Originari del Kentucky, i MMJ sono attivi ormai da molti anni ed hanno alle spalle tre dischi prima di questo "Z" (gli altri sono "The Tennessee Fire" del 1999, "At Dawn" del 2001 e "It Still Moves" del 2003) che è arrivato nei negozi quasi sotto Natale. Qualcuno magari li conoscerà già di nome perché un certo Dave Grohl nelle interviste li ha quasi sempre nominati come uno dei suoi gruppi preferiti.
Bando ai pettegolezzi, la musica dei MMJ è un'originale commistione di country (poco), rock etereo, pop psichedelico e quant'altro, e "Z" è il loro manifesto sonoro, tutti gli elementi musicali sono perfettamente bilanciati. "Gideon", "What A Wonderfu Man", "Off The Record" sono perle di pop-rock giocoso ed estatico, suonati con una tecnica infallibile. Un'attitudine musicale/emotiva molto trasversale, una cura per gli artwork degli album (soprattutto in questo dove il booklet trabocca di disegni coloratissimi e molto visionari) sono i tratti caratterizzanti degli americani. La seconda metà del disco racchiude due ballate splendide "Knot Come Loose" e "Dondante", enfatiche, dilatate, dall'anima psichedelica. la perla è però "Lay Low" che in poco più di sei minuti sintetizza tutte le sonorità della band di Louisville, con uno degli assoli di chitarra più belli di questi anni (azzardo... lasciatemelo fare) tristi in cui il rock sa essere "fashion" ma non veramente emotivo.