“ …I just could not put down my telescope anynore and kept imagining my teeth breaking. I was having violent dreams where me and the other kids would commit horrible acts and then run away in guilty…”
Un ombra é calata sul fantastico mondo dei mùm. Non ritroviamo più i spensierati canti di questi strani folletti e neppure i ricchi paesaggi cosi colorati e pieni di vita del fantastico mondo di “Finally we are no-one”. Ritroviamo invece queste stesse creature uscire allo scoperto solo di notte, per intonare malinconici canti al lume di candela attorniati da una grande oscurità. Sarà l’interminabile inverno islandese? Sarà una guerra? Comunque sia si innalza un speranzoso « Summer make good », a invocare il sole estivo a spazzare via tutti mali.
La voce incantevole di Kristin Anna , ci accompagna in intime e delicate storie di amore e isolamento, prendendoci per mano e conducendoci in una fitta nebbia. Appaiono fantasmi, visioni di altri tempi, ricordi strazianti del passato, generati dall’ elettronica minimale dei lap-top, combinata con gli strumenti tipici e « folk » usati dai mùm.
Veniamo condotti in un mondo triste e rassegnato, ma ostentatamente romantico e profondo.
Rispetto a « Finally We Are No-one », questo « Summer Make Good » é un disco molto più personale e intimo, per questo credo che a qualcuno dispiacerà non ritrovare alcune atmosfere spensierate e l’appeal decisamente più pop del precedente disco. Il resto rimarrà innamorato di questa folle, originale banda di folletti islandesi.
Mi immagino di sedere vicino alla finestra della mia casetta di Reykjavik a guardare fuori la neve mista a pioggia cadere, nella penombra del primo pomeriggio, gustandomi un thè alla cannella.
La musica che esce dall'Islanda adesso, se si esclude Bjork, ha quel sapore di sospensione nel vuoto spazio tempo.
I Múm mi fanno dimenticare i dettagli tecnici, con loro entro in un sogno di musica.
I Múm fanno poesie pure. Ebasta.
Ascoltando sembra di vedere manti erbosi, ghiacciai e pozzanghere.
L’orizzonte è nello specchio, l’orizzonte è dentro me.