Copertina di Morphine Good
Paolo_Bhimasena

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Per appassionati di musica alternativa, amanti di rock e jazz fusion, cultori di testi poetici e sonorità notturne
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LA RECENSIONE

"Tyger! Tyger! Burning bright

In the forests of the night:

What immortal hand or eye

Could frame thy fearful symmetry?"

( Wiliam Blake)


Dalle foreste della notte può nascere ogni cosa: una tigre, un singhiozzo, un riso o una poesia.

Ma dalle foreste della notte può nascere anche "Good", uno degli album musicali più affascinanti e geniali degli anni 90.

"Good" è il primo tassello dei Morphine, gruppo che dal 1992 al 1999 - fino alla morte del loro sfortunato leader Mark Sandman - portò avanti un geniale percorso musicale, un incredibile viaggio mistico nella notte e nei meandri dell'anima umana.

Dare una definizione al genere musicale dei Morphine sarebbe quantomeno difficile e limitante, ma senza esagerare potremmo dire che loro musica si poneva l'obiettivo di convogliare elementi rock, jazz e blues in una salsa più unica che rara.

D'altronde il nome del gruppo dice tutto: la loro musica doveva essere una morfina per l'anima umana, un'anima straziata dalle preoccupazioni e dalle ansie giornaliere che all'improvviso di notte ritrova la pace con se stessa e con il mondo.

Basta poco ai Morphine per suscitare la catarsi dell'anima: in genere una batteria, un sassofono e un basso a due corde. Quest'ultimo è l'essenza stessa della poesia di Sandman, ancora più della sua calda voce che lo accompagna nei meandri della notte.

Un basso che a volte sembra piangere, altre danzare sotto le stelle e ancora altre gioire per la luce lunare che illumina i tetti delle case diroccate.

Non c'è un pezzo di "Good" che non brilli di luce propria: ogni brano è un piccolo spaccato delle foreste notturne in cui si agita la tigre di Blake.

"The saddest song" è il testamento spirituale di un uomo piegato dalla disperazione, "Have a lucky day" la risata di un accanito giocatore d'azzardo, "You look like rain" una poesia sussurrata delicatamente all'amante, "The only one" il canto di un'anima che veglia sulla città e "The other side" un viaggio mistico nelle ore più buie della notte.

Ogni pezzo è una sfumatura della notte, il racconto di un'anima notturna, un sussurro del vento che riscalda il cuore dell'ascoltatore.

Nonostante "Good" rappresenti soltanto la prima tappa di un sensazionale viaggio musicale, è sicuramente l'opera più ispirata e coinvolgente dei Morphine; una tigre che - per quanto a volte lo sbrani, altre lo coccoli - allevia i tormenti dell'anima dell'ascoltatore.

“Good” è un’esperienza di vita che merita di essere fatta almeno una volta, un universo di estasi che si pone come sacro obiettivo la purificazione dell’anima, una discesa senza fine nei meandri della notte.

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Riassunto del Bot

‘Good’ è il debutto affascinante dei Morphine, un album unico che fonde rock, jazz e blues. Con un sound minimale ma profondo, guidato dal basso a due corde e dalla voce calda di Mark Sandman, offre un’esperienza sonora intensa e poetica. Ogni brano racconta un lato della notte e dell’anima umana in un viaggio mistico e catartico. Un classico degli anni '90, capace di calmare e emozionare.

Tracce testi video

01   Good (02:34)

02   The Saddest Song (02:53)

04   Have a Lucky Day (03:30)

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05   You Speak My Language (03:26)

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06   You Look Like Rain (03:40)

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07   Do Not Go Quietly Unto Your Grave (03:19)

09   The Only One (02:44)

10   Test-Tube Baby / Shoot'm Down (03:10)

12   I Know You, Part I (02:17)

13   I Know You, Part II (02:46)

Morphine

I Morphine sono un gruppo statunitense attivo negli anni ’90, noto per una formazione essenziale (basso e voce, sassofono, batteria) e per un sound notturno che mescola rock, jazz e blues. Il frontman Mark Sandman è morto nel 1999 durante un concerto a Palestrina (Italia).
17 Recensioni

Altre recensioni

Di  janis

 La voce di Mark ti colpisce come uno schiaffo denso e morbido, avvolgente e diretta ti spoglia la testa e straccia il cervello.

 Morphine assomigliano solo ai Morphine, come è giusto che sia.


Di  alerussian

 "I suoni si accavallano e si inseguono in infiniti rivoli cosmici, avvolgendo l’ascoltatore dentro soffici lembi quasi come un'intera orchestra."

 "Le liriche sono poesie iperealiste, interpretate magistralmente dalla voce baritonale di Sandman."