Copertina di Negrita L'uomo sogna di volare
firegas

• Voto:

Per amanti del rock italiano, appassionati di musica alternativa e critici musicali interessati a evoluzioni di band iconiche.
 Dividi con...

LA RECENSIONE

E’ il nuovo lavoro dei Negrita, L’Uomo sogna di Volare, che in questi tempi monopolizza le frequenze radio italiane, nel tripudio della heavy rotation. La band, che compie dieci anni, prometteva bene, esordendo nel 1994 con una musica che ricalcava in linea di massima lo stile dei Rolling Stones, una musica ruvida unita talvolta a quel funky rock che proprio li caratterizzava sul piano artistico del Belpaese. Quest’ultimo album, per quanto mi riguarda, è un qualcosa che dissacra il loro percorso “formativo”, il loro “cursus honorum”, un qualcosa di osceno, per la loro storia e origini. Il soft rock di marcata impronta britannica che qualificava questa band è morto, affogato in un tripudio di sonorità etniche, ballate sudamericane, canzonette pop da heavy rotation – appunto – nel rap satirico di Gabriel O’Penasador, uno degli artisti sudamericani che hanno cooperato nella realizzazione dell’album. Proprio in Sudamerica nasce, infatti, questo disco, ed ivi vi muore.

Passiamo al disco: “Sale” è una canzone politicamente ruffiana, dove ancora sopravvive quell’antico sapore rock che la band aretina era solita offrire
al pubblico e dove il rap dell’artista summenzionato annega in un mare di ovvietà e banalità, in una retorica così scontata da apparire quasi irreale…
“Congratulations to the kings of nowhere: Mr G. W. Bullshit and his loyal royal clowny Blair all dis-honour to be shared with Sharon, we don't need another Hitler...”
Greta è forse l’unico pezzo buono del disco, una buona ballata rock dai toni soffici e superiore alla media generale del disco. “Rotolando verso sud” è odiosa, con quella retorica banale serpeggiante e inconcludente, con quel suo ritmo latino americano potrebbe essere stata una canzone di Manu Chao, e ciò non è bello.

Dopo l’analisi di alcune tracce dell’album, bisogna necessariamente avanzare una seconda analisi,piazzando questo disco nel suo contesto storico, considerandolo quindi come un cambiamento di rotta della band aretina, forse alla ricerca di nuova linfa e nuove idee. Ma non è di certo rispolverando la world music, genere impegnativo e che,ad oggi, trova come solo grande estimatore ed esecutore, qui in Europa, in Peter Gabriel, che questa band potrà rigenerare la propria forza musicale.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Il nuovo album dei Negrita, L'uomo sogna di volare, segna una svolta stilistica che allontana la band dal loro originale rock ruvido. L'influenza di sonorità etniche e pop viene percepita come forzata e poco convincente. Solo poche tracce, come 'Greta', emergono positivamente. La recensione critica rileva una perdita di identità musicale e invita a riflettere sul futuro artistico della band.

Tracce testi video

02   L'uomo sogna di volare (05:02)

03   Mother (04:21)

05   Destinati a perdersi (05:18)

Leggi il testo

06   Rotolando verso sud (04:46)

Leggi il testo

07   Il mio veleno (03:42)

09   Alzati Teresa (03:42)

10   Il branco (03:04)

Negrita

Negrita è un gruppo rock italiano, spesso indicato nelle recensioni come “band aretina”, con un percorso che va da un rock-blues/funky iniziale a contaminazioni sudamericane/latine e soluzioni più “world” in dischi successivi.
20 Recensioni

Altre recensioni

Di  ste84

 Tra i tanti difetti che ha l'essere umano c'è n'è uno che voglio analizzare ora: non ci sta mai bene niente!

 Rotolando verso sud è una canzone terribilmente orecchiabile ed estiva, non c'è nulla di male.