Mi sembrava doveroso, visto che nessuno l’ha fatto, recensire l’unico album di uno dei migliori gruppi della scena di Seattle.
Non molto conosciuti ma formati da figure importanti come Stone Gossard e Jeff Ament (chitarra e basso), completati da Bruce Fairweather alla chitarra, Greg Gilmoure alla batteria e soprattutto dal carismatico e versatile cantante Andrew Wood, i Mother Love Bone durarono pochissimo a causa della morte prematura di quest'ultimo ma riuscirono comunque a realizzare il bellissimo Apple. Dopo l’esordio con l’EP Shine nell’89, Apple esce postumo nel '90 dopo la morte di Wood. L'album si discosta parecchio dalle sonorità Grunge degli altri gruppi di Seattle (più allegro dei vari Nirvana, Soundgarden e Alice In Chains) e predilige suoni meno ruvidi e più vicini all'hard rock che stava nascendo a Los Angeles.
Forte di riff potenti e bei vocalizzi l’album è molto vario e propone 13 brani. Si passa per canzoni come l’opener This Is Shangrila e Captain Hi-Top, potenti e veloci, ad altre come Stargazer, delicata e melodica e Man Of Golden Worlds, quasi una preghiera, accompagnata dal piano. Ma la canzone migliore è Stardog Champion, sintesi dell’intero album: melodica e potente allo stesso tempo e dove Wood offre la miglior prova del disco. Ma il resto dell’album non è da meno, sono presenti altri episodi Hard Rock come Heartshine, Come Bite The Apple e Capricorn Sister ed altri lenti come Bone China, la marziale Holy Roller e la lunga Crown Of Thorns.
Nell'insieme Apple è un opera unica, suggestiva e irripetibile, con uno stile proprio e un cantante straordinario purtroppo morto a soli 24 anni.
Nel ’91 per ricordare nel migliore dei modi Andrew Wood nasce il progetto Temple Of The Dog (il nome deriva da un verso della canzone Man Of Golden Worlds) dove Chris Cornell e Matt Cameron dei Soundgarden si uniscono a Gossard e Ament per firmare uno splendido tributo al cantante.
Dalle ceneri dei Mother Love Bone sono nati i Pearl Jam, tutt’ora attivi.