Copertina di Mogwai My Father My King
zigu

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Per appassionati di post-rock, amanti della musica strumentale e chi cerca esperienze musicali immersive e coinvolgenti
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LA RECENSIONE

In venti minuti i Mogwai danno vita, alterano e fanno decadere questa unica canzone dell'album, imponendosi garanti del loro post-rock emotivamente strumentale, caratterizzato da climax e alternarsi di quiete e tumulti.

"My Father My King" nasce da una melodia di una preghiera ebraica, adattata alle sonorità terse e distorte del gruppo scozzese: dal silenzio sorge un placido arpeggio di chitarra, al quale si aggrappano una seconda chitarra e una sorda batteria; pian piano il tono aumenta, sempre maggiormente ed è sempre la stessa melodia che scala l'inverosimile. Il pathos aumenta fino a quando la seconda chitarra non si infiamma, distorta e tutto diventa impetuoso, un fiume in piena ci travolge e ci troviamo al punto di partenza, col solito arpeggio distorto ma narcotizzato portatore di calma; quatti quatti ci si adagia nel silenzio, poi un'intermezzo di chitarra, afrodisiaco, che parte in sordina e si ritrova davanti un'altra montagna da scalare.

Il tutto si ripete, simile ma si ripete e ci ritroviamo ad annaspare nel solito fiume in piena; poi si alza il muro del suono, invalicabile; il brano afferma il suo momento più intenso: tre note che si ripetono, mattone su mattone, incrementando la struttura portante, fino a raggiungere la degenerazione; la scalata diventa stremante e persistente. Verso la fine pare che ogni strumento segua la propria strada accecato dalla stanchezza e dalla frustrazione. Un risucchio segna il termine: la puntina si incanta su un disco di ferro arrugginito e sono minuti di disturbi e rumori.

Questa prova penetrometrica dei Mogwai è distintiva del loro genere principalmente strumentale, racchiude la loro essenza: un crescendo di emozioni impetuose sempre pronte a precipitare per poi risalire più veementi di prima.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza il brano unico dell'album 'My Father My King' dei Mogwai, enfatizzandone il crescendo emotivo e la struttura ciclica fatta di silenzi e esplosioni sonore. Il pezzo nasce da una melodia ispirata a una preghiera ebraica, trasformata in un viaggio strumentale di climax e distorsioni. La prova musicale è descritta come rappresentativa del post-rock degli scozzesi, tra quiete iniziale e passaggi impetuosi finali. Il finale con rumori distorti suggella un'esperienza immersiva e coinvolgente.

Tracce video

01   My Father My King (20:13)

02   You Don't Know Jesus / Helicon 1 (live) (34:08)

Mogwai

Mogwai è un gruppo post-rock scozzese fondato a Glasgow nel 1995, noto per le sue composizioni strumentali, i forti contrasti dinamici e l'uso creativo di distorsioni e crescendo.
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