Una nota di pianoforte suonata con veemenza ci introduce a uno dei massimi lavori degli anni '90. E' il '98, quando un trio proveniente da Trondheim ( Norvegia ), dopo avere realizzato altri ottimi lavori (o capolavori, come nel caso di 'Timothy's Monster') si appresta a dar vita a questa collezione di pezzi che spaziano dal rock più tranquillo, e psichedelico, fino al rock più duro. In ogni pezzo troviamo un insieme infinito di strumenti, e questo è uno dei punti forti di questo doppio LP.
I tre, infatti, si cimentano nell'uso di ogni tipo di strumento musicale, accompagnati anche da ospiti, come piano, piano rhodes, sega musicale, oltre ovviamente a chitarre acustiche, synth e alle consuete chitarre elettriche, bassi distorti e batteria; tutto ciò, senza mai dare l'impressione di farlo in modo fine a sè stesso. Ogni nota suonata non è messa lì per caso, ma è fondamentale nell'economia del pezzo. Un altro punto a favore di 'Trust Us' è la concezione batteristica dei pezzi: ogni minima nota di chitarra, ogni minimo accento del basso vengono arricchiti e valorizzati dai vari fill di batteria. Un esempio è il finale di "Taifun", quarta traccia del secondo disco, dove troviamo un vero e proprio dialogo tra batteria chitarra e basso che si conclude in un crescendo che da a uno dei migliori episodi dell'opera. Infine, notevoli da menzionare anche le melodie di voce, docili o graffianti al punto giusto. Dicevo, l'anno di uscita è il '98, e all'epoca io avevo undici anni. Non avrei mai potuto pensare che neanche dieci anni dopo la delicatezza apparente di "Vortex Surfer", gli assoli di chitarra in 7 / 4 di "577", il ritmo di "Hey Jane" e i deliri psichedelici e non di "Psychonaut" e "Ozone" potessero diventare parte integrante della mia vita. E oltre a questi, anche altri pezzi fondamentali come "The Ocean In Her Eye" che con la sua coda in stile quasi 'carillion' ci porta all'acustica della già citata "Vortex Surfer", o come "Superstooge", caratterizzato da un riff portante di basso distorto missato bassissimo e dalla comparsa di tromboni e synth vari. Come più volte menzionato, è un'opera che non può mancare a nessun amante del rock contemporaneo e non, e della musica ben suonata in generale; non resta, quindi, che accendere il lettore e cominciare a viaggiare tra i freddi paesaggi Scandinavi, riscaldati dagli Orange, Hiwatt e Vox dei Motorpsycho, per averne la prova migliore.
Tracklist:
Disco 1:
Disco 2:
"9 minuti per una canzone che è un capolavoro."
"Sono tre ragazzi norvegesi, suonano musica che non passerà mai di moda perché mai lo è stata."