RITMI & NOTE
Muse
Palamalaguti (Casalecchio di Reno - Bologna)
2 dicembre 2006
Dopo l'introduzione di alcuni ragazzotti giulivi e abbastanza isterici, denominati "Noisettes",
è iniziato uno spettacolo attesissimo. Soprattutto per chi, come la sottoscritta, segue il gruppo inglese fin dalle sue prime fasi, con Muscle Museum, del 1999.
Il cantante Matthew Bellamy, rosso-vestito (credo anche per farsi vedere dal pubblico più arretrato all'interno del Palamalaguti), ha dimostrato una grinta e una potenza dal vivo indiscutibili. Come anche i suoi compagni, Chris Wolstenholme (basso, seconda voce) e Dominic Howard (batteria), complici di quello che è stato un trionfo di voce, chitarre, video, luci e sintetizzatori; anche il pubblico meno esperto e più digiuno del loro genere "distorto", non ha potuto fare a meno di cantare con esaltazione Time is running out e Supermassive black hole, i singoli da classifica. Si è creata subito un'atmosfera particolare attraverso i video, proiettati sullo sfondo e sui megaschermi laterali al palco, che sembrava appartenere a un altro pianeta; il pubblico era immerso nello spazio siderale, con stelle a perdita d'occhio (Starlight), eserciti di robot in marcia (Knights of Cydonia), scene di suicidi collettivi dall'alto dei grattacieli di una città qualsiasi (City of Delusion). Non è mancata la cover di Feeling Good, con cui l'ispiratissimo pianista Bellamy è riuscito a farci rabbrividire, assieme alla delirante serenata Plugin baby.
In ogni canzone c'è un percorso. Non sempre melodico o orecchiabile, e nemmeno facilmente ripetibile. Anche se, specialmente nell'ultimo album, i testi contengono messaggi ben precisi, riferiti allo stato attuale del mondo, tra guerre, disastri ecologici e prossime invasioni aliene. Bellamy è come se cantasse dall'interno di se stesso, una voce che ti tormenta e ti attrae nello stesso momento. È come un sibilo, un grido acuto, orgasmico, che penetra attraverso tutto. E in questo è possibile riconoscere, tangibili, le tracce formali di Thom Yorke, dei Radiohead.
Nel bilancio di questo ottimo concerto, c'è comunque un nota negativa: il servizio navetta dell'Atc di Bologna, che probabilmente non aveva previsto un'affluenza simile. Soprattutto per ritornare da Casalecchio a Bologna, molte persone hanno aspettato almeno un'ora, dopo il concerto, durante una delle prime notti veramente fredde di questa strana stagione.
Ilaria Federici - Redazione Giornalistica Autogestita - E.R.B.A.
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