Copertina di Mogwai My Father My king
tia

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Per appassionati di musica post-rock, amanti della musica strumentale e chi cerca esperienze sonore immersive e coinvolgenti
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LA RECENSIONE

Nel mio personalissimo libricino "riguardo alla musica e ai miei gusti musicali" ed inserito nella sezione denominata "forma canzone", trova spazio questo, forse poco conosciuto, E. P. dei Mogwai, di cui ho letto recensioni poco lusinghiere e pareri non del tutto favorevoli. Certo i Mogwai hanno fatto dischi forse migliori, ma questo stilisticamente li racchiude tutti. È perfetto. Per chi non li conoscesse potrebbe quasi essere un "bigino" del loro stile sonoro, per chi già invece ne apprezza le doti musicali è una conferma. E che conferma.

Forse è una autocelebrazione? Se così fosse non m'importa... e le orecchie mi sorridono. (come dare loro torto?) 20:12 per una sola traccia: "My Father My King" è innanzitutto un susseguirsi di cambi repentini di tono e di umore. Precisi ed impeccabili come sempre. Dilatati oltre misura. Nessuna parola come contorno... "solo" musica e nulla più. Parte lenta, quasi svogliata; le note si susseguono ma non fanno rumore: prima la chitarra, poi una timida batteria... la musica si amalgama e prende forma con calma, incurante del tempo che passa, timida e indolente; melodiosamente ripetitiva... Le chitarre ora sono calde e la batteria si fa sentire, siamo alla svolta. Da poco sono passati i quattro minuti e ciò che fino ad un attimo fa era indolente, ciò che fino ad un attimo fa era pigro, ecco tutto ciò ha preso fuoco e colore; chitarre ieratiche si ergono ora forti di note stridule per quasi due minuti, ma è un falso allarme ed in un istante ci troviamo di fronte alla calma piatta. . . tutto è tornato come prima, si potrebbe quasi dormire. È stata un'impennata breve ma intensa, ed ha lasciato il segno; come un vulcano che erutta e poi si aqquieta... e sembra dormire per sempre. Ma la natura non si placa, è in movimento continuo ed il vulcano si sveglia di nuovo e questa volta fa sul serio, scoppiando di nuovo in un sussegurisi di note geometriche dapprima controllate, per poi terminare in una colata lavica frastornante che tutto avvolge e strodisce... Distorsioni soniche chiudono il pezzo e mettono fine a questa scarica di adrenalina...

Senza parole. È "solo" musica, senza parole.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l'EP 'My Father My King' dei Mogwai come un concentrato perfetto dello stile del gruppo. Il brano unico di oltre 20 minuti è descritto come un viaggio sonoro che alterna momenti di calma, intensità e distorsione, creando un'esperienza musicale avvolgente e coinvolgente. Nonostante pareri discordanti, l'autore lo considera una conferma delle qualità della band, capace di emozionare senza l'uso di parole.

Tracce video

01   My Father My King (20:13)

02   You Don't Know Jesus / Helicon 1 (live) (34:08)

Mogwai

Mogwai è un gruppo post-rock scozzese fondato a Glasgow nel 1995, noto per le sue composizioni strumentali, i forti contrasti dinamici e l'uso creativo di distorsioni e crescendo.
34 Recensioni

Altre recensioni

Di  zigu

 In venti minuti i Mogwai danno vita, alterano e fanno decadere questa unica canzone dell'album, imponendosi garanti del loro post-rock emotivamente strumentale.

 Il pathos aumenta fino a quando la seconda chitarra non si infiamma, distorta e tutto diventa impetuoso, un fiume in piena ci travolge.