Copertina di Muddy Waters Electric Mud
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Per appassionati di blues e rock, storici della musica, musicisti interessati all'evoluzione dei generi, cultori della musica afroamericana
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LA RECENSIONE

"ELECTRIC MUD" di Muddy Waters e di un gruppetto di sessionmen è con molte probabilità il primo e storico connubio tra blues e rock.

Paroloni come capolavoro, pietra miliare, svolta sono abusati e non li userò ma sicuramente nel '68 in molti, storcendo il naso, si chiesero cosa fosse passato per la mente a dei celebrati musicisti del più tradizionale dei generi afroamericani, per cimentarsi con chitarre elettriche, distorsori e quant'altro potesse far sembrare il suono del Delta del Mississipi un lontano ricordo. Beh si sbagliavano e di grosso.

La svolta elettrica del blues si compì in uno studio di registrazione della benemerita Chess Records e diede un impulso straordinario a generi e sottogeneri e ad artisti di tutte le confessioni musicali e oserei dire che fu per il blues quello che tre anni prima fu per il folk quando Bob Dylan mandò in confusione i puristi del genere presentandosi al Newport Folk Festival per la prima volta in perfetta tenuta elettrica. I tempi cambiavano e gli strumenti elettrici erano parte dell'evoluzione.

I brani celeberrimi di questo album, nonostante la ruvidezza del suono, appaiono oggi come i vagiti del rock-blues che alcuni vogliono influenzati da Hendrix, altri da una certa psichedelia imperante. Certo è che è musica godibile, ben suonata e innovativa. Comunque la pensino gli storici è vera musica. Buon ascolto.      

 

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Riassunto del Bot

Electric Mud di Muddy Waters rappresenta una svolta storica che unisce il blues tradizionale al rock elettrico. Nonostante le controversie iniziali, l'album si conferma una pietra miliare per l'innovazione musicale. I brani, forti di una ribalta elettrica e contaminazioni psichedeliche, sono ancora oggi apprezzati. Un passaggio fondamentale nella storia del blues e della musica afroamericana.

Tracce testi video

01   I Just Want to Make Love to You (04:19)

02   I'm Your Hoochie Coochie Man (04:53)

Leggi il testo

03   Let's Spend the Night Together (03:12)

04   She's Alright (06:36)

06   Herbert Harper's Free Press News (04:40)

07   Tom Cat (03:42)

Muddy Waters

Nato nel Mississippi nel 1913, registrato da Alan Lomax nel 1941, si trasferì a Chicago nei primi anni ’40 entrando alla Chess Records. Con la sua chitarra elettrica e una band formidabile (tra cui Otis Spann e James Cotton) ha definito il Chicago blues, influenzando profondamente il rock britannico. È morto nel 1983.
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