alla loro rabbia e a quella dei giovani presenti incendiando e distruggendo ogni cosa con sottofondo di delirio "industriale", roba da far impallidire i Throbbing Gristle. Il disco in questione ha le stimmate di questo psicodramma iconoclasta e viaggia di pari passo con la violenza inaudita di quei concerti, restituendo a chi lo ascolta il caos e la rabbia con riff apocalittici, urla psicotiche e distorsioni di ogni tipo. Più che un disco direi un affronto, un cazzotto in faccia a quella società che vuole nascondere la propria merda sotto il tappeto, che cerca di reprimere il malessere e la frustrazione con lo sfollagente. Ogni suono è primitivo, lacerato, sgradevole, impervio, un incubo infernale da camicia di forza. Il suo messaggio non è soltanto nichilista ma anche politico, ma con un'etica distorta, da fine del mondo.

L'anno dopo replicheranno con "1933", forse anche più complesso di quest'album; da lì a poco inizieranno i guai con polizia ed FBI a causa di voci su torture e immaginari legami con sette sataniche messe in giro ad hoc dalla stampa per togliersi di mezzo questa banda di agitatori politici. In realtà la goccia che fece traboccare il vaso fu un loro concerto al Tompkins Square Park (contro la chiusura del parco stesso) nell'agosto '88 che si trasmormò in un'autentica battaglia fra la polizia e i ragazzi presenti. Non è un caso che l'anno seguente esordiranno i "Cop Shoot Cop" che a mio parere devono molto (sopratutto per l'esordio) ai Missing Foundation.

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Riassunto del Bot

L'album di debutto dei Missing Foundation, uscito nel 1987, è un'esperienza sonora intensa e caotica che riflette l'atmosfera anarchica del Lower East Side di New York. Con il loro stile primitivo e aggressivo, la band manifesta una critica feroce alla società repressiva e incarna il malessere giovanile attraverso sonorità industriali e punk. Il disco è più di un semplice lavoro musicale: è un manifesto politico e culturale che ha segnato la scena underground e ispirato nuovi gruppi come i Cop Shoot Cop.

Tracce

01   Kill The Hypnotic Bastards (00:00)

02   Posada (00:00)

03   Awesome Blacks (00:00)

04   Eat By The Pool (00:00)

05   Star Of David (00:00)

06   All Washed Up (00:00)

07   Little Jean Of France (00:00)

08   Sucked Into Eternity (00:00)

09   Waco Waco (00:00)

10   Perversion (00:00)

Missing Foundation

Collettivo anarchico di New York guidato da Peter Missing, attivo nella scena underground della fine degli anni Ottanta. Celebre per le performance incendiarie e per gli album 'Missing Foundation' (1987) e '1933', caratterizzati da un sound industrial e post-punk estremo.
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