Il tempo è galantuomo e grazie anche a questo film che le rende giustizia, Jacqueline Bouvier Kennedy, viene riconsegnata alla storia come una delle donne più iconiche e carismatiche del novecento. Interpretata da una perfetta Natalie Portman, per tutto il film ci mostra la sua storia di donna forte e coraggiosa quasi a livelli "disumani".

Per quei tempi e per le donne sarebbe bastato il matrimonio con il rampollo di una delle famiglie più potenti degli Stati Uniti, per vivere una vita straordinaria, ma l'esitenza e la storia hanno i loro piani incontrastabili ed imprevedibili. Già dal titolo "Jackie" si capisce l'obbiettivo del film, presentare una donna "nuda" senza la sovrastruttura del suo rutilante nome e cognome. Detesto la frase "dietro ogni grande uomo c'e sempre una grande donna" ma in questo caso è la verità.

Il 22 novembre del 1963 il percorso ed il destino sono segnati per l'America e per il mondo ma anche per una famiglia ideale. Una famiglia specchio di quei tempi dove l'equilibrio sembrava tutto lì, in un buon matrimonio, figli e cura della famiglia.

Il film inizia con la donna più influente del mondo che si trucca sull'aereo presidenziale, rispecchiato dopo poche ore c'è un viso stravolto dal pianto che viene lavato dal sangue del marito.

C'è qualcosa di ancestrale e animalesco che questa donna affronta i primi quattro giorni dalla data della morte del marito. Tiutto inizia da quel balzo felino, la prontezza con la quale Jackie si allunga per prendere un pezzo della calotta cranica del marito e diventa l'emblema della donna ferina. Usa il suo corpo come scudo e da lì niente le viene risparmiato: la corsa in ospedale, l'inutile rianimazione, il giuramento, le decisioni per la sepoltura e le esigenze di protocollo.

Ci sono individui che soccombono ai fatti della vita e poi ci sono le coloro che riescono a ribaltare le carte e la loro storia con fermezza e forza come abili croupier. Come in un copione già scritto in quei quattro giorni dopo la morte del marito sarà lei a gestire la vedovanza, l'incrinatura del sogno americano.

La narrazione si sposta su più piani e vediamo in diversi flashback che mostrano i giorni passati in una rivoluzionata Casa Bianca aperta al mondo.

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